La tecnologia c'è, in altri Paesi migliaia di utenti possono avere Internet veloce anche se non coperti da ADSL, in Italia i fondi sono andati al vecchio digitale terrestre.

Stiamo condannando l'Italia di domani a scontare ritardi infrastrutturali di oggi. I fondi che il Governo dovrebbe stanziare per colmare il digital divide, portando Internet a 20 Mb al 96% della popolazione ancora non ci sono. Sappiamo che ogni euro investito nella banda larga ne produce almeno due di aumento di attività economica e di Pil. Questa politica impaurita da internet non non può rimandare questi interventi e condannare l'Italia di domani a pagarne il conto. Qualcuno non vuole la diffusione della rete, qualcuno non vuole un popolo informato. Non dare ulteriore spazio a new media sembra essere prioritario per i centri di potere che vedrebbero con la banda larga sfilarsi graduatamente il potere mediatico dei mezzi di comunicazione. Il settore in Italia è vittima di un paradosso, quindi: la tecnologia è già pronta, ottimale per superare il digital divide anche grazie al Wi-Fi; ma la volontà dei politici e degli imprenditori, ognuno per i propri interessi, impedisce di metterne in atto le potenzialità. Da noi Enel è insieme il principale proprietario della rete e il massimo produttore di energia è non dovrebbe campare scuse e spiegare quali sono le ragioni dei ritardi accumulati, in modo da convincerci che qualcuno non trami impedimenti al processo di liberalizzazione e di verità che la rete sta portando in tutti i paesi.




