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giovedì 28 gennaio 2010

Shoah: Non si può stare in silenzio quando ci si trova davanti il dovere della memoria

Non si può stare in silenzio quando ci si trova davanti il dovere della memoria. Non solo ricordare ma riflettere per prenderne coscienza. Non a caso affrontiamo il tema il giorno successivo le celebrazioni in ricordo di tutte le vittime di quei crimini così efferati, mentre alcuni riflettori cominciano a spengersi i nostri si accendono. Se da Auschwitz il mondo non ha imparato si ha comunque oggi il dovere morale di trovare la soluzione perché la terra guarisca da un male orribile come l'antisemitismo. L'attenzione non molli la presa su le azioni dei gruppi neonazisti e su chi ancora oggi ha il coraggio spregiudicato di negoziare sull'Olocausto, cercandone un ridimensionamento. Attenzione particolare si deve avere per i paesi sovrani come l'Iran, che negano pericolosamente l'esistenza dello Stato di Israele.

Onore a tutti quelli che a rischio della propria vita hanno protetto gli ebrei perseguitati, opponendosi alla follia omicida di quelle persone per cui, anche guardando nel più profondo del mio essere, non riesco a trovare alcuna pietà.



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lunedì 28 dicembre 2009

Teheran su Twitter: La rete resiste alla censura informatevi

TEHERAN. Nella città di Tabriz, secondo un sito web dell'opposizione riformista, le milizie hanno ucciso cinque manifestanti durante le proteste di piazza nel giorno sacro sciita dell'Ashura, tra cui il nipote del leader riformista Mir Hossein Mousavi. Informatevi, con gli strumenti per le traduzioni di Google potete tradurre i testi in lingua. La rete resiste alla censura.

Segui da Teheran MirHossein Mousavi su Twitter

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lunedì 9 novembre 2009

A 20 ANNI DALLA CADUTA DEL MUROanniveraa

Tutto iniziò per una notizia non vera. Intorno alle 18 del 9 novembre del 1989, durante una conferenza in diretta alla televisione di stato il portavoce del Partito Socialista Unificato di Germania, annunciò l'approvazione di una legge che avrebbe finalmente permesso ai cittadini del'Est di viaggiare nella Germania dell'Ovest. Quando un giornalista chiese al portavoce quando sarebbe entrata in vigore la legge lui non conoscendo i dettagli rispose: "Che io sappia, da subito!". Immediatamente migliaia di persone si riversarono ai chekpoint per varcare il confine. La polizia di confine non aveva fino a quel momento ricevuto ordini, invano provarano ad ottenere risposte dalle gerarchie superiori, poi cedettero. In poche ore migliaia di berlinesi passarono i rispettivi confini scavalcando qul muro che a lungo gli aveva divisi.



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