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venerdì 29 gennaio 2010

Italia: Un paese per vecchi con molte storie di ordinaria disoccupazione

Mentre il tasso di disoccupazione giapponese nel mese di dicembre è sceso con 470 mila nuovi lavoratori, noi in Italia superiamo un record, quello dei senza lavoro. Nel mese di dicembre il più alto degli ultimi sei anni con più di 300 mila posti lavorativi in meno, il livello più elevato da almeno gennaio 2004. Forse il Ministro della Pubblica Sfunzione quando preme sul far uscire da casa i tanto nominati bamboccioni, immagina di essere il famoso spadaccino Miyamoto Musashi grande samurai giapponese. Forse i ventenni come dice il Ministro Brunetta dovrebbero si andar via di casa, ma per lasciare questo paese. Questione di dignità e non per chissà quale psicologico risvolto interiore, ma per materiale necessità e spirito di sopravvivenza. Voglio citare Curzio Maltese, che scrive: “All’estero sarei sempre trattato meglio. Mentre qui si tratta di fare i bamboccioni per chissà quanto tempo. [...] Questo non è un Paese per giovani. Soprattutto se intelligenti, curiosi, originali“. E, dopo aver passato in rassegna le straordinarie opportunità offerte dal Belpaese a un/una ventenne, tra Grandi Fratelli, Veline o posti all’Europarlamento per ex-Veline, conclude: “Così funziona qui, ma il mondo per fortuna è vasto e meraviglioso. Che male c’è a volerlo conoscere?”

Questa è l’Italia: un Paese per vecchi gestito da retrogradi che tengono ben legata la fantasia all'ordine delle loro cose, non guardando al passato, ne al presente e chiudendo ogni strada accessibile al futuro.


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lunedì 18 gennaio 2010

Brunetta e bamboccioni: E se fosse colpa della prima Repubblica di Craxi?

Il Ministro Roberto Calderoli rimprovera "all'amico di averla fatta fuori dal vaso". Parliamo dell'ennesima proposta senza senso del Ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta «Tutti fuori casa a 18 anni per legge». Parla da privilegiato e sembra non comprendere che per andare via di casa a quei "bamboccioni" italiani serve il lavoro e non norme inutili ormai da troppo tempo annunciate. Un analisi la sua troppo semplicistica in un momento di crisi economica internazionale che non ha eguali. Non si può negare che i giovani abbiano difficoltà a trovare un lavoro, figuriamoci un alloggio per conto loro, e non li si può definire bamboccioni per questo. Questa non è una politica responsabile e chissà se Brunetta al ritorno dalla commemorazione di Hammamet si sia interrogato, piuttosto, riguardo il tipo d'Italia che la prima Repubblica di Bettino Craxi ha consegnato a questi ragazzi.
















La discutibile lettera del Presidente Napolitano alla signora Craxi nel 10° anniversario della scomparsa di Bettino Craxi

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giovedì 7 gennaio 2010

Ryanair chiude oltre 20 rotte per l'Italia per una questione di tasse

Tutto nasce quando una deputata del PdL, secondo quanto si racconta, aveva chiesto di essere imbarcata su un aereo della compagnia irlandese conla sua tessera da parlamentare. Visto il rifiuto di Ryanair, Gabriella Giammanco avrebbe sollecitato l’intervento dell’Enac di Vito Riggio, da dove avrebbero confermato le ragioni e i regolamenti italiani – che prevedono l’identificazione per i voli nazionali sempre possibile anche con documenti diversi dalla carta d’identità e il passaporto – come del resto il Tar, presso il quale gli irlandesi hanno promosso il ricorso. Da qui, la decisione di chiudere oltre 20 rotte italiane della low cost per eccellenza facendo l’ultimo favore sotto banco a quei furbetti dell’aeroplanino che guidano oggi la Nuova Alitalia.

La storia, così come usciva raccontata dalle fonti irlandesi, non ce la racconta giusta. Un poco perché le smentite dei giornali sono arrivate, anche se in ritardo. Un poco perché ad occhio sembrava proprio un’impuntatura da parte di Ryanair per far parlare di se. In oltre cambiare un sistema di identificazione utilizzando quello che viene usato per le rotte internazionali non sembrava costituire uno sforzo insostenibile per le casse di chi nel nel 2010 si apprestava ad essere il primo operatore nostrano.

La realtà è più complessa di come ce la raccontano. E potrebbe essere invece collegata a questioni fiscali. L’Agenzia delle entrate sta indagando su Ryanair, proprio a proposito delle rotte nazionali. Sembrerebbe che la compagnia non paghi le tasse per il suo business sul territorio italiano, preferendo utilizzare il regime irlandese, molto più vantaggioso. Dunque un diversivo e uno scarico di responsabilità in previsione dell’eventuale contestazione del Fisco e delle multe in arrivo. Insomma, sembrano evidenti le responsabilità.

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martedì 1 dicembre 2009

Disoccupazione in aumento. Balzo indietro di sei anni

Il tasso di disoccupazione ha raggiunto il livello più alto da novembre 2004. Questo è un problema vero. Lo rileva l'Istat precisando che nel mese di ottobre i senza lavoro superano i 2 milioni.

















Un balzo indietro di sei anni conferma in maniera evidente quello che gli italiani sanno bene, la crisi picchia duro e colpisce la gente comune, i giovani precari, le piccole imprese. Auspichiamo mobilitazioni che abbiano come argomento primario il tema del lavoro, proteste di piazza e proposte concrete per difendere il lavoro e dare una spinta che sia utile per uscire dalla crisi.

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