Trattative, forti pressioni, minacce, e telefonate a non finire per decidere i nomi dei candidati di una lista da presentare alle regionali. Liste di candidati che vengono cambiate all’ultimo momento per togliere un nome scomodo o inserirne un altro. Questo accade solitamente all'interno dei partiti nei giorni e nelle ore che anticipano la consegna delle liste. Questa è la democrazia che vi servono i vostri politici. E così, negli ambienti romani del popolo delle pressioni minacce e libertà, si fanno sempre più insistenti le voci di una telefonata arrivata all’ultimo minuto in Tribunale per togliere alcuni candidati che non dovevano stare in lista. Alcuni bravi ragazzi, che erano lì a controllare che al loro padrone candidato non venisse fatto lo sgambetto dell’ultimo minuto, accorgendosi che il fatto stava per accadere, hanno movimentato quegli attimi già concitati facendo scordare una firma che tramite l'ufficio centrale elettorale della Corte d'appello di Roma, ha decretato l'esclusione del listino di cui è capolista la candidata Renata Polverini. Mentre la lista di Roberto Formigoni non viene ammessa alle elezioni regionali lombarde per le irregolarità riscontrate dalla corte d'appello di Milano su 514 firme.
Intanto il Presidente del Senato Renato Schifani chiede fortemente che possa essere garantito il diritto sacrosanto di voto, previsto dalla Costituzione, chiedendo che prevalga la sostanza sulla forma quando la forma non è essenziale. La sua una presa di posizione a favore dei politici e della politica degli amatori. Una dichiarazione chiara esplicita che rende legittima questa forma medievale di scontro che consegna i gravi problemi dei cittadini italiani in mano a principianti che non riescono nemmeno a candidarsi.





