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lunedì 26 ottobre 2009

E se la politica e i media parlassero di abusi sessuali sui minori

ABUSI SESSUALI da parte di un uomo sulla figlia, poi la nipote. Ha abusato sessualmente della prima per vent’anni, ha approfittato di lei anche quando era incinta. Poi ha indirizzato le proprie attenzioni morbose verso la nipotina di soli 8 anni. E con quest’ultima ha “giocato” per circa tre anni, finché la ragazzina, ormai undicenne, non ha vuotato il sacco e denunciato il nonno-orco.

ABUSI SESSUALI di un meccanico di 50 anni. Era amico dei genitori della vittima, ed avrebbe approfittato del rapporto di fiducia, per abusare ripetutamente, della loro figlia dodicenne.

ABUSI SESSUALI su una ragazzina di 13 anni. E' l'accusa per la quale i carabinieri hanno arrestato a Pisa un marocchino di 20 anni. L'extracomunitario e' un conoscente della famiglia della tredicenne; la ragazzina e' nata a Pisa ed e' di origini serbo-montenegrine; per l'accusa, il giovane avrebbe abusato della minore in piu' occasioni, per almeno cinque mesi. I genitori della minore avevano sporto due querele contro il marocchino.

ABUSI SESSUALI su minori Rom, Al centro della torbida vicenda, Bruno Damiano De Blasi di Campi. Le prove sarebbero anche in alcuni filmati all'interno del suo telefonino. I ragazzini avrebbero ricevuto da 8 a 20 euro per vendersi

ABUSI SESSUALI sulla figlia minorenne da da parte di un 43enne di Sant’Agnello. Il blitz ieri pomeriggio quando i carabinieri della stazione di Vico Equense, agli ordini del luogotenente Antonio Lezzi, hanno arrestato l’uomo, già noto alle forze dell’ordine in esecuzione ad ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Torre Annunziata.

ABUSI SESSUALI da parte di una donna di 40 anni a Passignano sul Trasimeno, paese in provincia di Perugia, perché costringeva la figlia undicenne ad avere rapporti sessuali con suo coetanei. Il motivo: la donna era ossessionata dall'idea di garantire la celebrità della figlia rendendola popolare con i ragazzi.

Non è sicuramente questo il luogo per una discussione sociologica sulle motivazioni che scatenano tali brutalità, però fa davvero spavento che una mente debole e malata, come dev'essere per forza quella di un adulto che abusa di un bambino, possa essere disturbata a tal punto da poter segnare irreversibilmente una giovane vita. La politica delle bagarre, aiutata dai media veri perversi, continua a preoccuparsi di trans e puttane. Diamo spazio alle cose serie su questo blog sostemiamo Casa do Menor.



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mercoledì 21 ottobre 2009

La legge è scritta sulla sabbia. L'accesso al bagnasciuga è un diritto.

Amate il mare e avete la sensazione di sentirvi stretti in quelle file di cabine negli stabilimenti balneari? Oppure siete quelli della domenica che non vogliono pagare stagionalmente un ombrellone e una sdraio quanto un monolocale? Insomma vorreste farvi un tuffo nel vostro mare senza fare gimcane prima di arrivare all'acqua.

Ma ogni bagnante fai-da-te sa quanto è difficile trovare un numero di spiagge libere adeguato al fabbisogno delle persone di una singola località balneare. Il rapporto spiagge libere e stabilimenti balneari è rilevante, in quanto la politica di questi ultimi venti anni ha ridotto notevolmente le strutture libere, condizionando i bagnanti, che per trovare un poco di tranquillità, sono costretti a scegliere gli stabilimenti balneari. Tutto calcolato alla perfezione dai soliti noti.

Rivendichiamo il diritto di arrivare al mare senza pagare anche se c'è di mezzo la barriera del lido "privato". Perché fare il bagno senza sentirsi uno squatter non è una pretesa ma un diritto sancito dalla legge, che troppo spesso viene raggirato dai concessionari degli stabilimenti.

La legge è scritta sulla sabbia ed andare in uno stabilimento deve essere una scelta, non un obbligo imposto dalla mancanza di spiagge libere.

Sono due principi stabiliti dalla legge finanziaria per il 2007 (art. 1, commi 251 e 254 ) che in troppi casi hanno lasciato il tempo che trovano. I diritti del bagnante fai-da-te

Elenchiamo i diritti che ogni libero bagnante può far valere in caso di controversie con i gestori degli stabilimenti rivolgendosi alle autorità del posto.

• La battigia - intesa coma una striscia di sabbia di 5 metri che parte dal punto in cui arriva l'onda - è esclusa dalla concessione, quindi è a disposizione di tutti.

• Sulla battigia tutti possono camminare, sedersi e sdraiarsi. Deve essere garantito il passaggio e quindi nessuno (nemmeno lo stabilimento) può occuparla con oggetti ingombranti come ombrelloni, lettini ecc. E' possibile invece appoggiare gli abiti o l'asciugamano mentre si fa il bagno.

• L'accesso al mare deve essere sempre garantito e gratuito. Pertanto non può essere impedito il transito attraverso l'area in concessione per raggiungere la battigia né può essere richiesto un pagamento.




UN BUSINESS ALLETTANTE

Una curiosità: il canone che ogni stabilimento paga allo Stato per la concessione dell'area è fissato dalla legge. Se la spiaggia è considerata di categoria A ("ad alta valenza turistica") ed ha delle strutture fisse (ad esempio le cabine) si arriva ai 4,13 euro/mq all'anno. Ma la stragrande maggioranza delle spiagge è classificata in categoria B e si arriva a un massimo di 2,65 euro/mq. Uno stabilimento di 5.000 mq costa dunque poco più di 13.000 euro all'anno. Considerando che il prezzo di una cabina + ombrellone + sdraio per una stagione oscilla tra i 1.000 ai 4.000 euro, non è difficile capire che si tratta di un buon affare per i gestori.


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