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domenica 27 dicembre 2009

TEHERAN: QUALCUNO SPIEGHI A EMILIO FEDE L'IMPORTANZA DEI SOCIAL NETWORKS

Ancora una volta la Rete conferma la sua importanza proprio nei luoghi (TEHERAN) dove i diritti delle persone sono repressi. Allo pseudo giornalista Emilio Fede che di recente ha definito i Social Networks pericolosi, proponendo la chiusura di Facebook, chiediamo di trattenere quei pensieri di una mente banale. Lo invitiamo a riflessioni più profonde e a una maggiore conoscenza quando si parla di Rete. La risposta a certe affermazioni, che non definirei giornalistiche, arriva puntuale da dove le persone combattono per i loro diritti. A Teheran è stata la giornata più sanguinosa dall'estate scorsa. Decine di migliaia di oppositori, fra cui moltissime donne, sono tornati a protestare in piazza in occasione dell'Ashura. Negli scontri con le forze di sicurezza diverse persone hanno perso la vita. Le immagini arrivano solo attraverso la Rete, in molti sono riusciti ad aggirare la censura e, armati di telefonino, hanno documentato i cortei. Le notizie corrono su Twitter i video scorrono su YouTube amplificandosi grazie al microbloggin lasciando uno spiraglio all'informazione. Alcuni siti dell'opposizione raccontano che la polizia ha aperto il fuoco sui manifestanti. La tensione e il caos sono ben visibili nei video e nelle immagini che girano su internet. Le proteste starebbero prendendo piede anche in altre città mentre le forze di polizia in alcuni casi si sarebbero rifiutate di sparare sulla folla.



Quello che risulta pericoloso non è la rete direttore ma il suo telegiornale che inneggia alla disinformazione.

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