Mentre il tasso di disoccupazione giapponese nel mese di dicembre è sceso con 470 mila nuovi lavoratori, noi in Italia superiamo un record, quello dei senza lavoro. Nel mese di dicembre il più alto degli ultimi sei anni con più di 300 mila posti lavorativi in meno, il livello più elevato da almeno gennaio 2004. Forse il Ministro della Pubblica Sfunzione quando preme sul far uscire da casa i tanto nominati bamboccioni, immagina di essere il famoso spadaccino Miyamoto Musashi grande samurai giapponese. Forse i ventenni come dice il Ministro Brunetta dovrebbero si andar via di casa, ma per lasciare questo paese. Questione di dignità e non per chissà quale psicologico risvolto interiore, ma per materiale necessità e spirito di sopravvivenza. Voglio citare Curzio Maltese, che scrive: “All’estero sarei sempre trattato meglio. Mentre qui si tratta di fare i bamboccioni per chissà quanto tempo. [...] Questo non è un Paese per giovani. Soprattutto se intelligenti, curiosi, originali“. E, dopo aver passato in rassegna le straordinarie opportunità offerte dal Belpaese a un/una ventenne, tra Grandi Fratelli, Veline o posti all’Europarlamento per ex-Veline, conclude: “Così funziona qui, ma il mondo per fortuna è vasto e meraviglioso. Che male c’è a volerlo conoscere?”
Questa è l’Italia: un Paese per vecchi gestito da retrogradi che tengono ben legata la fantasia all'ordine delle loro cose, non guardando al passato, ne al presente e chiudendo ogni strada accessibile al futuro.






