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giovedì 4 febbraio 2010

Legittimo impedimento: La volpe non la riconosce chi la vede, ma chi la spella.

Un giorno senza scrivere. Un giorno per riflettere. Politici o cosidetti politici, intelletuali e cosidetti intelletuali, gioiscono per il legittimo impedimento. E sono molto arrabiato. Dentro di me una rabbia, lucida, razionale. Una rabbia che m’impone di rispondergli con distacco ma prima di tutto di vomitargli addosso. Io gli vomito addosso. Arrabiarsi fa bene. Bersani critica duramente Berlusconi e a me viene finalmente un accenno di sorriso. Avrebbero potuto risolvere da tempo quando ne avevano la possibilità con il conflitto d’interessi e non hanno, chissà per quale intreccio politico, voluto farlo. Lo sanno bene loro di destra che se vuoi conoscere bene il tuo prossimo lo devi far infuriare.


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domenica 31 gennaio 2010

Legge ad personam. La terza volta, è quella buona.

Un emendamento del Pdl, spiana la strada al leggittimo impedimento. A certificarlo basterà un attestato della presidenza del Consiglio, ovvero Silvio Berlusconi qualora trovasse ulteriori ostacoli potrà rendere l'emendamento applicabile in quanto «l’impedimento è continuativo e correlato allo svolgimento delle funzioni». Il Popolo del raggiro delle Libertà va dunque verso la conclusione della prima parte dei pacchetti di leggi che proteggono Silvio Berlusconi dai guai giudiziari. Si tratterebbe di un ponte, così si legge nel testo «fino all’entrata in vigore della legge costituzionale recante la disciplina organica delle prerogative del presidente del Consiglio e dei ministri». C’è una modifica anche sostanziale direi quasi inquietante: il premier ed i ministri potranno sempre difendersi in un processo. Soltanto se verranno convocati in tribunale come imputati, e non più come parte offesa, potranno proteggersi con lo scudo del legittimo impedimento. Spediti verso l'esaltazione dell'impunità e del menefreghismo nei confronti dei cittadini e delle istituzioni . Una mossa che vale al Pdl il titolo di "furbacchioni". Daltronde lo sanno tutti, che la terza volta, è quella buona.


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mercoledì 20 gennaio 2010

Processo breve e mozzarella di bufala: Scoperti ad "annacquare" la costituzione italiana

Approvata dal Senato la norma transitoria del ddl per il processo breve che prevede l'applicabilità della normativa a processi in corso. Migliaia di processi finiranno al macero grazie all'estinzione del processo, che non trova riscontri in europa. Lo scontro con la maggioranza e opposizione sembra che non fermerà lo scempio della giustizia italiana. Il parlamento viene piegato in questo caso agli interessi personali di una persona che facendo il presidente del Consiglio non vuole essere giudicato . Mentre Berlusconi è certo che il processo breve sarà firmato da Napolitino noi speriamo che tutti insieme appasionatamnete non siano colti in flagrante come il Presidente del Consorzio per le mozzarelle di bufale ad "annacquare" non il latte, ma la costituzione italiana.













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venerdì 23 ottobre 2009

I Ministri Maroni e Alfano pubblicizzano il gruppo "uccidiamo berlusconi"

E bravi i Ministri Maroni e Alfano che con i loro interventi faranno arrivare un piccolo gruppo di 10.000 persone a più di 100.000 o magari a 1 milione. A due giorni dall'entrata in scena dei due cacciatori di spettri, siamo quasi a quota ventimila e scommetto che presto, vista la pubblicità internazionale, ne vedremo delle belle. Facebook ha quasi 300.000.000 di utenti iscritti, di cui 6.000.000 in Italia. Un gruppo sulla piattaforma con 10.000 iscritti ha un traffico sulla pagina di qualche centinaio di persone al giorno forse meno, per questo si sono scomodati. Parliamo di persone, che per la maggior parte delle ipotesi, cliccano sul centinaio di "iscriviti al gruppo" per non rientrarvi mai più. Ora, grazie alla brillante idea dei nostri politici, ci sono rientrati tutti e qualche milione di persone nei prossimi giorni visualizzerà la pagina incriminata, che sicuramente è di cattivo gusto, ma avrà un successo strepitoso grazie ad Alfano e Maroni i due ministri internauti.

Gli amministratori di Facebook e la proprietà del network risiede a Palo Alto in California e non sarà facile oscurare le pagine e disporre delle informazioni che la procura richiede, anche nell'ipotesi di reato allargato all'istigazione a delinquere e in caso del probabile rifiuto la Procura potrebbe far ricorso alle rogatorie internazionali, portando i tempi e di conseguenza le pagine più in là di quanto sarebbero dovute andare. I ministri iternauti quando hanno dichiarato che avrebbero oscurato immediatamente le pagine, probabilmente, non sapevano le difficoltà a cui andavano incontro. A dimostrazione che non conoscono la rete non potendo prendersela con nessuno in tempi stretti, dichiarano che inquisiranno tutti gli iscritti. Bella trovata! Altra dimostrazione d'incompetenza visto che registrati, e ancor di più dai prossimi giorni, vi saranno un 50% di persone di altri paesi, così dovranno arrestare qualche migliaio tra cinesi e giapponesi.

'Abbiamo dato disposizioni perché il sito contenente minacce al premier apparso su Facebook venga subito chiuso e denunciati alla magistratura quelli che sono intervenuti', ha annunciato il ministro dell'Interno Roberto Maroni al telegiornale delle 20, non sapendo che chiedendo di chiudere il sito e non le pagine, chiede di chiudere Facebook. "E' un problema di cultura: se passa il concetto che uno può scrivere impunemente queste cose, c'è il rischio che poi a qualcuno venga in mente di metterle in atto", ha proseguito Maroni. Si forse grazie alla pubblicità che gli avete fatto. La cultura della rete sicuramente manca a queste vecchie persone che hanno paura di una cosa che non conoscono, perchè se l'avessero conosciuta quel gruppo sarebbe stato solo l'opera di due qualsiasi.

AGGIORNAMENTI DEL DEL GIORNO DOPO:
Questa è bella per ribadire quanto di web questi politici non ci capiscano nulla, il gruppo incriminato sta cambiando nome ogni ora, (opzione possibile). Come faranno i nostri ministri internauti a stabilire chi si è iscritto con il nome incriminato (Uccidiamo Berlusconi) o chi come me si è iscritto con il nome "Uccidiamo politicamente Berlusconi". La faccenda si fa interessante, e previsione non fu mai più azzeccata, ora la pagina ha avuto il successo mediatico che non meritava.

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martedì 20 ottobre 2009

Brunetta pubblico impiego e le dittature dei nostri giorni

Il Ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, si è detto pentito per avere tagliato l'orario di reperibilità ed ha annunciato correzioni; i fannulloni sono tornati alla carica. Impennata dell'assenteismo, che è salito del 20-22% in due mesi, tra agosto e settembre mette alla luce la poca comprensione della pubblica amministrazione da parte del Ministro, che pensa di risolvere un problema con la carota e il bastone. In realtà, già qualche giorno addietro il Ministro aveva dato segno di nervosismo. Ammonendo ''quei medici conniventi per quanto riguarda le false giustificazioni e le assenze''.

Lo stesso Brunetta, che in estate è tornato su suoi passi per quanto riguarda le fasce di reperibilità abrogando parte della sua riforma, farà di nuovo retromarcia riportando la reperibilità dalle 8 alle 13 e dalle 14 alle 20, niente poco di meno che usando lo stesso metodo altalenante che si usava per destabilizzare l’opinione pubblica nei paesi dell’est sotto dittatura.

E se meno di un mese fa il ministro parlava di risultati ''clamorosi e senza precedenti ,sono soddisfatto del comportamento più vigoroso dei medici'' oggi dichiarando ''ho voluto dare fiducia agli statali, mi devo correggere'' fa presagire che l’altalena continuerà a dondolare.

Ancora una volta il cane si morde la coda, si mette da parte il problema che nasce alla base del pubblico impiego, per meglio dire il 95% dei dirigenti pubblici non è mai riuscito a responsabilizzare i propri dipendenti, mostrando spesso il lato peggiore della struttura pubblica, pensando solo ai propri interessi.

Interessi quasi sempre appoggiati da quel ministero dal quale Brunetta lancia sentenze contro i lavoratori, che sicuramente non sono scusati per il loro comportamento, ma hanno l’attenuante di un Ministro della pubblica amministrazione incompetente.














Le dittature dei nostri giorni si manifestano con forme assai diverse, ma quella dominante è il capitalismo di stato in cui il capo controlla la cosa pubblica destabilizzandola agli occhi delle gente. Non parlo della Russia di Putin o del Venezuela di Chavez: sto parlando dell’Italia di Berlusconi.

Leggi anche - Ancora liti nel Pdl - Brunetta attacca Tremonti

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giovedì 8 ottobre 2009

Tutti i lodi arrivano al pettine

"Il lodo Alfano è illegittimo" così si è pronunciata la Consulta, spiegando che la legge che impedisce di processare il Premier viola la costituzione. D'altra parte il Primo Ministro parla di giudici policitizzati e con un intervento non tollerabile, durante la trasmissione Porta a Porta di ieri sera, ribadisce le accuse al Presidente della Repubblica considerandolo di parte. Ora è chiaro che ricominceranno i processi di Milano rerlativi al caso Mills e diritti tv, considerati i più pesanti. Ci sembra che a distanza di quindici anni non sia cambiato nulla, anzi le cose sembrano peggiorare per colpa di una politica di destra, ma anche di sinistra che non è stata capace di risolvere il conflito di interessi trascurando la possibilità di riformare la giustizia. La bagarre continua ed invece dei problemi del paese si continuerà a parlare delle vicende private del Premier.




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mercoledì 7 ottobre 2009

La Corte Costituzionale ha deciso il lodo Alfano è "illeggittimo"

ROMA - Il lodo Alfano è illegittimo. Lo hanno stabilito i giudici della Corte costituzionale, riuniti in seduta plenaria per deliberare sulla legittimità - rispetto ai principi della nostra Carta fondamentale - della legge che sospende i processi per le prime quattro cariche dello Stato.

Presto approfondimenti su questo blog


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