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venerdì 8 gennaio 2010

Berlusconi Nobel: Errare è umano perseverare e diabolico - Nobel Official website for Silvio Berlusconi’s candidacy to the Nobel Peace Prize 2010

Silvio si è ufficialmente candidato al premio Nobel per la pace con tanto di sito internet (www.silvioperilnobel.it) inno e lettera indirizzata ai visitatori del portale. Il 16 gennaio 2010 con una grande manifestazione il Comitato della Libertà invierà al Comitato norvegese la candidatura ufficiale a Premio Nobel per la Pace 2010 di Silvio Berlusconi. Lo chiamano un grande movimento civico spontaneo, ma non è niente altro che un'associazione spinta da startegie comunicative dei media proprietari e dalle risorse finanziarie, non da poco, del Presidente del Consiglio. Interessati canali mediatici come Youtube, Facebook e Twitter. Uno sbiadito tentativo di agire in rete che non porterà a nessun risultato. Ora che quella parte politica comincia a prendere coscienza che quella rete per loro infernale non può essere fermata, si cerca uno spazio per redimerla. Ancora una volta dimostrano di non conoscere la gente di internet e dimenticano che la rete non è frequentata da persone manipolabili. In rete l'informazione non ha vizi.











Alcuni dei passati assegnatari del prestigioso premio come: Martin Luther King, Amnesty International, Madre Teresa di Calcutta, Michail Sergeevič Gorbačëv, Medici Senza Frontiere, potrebbero essere fastidiosamente sminuiti se il nome di Silvio Berlusconi venisse inserito tra questi. Non ci risulta che abbia fatto nessun risultato impressionante per la pace nel mondo. errare è umano perseverare è diabolico.

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domenica 3 gennaio 2010

Obama lo Yemen e un premio Nobel per la pace

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YEMEN, CHIUDONO AMBASCIATE - UCCISI DUE MILITANTI AL QAIDA
Almeno due militanti di Al Qaida sono stati uccisi e un altro è rimasto ferito in scontri armati con le forze di sicurezza yemenite. Lo rende noto una fonte delle forze di sicurezza, che ha detto che "combattimenti sono ancora in corso".

Il funzionario della sicurezza yemenita che ha dato la notizia dell'uccisione in combattimento di due militanti di Al Qaida, ha detto che i due sono ritenuti collegati alle minacce che hanno indotto gli Stati Uniti a chiudere la loro ambasciata a Sanaa. "Si ritiene che questi elementi siano collegati alle minacce dirette all'ambasciata statunitense", ha detto la fonte. Le ambasciate Usa e britannica a Sanaa oggi sono chiuse entrambe per il secondo giorno consecutivo.

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sabato 2 gennaio 2010

L'Iraq è la guerra di ieri, l'Afghanistan la guerra di oggi, lo Yemen quella di domani

HONOLULU (HAWAII) - Il presidente Usa Barack Obama ha attribuito alla branca yemenita di Al Qaida la responsabilità di aver armato e addestrato il fallito attentatore del volo Amsterdam-Detroit. Se lo ha fatto sicuramente i suoi servizi segreti hanno raccolto informazioni certe che portano in quella direzione.
Il presidente degli Stati Uniti ha parlato durante la sua vacanza a Honolulu. Riferendosi al giovane nigeriano arrestato, Umar Faruk Abdulmutallab, Obama ha ribadito: "Noi sappiamo che veniva dallo Yemen, un paese in preda a una grande povertà e a insurrezioni sanguinose. Risulta che abbia aderito a una branca affiliata ad Al Qaida e che questo gruppo della penisola araba l'abbia addestrato, equipaggiato con gli esplosivi e diretto per l'attacco a questo aereo in rotta verso l'America".




















Ecco che la guerra al terrorismo si allarga: oltre all'Afghanistan e all'Iraq, gli Stati Uniti hanno "discretamente" aperto un terzo fronte contro al Qaida nello Yemen. Lo Yemen come rifugio e incubatrice del terrorismo che verrà, è dunque possibile che una nuova offensiva in nome della pace sia alle porte del nuovo anno. Altre polemiche si aggiungono a quelle sull'intervento in Iraq, la guerra di ieri. Ulteriori dubbi si uniscono alla guerra di oggi, l'Afghanistan. Perplessità si manifestano alla guerra di domani lo Yemen.

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venerdì 11 dicembre 2009

Obama Nobel per la pace difende la guerra

Consegnato il premio Nobel per la pace a Barack Obama che ha parlato per 36 minuti di guerra. Una “guerra giusta” alla quale il mondo di oggi sembra condannato. «Dobbiamo riconoscere la realtà, per quanto dura possa essere. – ha detto il presidente americano nel corso della cerimonia – Non riusciremo a sradicare la violenza nel corso di una sola generazione. Ci troveremo ancora di fronte ad occasioni in cui l’uso della forza sarà non solo necessario, ma anche moralmente giustificato». Un Obama teso dalle dure parole, quasi paralizzato dal timore che qualcosa potesse andare storto per una parola di troppo «Il male esiste, Hitler non sarebbe stato fermato dalla non violenza».










Insomma guerra come male necessario sottolineando che la non violenza anche se non praticabile in alcune occasioni deve rimanere una stella da seguire. Quello che rimane incomprensibile è che sia stato assegnato il premio Nobel per la pace a chi difende la guerra. Posizione condivisibile in parte quella del presidente degli Stati Uniti, ma incoerenza nella scelta di premiare con il più importante riconoscimento per aver operato a favore della pace uno che ha le mani legate.

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venerdì 27 novembre 2009

Trilussa: Ninna nanna della guerra


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