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lunedì 15 marzo 2010

Uno nessuno centomila Formi(c)oni


Se il Presidente della Regione Lombardia è costretto a comprare spazi pubblicitari per ottenere accessi/consensi al suo canale Youtube, significa che non è in grado di parlare ai giovani. Vecchi questi politici che pensano di poter pagare quella freschezza intelletuale che viaggia sulla rete, anche quando la rete li rifiuta. Il web non funziona così e la parola rete è di per se la spiegazione a quello che sostengo. Internet elegge automaticamente le tue idee se valgono qualcosa. Puoi comprarti se vuoi qualche migliaio di accessi ma non la viralità di un contenuto, in questo caso politico, che tale possa essere considerato. Nonostaste lo sforzo economico per ottenere consensi sul web il politico Formigoni dovrà mettersi l'anima in pace, in rete il bisogno di credere in qualcosa è molto più razzionale e supportato, necessità qui che non è mai superiore alla pazienza.

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sabato 13 marzo 2010

Le nuove avventure della Banda Bassotti


Svelato il vero volto del direttore del tg1 perlomeno per chi ancora non nutriva sospetti. Coinvolto anche un consigliere dell’Agicom ma ormai anche questo fa poco effetto. A muovere i fili è Berlusconi che guarda caso voleva usarli per chiudere alcune trasmissioni tra cui Annozero. Televisioni e giornali sono saturi di escrementi della società. Gente come Fede e Minzolini non è degna di essere chiamata giornalista. Uomini che si prostituiscono per il loro padrone a volte pagati con soldi pubblici. Personaggi come Bel Pietro, De Bortoli e Feltri non sono altro che tappetini all’occorrenza. Spauracchi stile Fabio Fazio che a una domanda scomoda ne mettono subito una riparatrice, inquinano l'informazione. Siamo in piena era idiotacomunicativa tutto passa, e se lascia un segno presto si cancella. Non ci sono sostituti. Non toccate Minzolini non ci provi Di Pietro, lasci al suo posto quello che più di tutti senza ritegno è capace a mostrarsi spudoratamente di parte per ovvi motivi fini a se stesso e al suo burattinaio. Questo Bersani o D’alema che dir si voglia, lo sanno bene. I direttori dell’informazioni sembrano assomigliare sempre di più al Grande Fratello, merce da quattro soldi ma di gran voga.

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sabato 27 febbraio 2010

L'ultima cena del governo Berlusconi



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