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domenica 4 aprile 2010

Hanno sottovalutato la rete ora sottovalutano la paura.



Oggi non avrei voluto scrivere sul mio blog mi ero imposto un giorno di pausa, ma non posso astenermi dal dare una risposta all’articolo di redazione uscito sul “Il Giornale” di Vittorio Feltri che mi chiama in causa personalmente. Lo chiamano il Berlusconi 2.0 quello che secondo loro avrebbe smosso le mie preoccupazioni più profonde per l’ascesa in rete del Presidente del Consiglio. Lo dimostrerebbe il video creato dal sottoscritto. Il Giornale dice: Indicativo è il finto video di Berlusconi che, su YouTube, spiega di aver voluto copiare il comico genovese. Solo uno scherzo, ma anche una cartina di tornasole del timore che «ora questo vuol batterci sul nostro terreno». Ho sempre provato una irritabilità verso le penne di certi giornalisti è non accetto si chiami “scherzo” ciò che dimostra la scarsa sensibilità per la rete da parte di alcune politiche, tanto meno che mi si attribuiscano quelle che sono le loro perplessità sull’essersi astenuti fin qui dal comunicare con le persone tramite internet. Se avessero letto l’articolo del mio blog in riferimento al video si sarebbero accorti di aver detto solo pure stronzate. Sono pienamente convinto che internet saprà difendersi dalla politica prosaica di chi nel vostro giornale la fa da padrone.

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sabato 20 febbraio 2010

Augusto Minzolini l'Emilio Fede del servizio pubblico

Il 9 giugno Augusto Minzolini diviene il nuovo direttore del tg1. La prima promessa del nuovo arrivato fu quella di offrire un servizio pubblico obiettivo e imparziale ai telespettatori. Informare i cittadini su tutti i fatti che avverranno in Italia fu il suo slogan. Le promesse sembravano buone, alla luce delle parole uscite dalla bocca di Augusto Minzolini in tempi non sospetti.

"Oggi penso che se noi avessimo raccontato di più la vita privata dei leader politici forse non saremmo arrivati a tangentopoli"

"un politico è un uomo pubblico in ogni momento della sua giornata e che deve comportarsi e parlare come tale"

"La distinzione fra pubblico e privato è manichea: ripeto, un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico"

Oggi non la pensa più così. Del resto come sarebbe potuto arrivare al posto di direttore del TG1 se non strisciando ai piedi di Silvio Berlusconi negli ultimi tre o quattro anni. La sua una nomina per meriti sul campo che lo marchia come l'Emilio Fede del servizio pubblico, e non è di certo un complimento.



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domenica 27 dicembre 2009

TEHERAN: QUALCUNO SPIEGHI A EMILIO FEDE L'IMPORTANZA DEI SOCIAL NETWORKS

Ancora una volta la Rete conferma la sua importanza proprio nei luoghi (TEHERAN) dove i diritti delle persone sono repressi. Allo pseudo giornalista Emilio Fede che di recente ha definito i Social Networks pericolosi, proponendo la chiusura di Facebook, chiediamo di trattenere quei pensieri di una mente banale. Lo invitiamo a riflessioni più profonde e a una maggiore conoscenza quando si parla di Rete. La risposta a certe affermazioni, che non definirei giornalistiche, arriva puntuale da dove le persone combattono per i loro diritti. A Teheran è stata la giornata più sanguinosa dall'estate scorsa. Decine di migliaia di oppositori, fra cui moltissime donne, sono tornati a protestare in piazza in occasione dell'Ashura. Negli scontri con le forze di sicurezza diverse persone hanno perso la vita. Le immagini arrivano solo attraverso la Rete, in molti sono riusciti ad aggirare la censura e, armati di telefonino, hanno documentato i cortei. Le notizie corrono su Twitter i video scorrono su YouTube amplificandosi grazie al microbloggin lasciando uno spiraglio all'informazione. Alcuni siti dell'opposizione raccontano che la polizia ha aperto il fuoco sui manifestanti. La tensione e il caos sono ben visibili nei video e nelle immagini che girano su internet. Le proteste starebbero prendendo piede anche in altre città mentre le forze di polizia in alcuni casi si sarebbero rifiutate di sparare sulla folla.



Quello che risulta pericoloso non è la rete direttore ma il suo telegiornale che inneggia alla disinformazione.

Segui cosa succede in Iran su TeheranBureau (Twitter)


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giovedì 19 novembre 2009

L'insostenibile incoerenza di Maurizio Belpietro

Nel numero di Libero in edicola il prode Belpietro oggi la spara grossa facendo saltare tutte le possibili riflessioni che un buon giornalista dovrebbe valutare. Il titolo dice: "Silvio Berlusconi è fortissimo, se si va alle elezioni anticipate, le stravince". Ma le diversità tra Fini e Berlusconi si accentuano, anche se la netta impressione è che nessuno voglia mollare.

Il presidente della Camera leggendo le affermazioni di Schifani deve aver fatto questo ragionamento: Berlusconi vuole vedere come reagisco, ma sia chiaro che la minaccia di elezioni anticipate non mi fa paura. In una nota di agenzia Fini fa sapere: «Spero che qualche consigliere più avveduto faccia riflettere il Presidente del Consiglio sui rischi di quello che sarebbe un vero azzardo, ovvero le elezioni anticipate. Ammesso che si facciano e si facciano fare, si possono sempre perdere».


















Dunque Maurizio Belpietro è vero che non ci saranno elezioni anticipate ma diffondere notizie contraffatte che prevedono scenari non reali, non è sicuramente degno di un giornalismo di libera informazione.

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sabato 31 ottobre 2009

Silvio Berlusconi non si dimetterà da premier, l'ha detto a Bruno Vespa

Silvio Berlusconi non si dimetterà da premier se fosse condannato in uno dei processi in corso a suo carico. "Ho ancora fiducia nell'esistenza di magistrati seri che pronunciano sentenze basate sui fatti, se ci fosse una condanna, saremmo di fronte a un tale sovvertimento della verità che sentirei il dovere di resistere al mio posto per difendere la democrazia e lo stato di diritto". Il presidente del Consiglio parla anche della condanna in appello dell'avvocato Mills: "E' una sentenza che certo sarà annullata dalla Corte di Cassazione". Quanto alla campagna sulla stampa internazionale afferma: "E' partita da "Repubblica" e "l'Espresso" e su sollecitazioni di questo gruppo si e' estesa ai giornali e ai giornalisti "amici", per gettare fango su di me ha finito col gettare fango sul nostro Paese e sulla nostra democrazia".
















Le dichiarazioni provengono dall'intervista fatta da Bruno Vespa per il suo prossimo libro. Dichiarazioni che lasciando il tempo che trovano.



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