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giovedì 18 marzo 2010

Belpietro e Feltri teorizzano la paura di Silvio Berlusconi


Il Presidente del Consiglio ha dichiarato inaccettabili le puntate di annozero e lecite e doverose le cose che ha detto. Chissà se si accorto che le ha dette a chi dovrebbe garantire l’informazione rendendola il più pluralista possibile. Ha detto che se si andava avanti nessun italiano avrebbe pagato più il canone Rai, e chissà se tra questi ci sono anche i 6 milioni di telespettatori su cui può contare Michele Santoro. Invece secondo Il Giornale e Libero il vero motivo per cui il premier avrebbe alzato la cornetta esercitando pressioni su Agcom, vertici RAI, Carabinieri e quant’altro, al punto di condurre a una indagine per concussione e minacce, è che temesse per la propria incolumità. Colpa del “clima d’odio” e “delle trasmissioni che lo alimentano” tuona Feltri dal suo giornale. Ma se dovessimo accettare la logica del premier così come descritta dai quotidiani di Belpietro e Feltri (e cioè che ciò che contribuisce a creare un clima d’odio verso qualcuno al punto da fargli rischiare la vita vada imbavagliato) allora allo stesso Berlusconi dovrebbe essere stato posizionato un bel cerotto sulla bocca un sacco di tempo fa. Perché gli stessi magistrati potrebbero trovarsi nella stessa posizione grazie al “fango e all’odio” diffuso dal premier nei loro confronti. I due direttori questa sincronizzata rivelazione forse se la potevano risparmiare in quanto oltre che preparata in comune risulta essere poco credibile.

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