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venerdì 30 aprile 2010
martedì 20 aprile 2010
Luce di mezzogiorno in Comune
Trattano argomenti dall'alto che non hanno senso, incomprensibili, dalle loro televisioni e dai loro giornali. I politici che dovrebbero ritornare a parlare con la gente rienpono gli stadi televisivi, invece di guardare in basso qui dove si lascia una luce accesa in comune a mezzogiorno. Un monito in un video girato con il telefonino oggi conferma che devono stare attenti anche ad accendere la luce.
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XIII Municipio Roma
L'informazione nei Municipi
L’informazione è la linfa della democrazia. Se il controllo dell’informazione è in mano a poche persone il cittadino vive la democrazia a metà. Se l’azione dei comuni hanno come riferimento i gruppi di potere economico, l’informazione sarà sempre tendente al risultato finale sotto forma di propaganda elettorale. Le persone non solo devono conoscere per tempo i progetti per territorio ma dovranno essere parte di un sistema informativo partecipato per tornare finalmente a decidere.
_____________________________________________________
1. Accesso alla rete gratuito per ogni cittadino e introduzione dei ripetitori Winmax per l’accesso mobile e diffuso alla rete (wifi)
2. Educazione al web per tutti, in sede e nelle scuole del territorio.
(La rete non va combattuta o censurata. Internet per la sua struttura interna, ha mutato i nostri comportamenti in poco più di un decennio. Molti sono stati presi di sorpresa da questa rapidità trovandosi impreparati all'uso, e aggiungerei alla comprensione, di queste nuove tecnologie che garantiscono trasparenza nei contenuti. Spesso si mette a rischio la propria privacy, a volte la propria incolumità. Le politiche e i politici nel nostro paese non hanno favorito il processo di comprensione del mezzo. Il web risulta essere scomodo per chi ha costruito la propria forza sull'incompetenza e l'ignoranza delle persone. Il popolo deve rimanare ignorante. Volutamente, a mio avviso, si trascura ciò che sta portando e porterà ancora per molto, una ventata di sana democrazia nel nostro paese.)
3. Istituzione di un portale indipendente per il XIII Municipio dove consultare tutte le determinazioni dirigenziali con un archivio delle notizie di facile consultazione.
Informazioni e contenuti a cui dare particolare rilevanza nel portale web:
* In evidenza il calendario del Consiglio Municipale
* Sportello di conciliazione online (per le prime informazioni)
* Ricerca avanzata degli atti e ricerca modulistica
* Particolare rilevanza e visibilità per i bandi di concorso e resoconto dettagliato delle assegnazione di ogni singolo bando di gara consultabile per il download in formato (PDF)
* Elenco delle concessioni demaniali sul territorio con relative informazioni di carattere amministrativo e relative scadenze
* Sistemi di diffusione audio dei contenuti del portale (Audio Player) (ascolta) e versione per visitatori non vedenti. Implementazione di risorse per facilitare l'accesso alla cultura e all'informazione online da parte delle persone con ridotte capacità visive, ma anche per sensibilizzare la collettività sui temi legati alla minorazione della vista. Progetto per l'utilizzo delle future risorse connesse al motore di ricerca Accessible Web Search for the Visually Impaired di Google
* Creazione di una newsletter dove il cittadino può iscriversi scegliendo quali informazioni ricevere:
1. Convocazioni del consiglio del Municipio
2. Bandi di concorso
3. Determinazioni dirigenziali
4. News locali
* Associazione divulgazione delle statistiche alle graduatorie in genere e schema comparativo (semplificato) degli ultimi 10 anni.
* Istituzione di sondaggi in rete per decidere eventuali proposte.
* Istituzione di un forum dove il cittadino può trattare argomenti connessi al territorio.
* Circuito live e on demand che trasmetta in streaming tramite webcam tutte le convocazioni ordinarie e straordinarie del Consiglio Municipale.
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sabato 17 aprile 2010
Uno sguardo da vicino (Roma Municipio XIII)
Sono 14 i km di arenile che caratterizzano il litorale del XIII Municipio di Roma, un patrimonio naturale inestimabile. Sottoposto a consistenti fenomeni di erosione a metterlo in pericolo sono sopratutto industrie, costruzioni abusive, porti turistici, stabilimenti balneari che invadono le nostre coste. È fatto obbligo ai titolari di concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito per il raggiungimento della battigia antistante l'area compresa nella concessione, anche al fine della balneazione. Ma la sua applicazione lascia molto a desiderare. E se la spiaggia occupata da lettini e ombrelloni nel litorale romano risulta essere la metà, nella zona di Ostia (90mila abitanti) raggiunge più del 90% rendendo le spiagge sempre più inaccessibili a chi non è disposto a pagare per godere di un bene comune come il mare. Da alcuni anni la crescita del numero delle cabine è impazzita, fino a inghiottire gli ultimi centimetri di spiaggia. Si è strutturato il business dei chioschi, delle discoteche e dei ristoranti incentivando così lo sfruttamento delle aree adiacenti agli stabilimenti che vengono subaffittate a prezzo d’oro dai padroni del mare, nonostante spesso risultino essere abusive. Le uniche spiagge attrezzate, che teoricamente dovevano offrire un servizio di ombrelloni e sdraio solo su richiesta, sono diventate di fatto delle postazioni permanenti. Non ultima la notizia del sequestro di un noto stabilimento nelle mani della malavita organizzata.
Nel sito del Comune (XIII Municipio) un ottica sfocata descrive il disagio mettendolo in vetrina come fosse motivo di vanto, e forse lo è per gli occhi di chi non vuole e non deve vedere.
Parte del testo sito web Comune Di Roma XIII Municipio: (Vai al sito e documentati la rete te lo permette)
"Il territorio del XIII Municipio si caratterizza per essere comprensivo del litorale di Roma. Sono circa 14 km d'arenile, di cui il 15% a spiagge libere o libere attrezzate, mentre il rimanente 85% organizzato in stabilimenti in concessione per la balneazione. Tra le spiagge libere attrezzate le più belle ed importanti sono quella di Castel Porziano (concessa dal Presidente della Repubblica ai bagnanti romani nel 1965), con i suoi 7 cancelli d'ingresso lungo la Via Litoranea e Capocotta (rientrante nel territorio della Riserva Statale del Litorale Romano), con i suoi 5 ingressi.
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giovedì 15 aprile 2010
La parabola dei media sofferenti: “Guarda e leggi senza interferire, così che io possa rimanere credibile agli occhi dei miei lettori “
“Guarda che è vero l’ha detto la televisione” questo urlavano gli italiani del dopo guerra. Questo pensano, senza dirlo, gli italiani del nuovo millennio. Ma la rete ci salverà e a sostenerlo sono gli illuminati della nuova era mediatica che ruota vertiginosamente intorno a internet. La televisione impone canoni e ci rende tutti uguali annullando le differenze, contro tutti i principi democratici lobotomizza le menti. Senza differenze non c’è scambio di cultura non c’è confronto. Dal confronto nascono le idee. Le battaglie televisive tra "politicanti" servano a distogliere le attenzioni dai problemi effettivi e a vendere libri. Oggi il consenso lo si usa per il mantenimento delle poltrone e del potere. Il confronto deve ritornare alle origini e l’eletto deve essere la voce degli elettori che devono ritrovare trasparenza e potere decisionale. La carta stampata serve i partiti e incassa milioni di euro disinformando con notizie di parte. Soldi pubblici. Nulla esce dai giornali che abbia una coerenza o un’attinenza con la realtà, fosse solo per il fatto che essa non può essere la stessa per tutti. La manipolazione sistematica delle notizie serve il padrone che paga i suoi servi prelevando i soldi dalle tasche degli italiani.
La rete rende liberi da questo mal costume e permette l’interazione e lo scambio di idee che sono il sale della democrazia. L’informazione sul web è un bene comune a cui DEVONO AVERE ACCESSO. Qui io sono l’uno e l’altro, informatore e informato, giudice e giudicato, cittadino e politico. Le informazioni in rete sono soggette al giudizio delle persone che rendono una proposta degna di essere chiamata tale. Se non sei attendibile gli utenti affondano ogni tua speranza di prosperità sul web, mentre se la struttura delle tue argomentazione e ben supportata da ulteriori informazioni (links) e dal consenso degli utenti (commenti) il tuo contenuto beneficerà della viralità che la rete per natura contiene.
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domenica 11 aprile 2010
Aspettando le dimissioni di Carla Pisani

Brutta storia nel comune laziale di Grottaferrata, 20mila abitanti in provincia di Roma, dove Carla Pisani, avrebbe deciso di appoggiare al ballottaggio, previsto per oggi e lunedì, il candidato del Popolo delle Libertà Sergio Conti. Carla Pisani che, pochi giorni fa, ha deciso, in vista degli imminenti ballotaggi, di annunciare la decisione attaccando un manifesto per le vie della città che dichiara esplicitamente che il Movimento appoggia il pidiellino Sergio Conti, perché, a differenza del suo avversario, “ha dimostrato rispetto per i voti ottenuti” dal movimento. Una scelta, sconsiderata che deve trovare da parte di Grillo una presa di posizione immediata. Il blog si dissocia dalle dichiarazione della Pisani chiedendo dimissioni immediate per aver contravvenuto ai principi di neutralità finora assunti dal Movimento a Cinque Stelle, di cui le liste civiche sono espressione.
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mercoledì 7 aprile 2010
Un passo indietro in cerca di assonanze
Tiberio Sempronio Gracco era di origine plebea un uomo che fece onore alla sua attività politica al Senato nell’antica Roma Repubblicana. Eletto questore dovette partire per la guerra contro un antica roccaforte celtiberica (Numanzia). L'esito della guerra fu disastroso e una volta messi in fuga i romani lui accettò di trattare con il Nemico e 20.000 vite furono risparmiate al massacro. Tornato a Roma fu accusato e biasimato dai senatori per il suo gesto che portò Roma a patteggiare la pace non da vincitrice ma da vinta. La sua prima vera iniziativa fu quella di compilare una legge, la lex agraria, per la redistribuzione delle terre del suolo italico, usurpate dai ricchi ai più poveri e offerte ai forestieri per la lavorazione. La legge limitava l'occupazione delle terre dello stato e riassegnava quelle eccedenti ai contadini in rovina. Il provvedimento era sostenuto dal popolo anche attraverso scritte sui maggiori monumenti e sulle pareti dei portici di Roma. fu ricusata sdegnosamente dai ricchi che tentarono inutilmente di incitare una rivolta contro Tiberio. I possidenti si appoggiarono allora ad un altro tribuno della plebe, il giovane Marco Ottavio, che accettò di porre il veto alla legge agraria. Tiberio in risposta al veto scrisse una legge ancora più restrittiva per i possidenti terrieri e iniziò così una sfida tra i due tribuni che quotidianamente si cimentavano in Senato in dure sfide oratorie. Con un nuovo editto proibì ai magistrati di intraprendere affari sino alla votazione della legge e questi come risposta si dimisero dalle loro cariche. Il giorno nel quale il popolo fu chiamato a votare i nemici di Tiberio asportarono le urne creando gran tumulto, ma lo scontro fu evitato anche grazie alla mediazione dei consolari Manlio e Fulvio che lo convinsero a rimettersi al senato. La discussione in assemblea fu però infruttuosa e così Tiberio fu costretto a proporre la destituzione di Ottavio che il giorno dopo fu approvata dal concilio della plebe portando così anche all'approvazione della legge; ma il clima era sempre infuocato e nonostante i gesti distensivi di Tiberio nei confronti dell'avversario, Ottavio fu a fatica sottratto dalle grinfie della folla inferocita. Intanto l'opposizione dei più ricchi si faceva sempre più estenuante e andava dal rifiuto di costruire un edificio pubblico preposto alla causa della legge agraria fino all'avvelenamento di un amico di Tiberio. Alla sua morte il re di Pergamo (133 a.C.) lasciò in eredità le sue terre e le sue ricchezze al popolo romano. Tiberio propose che il suo patrimonio fosse destinato all'acquisto di sementi e attrezzi agricoli per i nuovi proprietari e che le nuove terre fossero anch'esse divise tra la plebe. Il giorno della votazione non disponeva però della maggioranza ed i suoi alleati fecero ostruzionismo fino al rinvio dell'assemblea al giorno dopo: Tiberio temeva possibili attentati alla sua persona e il popolo si offrì di sorvegliare la sua casa durante la notte. La mattina seguente al Campidoglio, dove era radunato il popolo per votare Tiberio fu informato che i suoi nemici avevano un piano per uccidere il console Muzio Scevola e negli sviluppi dell'assemblea cominciò a diffondersi il panico, con i sostenitori di Tiberio che impugnarono le lance come per difendersi. Ne seguì una carneficina nella quale persero la vita oltre trecento cittadini romani e tra loro lo stesso Tiberio, ucciso a bastonate. Il suo cadavere fu gettato nel Tevere e i suoi amici condannati a morte o esiliati senza processo.
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sabato 3 aprile 2010
Le uova di Pasqua senza sorpresa
Siamo a Pasqua e l’utilizzo dell’uovo con la sorpresa in Italia capita a fagiolo. Oggi, infatti, le novità non mancano specialmente quelle chiarificatrici che stanno portando molti di noi alla consapevolezza che una politica senza valori è come una barca priva del timone in mezzo al mare. Non avendo la possibilità d'imprimere una direzione se ne va, inesorabilmente, alla deriva. Colpisce che se ne siano accorti anche quelli della barca, perché sinceramente io non ci speravo. Chi l’avrebbe mai detto! Per anni sinistra, destra e centro hanno remato contro questo paese. Ora tirano in barca i remi cercando strategie e rotte da percorrere per scongiurare il voto di protesta e l’avvento di nuove idee politiche rivoluzionarie. Stanno imbarcando acqua e non riescono ad arrestare la falla. Le uova di Berlusconi e Bersani si sono rotte ma guarda caso per loro niente sorpresa.
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mercoledì 31 marzo 2010
La televisione viene prima della politica
La politica come bene di consumo non più dialogo argomentato dal confronto delle idee a volte contrastanti. Le opinioni, per i nostri politici, non possono essere modificate. I mezzi di comunicazione di massa, quelli che Pasolini già allora spiegava in modo eccellente, hanno imposto lo scenario dello spettacolo agli attori della politica italiana e al pubblico pagante. Ci si affaccia ancora oggi puntualmente al balcone per parlare agli italiani, maniaci dell’immagine e poco professionali. Non si compete come prima con le idee ma con le presenze mediatiche. La politica si compra al supermercato a prezzi stracciati. Si entra così in relazione anche con persone altrimenti non contattabili o non disponibili all’ascolto di questo o quel personaggio. E allora ecco spuntare nuove professioni e nuovi consulenti con lo specifico compito di far risaltare sempre il meglio di quanto espresso dal proprio Leader. Per ritornare al principio della democrazia, a mio avviso, il primo passo da compiere spetta alla cittadino che può oggi trovare una maggiore azione interattiva. lasciamoci alle spalle la perdita del rapporto faccia a faccia, per ritrovare l’istinto dello scambio che impone per avere una determinata cosa quello di darne un'altra.
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martedì 30 marzo 2010
Nessuno al timone: la nave è grande e ci metterà un pò ad affondare

Il partito democratico non ha vinto come non ha vinto il popolo delle libertà. Bando alle futili chiacchiere. Abbiamo assistito all’ennesimo passaggio di consensi tra il peggio che si può trovare nella politica italiana. Il popolo sovrano non ha scelta, o vota uno, o vota l'altro, inebetito dalle televisioni di regime. La gente non vota perché confusa dai “chiacchiericci” dei nostri politici. Esce vincente il Movimento 5 Stelle che incassa 500 mila voti con sole 5 regioni. Gli amici di Beppe Grillo non hanno avuto nessuna copertura da parte dei telegiornali della RAI: Tg1, Tg2, Tg3 e Rainews24 per la maggioranza degli italiani non sono mai esistiti (dati Agicom). Giornali e politici ammuffiti hanno giudicato i voti del Movimento 5 Stelle un consenso di protesta e non si sono chiesti cosa potrebbe succedere tra 3 anni alle prossime elezioni politiche quando le cinque stelle brilleranno sulle schede elettorali di tutte le regioni italiane. Impegnati a trovare il modo di figurare meno opachi di quello che sono stati i politici del nostro paese non si sono accorti che 1/3 dei cittadini aventi diritto non ha votato, e la metà dei votanti non ha scelto i maggiori partiti. Un paese in queste condizioni non consegna un vero consenso democratico ne alla maggioranza ne all’opposizione.
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lunedì 29 marzo 2010
Gli italiani votano meno e per la politica non è primavera.

Gli italiani votano meno e per la politica non è primavera. Ad influire sui dati che prospettano un calo di 9/10 punti ci sono vari fattori. Anche non politici. La stupenda giornata primaverile sostenuta dall’ora legale ha reso svogliati i probabili elettori? Forse la rovinosa caduta si può addebitare alla disaffezione dalla politica? Magari la colpa è dell’odio seminato dalla sinistra antidemocratica del paese? Come direbbe Silvio Berlusconi. La sentenza che dovrebbe trovare conferma in alcuni regioni accentua la vittoria della sinistra, in altre quella della destra, anche se in media la prima sarà più avvantaggiata dall'astensione. Vedo come responsabile il peggioramento del clima sociale e la non curanza da parte della politica riguardo i temi del lavoro e della crisi, una politica che dovrebbe smettere di occuparsi di giustizia, di intercettazioni, di Radio Televisione Italiana, o di liste escluse. Cerchino un sistema che porti via dal parlamento corrotti e corruttori e ripristino in questo paese un esempio di legalità. Se una responsabilità oggettiva esiste, la si può trovare esclusivamente nel soggetto politico che invece di farla la politica si affanna a cercare sistemi che salvino il suo modo di fare politica. Per i politici non entra entra l'ora legale e le giornate rimangono più corte. Prendiamo, comunque, l’astensionismo come un segno di viva protesta che ci fa sperare che un giorno gli italiani torneranno a votare.
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giovedì 11 marzo 2010
Per il PdL, ma in generale per i politici, non è accettabile ricevere domande impreviste, per cui confondere indipendenza con provocazione è facile.
Sono bastate solo alcune domande da parte di un giornalista a far scatenare l'ira di Berlusconi e del Popolo della Libertà. Ma l’oscar delle celebrità va a Ignazio La Russa che mai come in queste ultime ore è riuscito a portare la sua immagine così rapidamente in giro del mondo, "un giornalista malmenato dal ministro della Difesa", così titola uno dei maggiori organi di informazione francese. Si tratta di Rocco Carlomagno un giornalista senza testata, quelli che vengono chiamati free lance, ed è anche un ‘cittadino attivo’, aderente al Coordinamento nazionale contro i siti di stoccaggio nucleare ed al Coordinamento ‘Aiutiamo l’Abruzzo’. Sull’accaduto il Pdl ha rilasciato una nota che a dir poco imbarazzante, definendo il reporter come "una persona non nuova a simili gesti provocatori", ovvero abituato fare domande non addomesticate, definendolo inoltre "un soggetto che ha ripetutamente dato in escandescenza e che provocatoriamente ha più volte disturbato e interrotto la conferenza stampa". Per il Popolo delle Libertà, ma in generale per i politici, non è accettabile ricevere domande impreviste, per cui confondere indipendenza con la provocazione è facile. Ancora una volta metterei sulla graticola l’ordine dei giornalisti, una creatura tutta italiana. I reporter di altri paesi lavorano con credenziali rilasciate dalle proprie testate, mentre i free lance si qualificano come tali e vengono ugualmente ammessi. Per riassumere quei momenti di tensione propongo la frase pronunciata dal giornalista nei confronti del ministro La Russa. "Lei è un picchiatore fascista".
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giovedì 21 gennaio 2010
domenica 13 dicembre 2009
Piazza Fontana: la politica non aiuta la ricerca della verità
Formigoni Podestà e Moratti sono stati coperti di fischi appena saliti sul palco, dopo il corteo che ha sfilato per i 40 anni della strage di Piazza Fontana. Ci sono stati anche momenti di tensione fra manifestanti dell'area antagonista e le forze dell'ordine, con lancio di sassi e petardi ai margini di piazza Fontana. Politici che hanno partecipato per essere vicini al dolore delle famiglie. Un doppio dolore: per la perdita dei propri cari e per una verita mai accertata. Dichiarazioni che non gli hanno risparmiato le contestazioni della piazza.
Letizia Moratti, ha ribadito di comprendere le contestazioni, ma "i fischi non aiutano la ricerca della verità". "Bisogna passare - ha concluso Letizia Moratti - dalla contestazione alla condivisione, perché questa è assolutamente utile alla ricerca della verità".

Non aiuta la politica del Ministro Mariastella Gelmini che dovrebbe prendere atto, visto che il dovere della memoria si impara sui banchi di scuola, che i manuali di storia non sempre sono buoni viatici. Il 70% dei testi sul Novecento destinati a ragazzi che devono arrivare alla maturità con nozioni anche sulla strage di Piazza Fontana, che il 12 dicembre 1969 segnò una svolta nella vita del nostro Paese, non parlano di Giuseppe Pinelli, ferroviere anarchico precipitato dopo tre giorni di interrogatori da una finestra al quarto piano della questura di Milano. E quasi nessuno cita il nome del commissario Luigi Calabresi, che aveva interrogato Pinelli e, al termine di una campagna diffamatoria, venne assassinato il 17 maggio 1972 da un commando terroristico. Ma questa politica non sembra solo trascurare la ricerca della verità, ma soprattutto indica una via difficilmente comprensibile che sdogana i fischi e ci permette di affermare che forse questi politici se ne potevano stare a casa.
mercoledì 18 novembre 2009
Politica e media parlano del cane mentre ogni anno nel mondo 6 milioni di bambini muoiono di fame
Mentre il dibattito parlamentare si infiamma sul taglio della coda del cane e Bruno Vespa dedica l'intera puntata al fatto, ogni sei secondi muore di fame un bambino nel mondo. Gli avvocati allo stesso tenpo deputati del premier si affannano a trovare marchingegni da applicare alle leggi per allontanare la resa dei conti dell’imputato per evasione Berlusconi e quasi tutti i leader dei paesi ricchi disertano il vertice della Fao.
Il Governo italiano è diviso come non mai, anche sulle decisioni economiche, i parlamentari di destra e di sinistra infiammano il dibbattito sulla salute degli amici a quattro zampe, continuando a rinviare la discussione delle misure che il paese si aspetta per affrontare una crisi appena iniziata nei suoi terribili effetti.
Il Governo italiano è diviso come non mai, anche sulle decisioni economiche, i parlamentari di destra e di sinistra infiammano il dibbattito sulla salute degli amici a quattro zampe, continuando a rinviare la discussione delle misure che il paese si aspetta per affrontare una crisi appena iniziata nei suoi terribili effetti.
Trasmissioni di rilevante effetto mediatico non possono esimersi di trattare con priorità problemi come quelli evidenziati dal segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon ( 6.000.000 milioni di bambini muiono ogni anno per fame ). Parlare di una barbaria come il taglio delle orecchie o della coda al cane merita sicuramente attenzione ma giornalisti televisivi e politici da salotto avete ancora una volta perso l'occasione di dimostrarvi credibili.

mercoledì 11 novembre 2009
Perchè Silvio Berlusconi non fa il test antidroga?
Alcuni politici stanno facendo in queste ore il test antidroga per dimostrarsi estranei all'uso di sostanze stupefacenti. Silvio Berlusconi sia come Presidente del Consiglio, ed in seguito agli ultimi sospetti dovrebbe essere il primo a recarsi a fare pipi. Per ora tutto tace.

Mi sembra evidente che il Premier non può astenersi dal fare il test per smentire le voci che circolano sulla cocaina ai festini da lui organizzati. Perdere l'occasione di smentire tali voci non farebbe altro che alimentarle. Presidente siamo in ansia per il risultato delle analisi che siamo sicuri lei ci presenterà. Se così non fosse, perlomeno, ci lasci il beneficio del dubbio.
1.000.000 di persone vogliono vedere il test antidroga di Silvio Berlusconi
martedì 10 novembre 2009
Cosentino: sostegno elettorale dai casalesi - candidatura regionali ko
Sono 351 le pagine dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del sottosegretario alla Economia e coordinatore campano del Pdl Nicola Cosentino che ha contribuito a rafforzare i Casalesi, negli anni '90, contando sui voti dela camorra e diventando così, consigliere provinciale, regionale, e poi deputato. Il provvedimento, firmato ieri dal gip è arrivato oggi alla Camera per l'autorizzazione alla esecuzione.

Tramonta così la possibile candidatura alla presidenza della Regione Campania. Nasce la speranza che termino i rapporti fra imprenditoria mafiosa e le amministrazioni pubbliche" nel Casertano.
giovedì 29 ottobre 2009
Si naviga in acque torbide: il paese è pieno di contraddizioni
Siamo il paese delle contraddizioni, e le telefonate in diretta del Presidente del Consiglio non riescono a trovare un valore. Corona si fa 130 giorni di carcere, mentre l'agenzia fotografica milanese che ha trattato il caso Marrazzo non viene nemmeno sfiorata. Bruno Vespa dice "chi rifiuta un intervento telefonico del presidente del Consiglio è matto". Giovanni Floris dice che chi lo accetta dimostra di essere un giornalista libero. Mentre il telefono di Annozero risulta essere sempre occupato.
Si naviga in acque torbite, daltronde Marazzo avrebbe potuto ammettere naturalmente la passione per i transessuali, trovandosi nella condizione di vittima, un pò come il Presidente del Consiglio con le sue escort. Andare con puttane o transessuali non dovrebbe essere oggetto di differenze, a confermare tale teoria chiamerei in causa il Presidente della Regione Puglia dichiaratamente omosessuale ed ancora al suo posto.
Si naviga in acque torbite, daltronde Marazzo avrebbe potuto ammettere naturalmente la passione per i transessuali, trovandosi nella condizione di vittima, un pò come il Presidente del Consiglio con le sue escort. Andare con puttane o transessuali non dovrebbe essere oggetto di differenze, a confermare tale teoria chiamerei in causa il Presidente della Regione Puglia dichiaratamente omosessuale ed ancora al suo posto.
Lettera a Maroni: mentre i poliziotti protestano per i tagli le sue ronde nelle città fanno flop
Signor Ministro le sue ronde sono a quota zero in quasi tutte le citta. Solo alcune richieste d'iscrizione negli appositi elenchi provinciali gestiti dagli uffici territoriali del governo, di cui tre a Roma e Milano. I "volontari per la sicurezza" sono ancora un'entità quasi del tutto sconosciuta nel resto d'Italia. Le prefetture, insomma, non sono state certo prese d'assalto in queste settimane dalle associazioni che avrebbe voluto vedere costituite. Avrà certamente avuto notizia della manifestazione che si è svolta il 28 ottobre a Roma con un corteo composto da 30 mila poliziotti per protestare contro i «tagli alla sicurezza del governo e contro il mancato stanziamento, nella Finanziaria 2010, di nuove risorse». Mi chiedo, se forse dopo quello che sembra essere un "flop" della sua proposta, non sarebbe stato meglio investire tempo e risorse per quella che si dimostrata essere l'unica fonte di sicurezza per i cittadini. Buon lavoro
Scrivi questa lettera di protesta al Ministro degli interni copiando ed incollando il testo
caposegreteria.ministro@interno.it
Scrivi questa lettera di protesta al Ministro degli interni copiando ed incollando il testo
caposegreteria.ministro@interno.it
Giustizia, Anm: toghe e politici troppe parole e pochi fatti
L'Anm, oggi darà voce al malcontento delle toghe, accusate di essere di parte a seconda della politica su cui conducono le loro indagini per corruzione. Ad affermare queste parole è Luca Palamara, presidente dell'Associazione nazionale magistrati. 
"Non vogliamo andare sul terreno della contrapposizione. I media riferiscono di commenti su una magistratura divisa tra buoni e cattivi, rossi e neri a seconda delle indagini che si compiono. Questo è inaccettabile". ha detto Palamara a SkyTg24.
LE MIE PERPLESSITA': Mi sebra che il dibattito non si sta concentrando sul fare, ma come al solito sul parlare. Bisogna fare le riforme della giustizia in modo da rendere i processi più veloci, ma come al solito ci si concentra su altri temi come la limitazione dei poteri della magistratura, che potrebbe si essere argomento di discussione, ma non prioritario. Un monito alle toghe e uno ai politici di turno. "meno interviste e dichiarazioni, più fatti".
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