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giovedì 15 aprile 2010

La parabola dei media sofferenti: “Guarda e leggi senza interferire, così che io possa rimanere credibile agli occhi dei miei lettori “



“Guarda che è vero l’ha detto la televisione” questo urlavano gli italiani del dopo guerra. Questo pensano, senza dirlo, gli italiani del nuovo millennio. Ma la rete ci salverà e a sostenerlo sono gli illuminati della nuova era mediatica che ruota vertiginosamente intorno a internet. La televisione impone canoni e ci rende tutti uguali annullando le differenze, contro tutti i principi democratici lobotomizza le menti. Senza differenze non c’è scambio di cultura non c’è confronto. Dal confronto nascono le idee. Le battaglie televisive tra "politicanti" servano a distogliere le attenzioni dai problemi effettivi e a vendere libri. Oggi il consenso lo si usa per il mantenimento delle poltrone e del potere. Il confronto deve ritornare alle origini e l’eletto deve essere la voce degli elettori che devono ritrovare trasparenza e potere decisionale. La carta stampata serve i partiti e incassa milioni di euro disinformando con notizie di parte. Soldi pubblici. Nulla esce dai giornali che abbia una coerenza o un’attinenza con la realtà, fosse solo per il fatto che essa non può essere la stessa per tutti. La manipolazione sistematica delle notizie serve il padrone che paga i suoi servi prelevando i soldi dalle tasche degli italiani.

La rete rende liberi da questo mal costume e permette l’interazione e lo scambio di idee che sono il sale della democrazia. L’informazione sul web è un bene comune a cui DEVONO AVERE ACCESSO. Qui io sono l’uno e l’altro, informatore e informato, giudice e giudicato, cittadino e politico. Le informazioni in rete sono soggette al giudizio delle persone che rendono una proposta degna di essere chiamata tale. Se non sei attendibile gli utenti affondano ogni tua speranza di prosperità sul web, mentre se la struttura delle tue argomentazione e ben supportata da ulteriori informazioni (links) e dal consenso degli utenti (commenti) il tuo contenuto beneficerà della viralità che la rete per natura contiene.

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giovedì 8 aprile 2010

Deputati in fuga dal parlamento thailandese

Vale la pene proiettare il nostro sguardo agli avvenimenti asiatici delle ultime 24 ore. Il Primo ministro thailandese ha dichiarato lo stato di emergenza nella capitale in seguito alle proteste delle camicie rosse che hanno fatto irruzione in parlamento per chiedere elezioni anticipate, costringendo i deputati alla fuga, alcuni dei quali evacuati in elicottero. L'incursione dei sostenitori del premier deposto Thaksin Shinawatra si è già conclusa, ma sono ancora decine di migliaia le persone che in sfida all'ordine di sgombero del premier rimangono in piazza per protestare, nonostante lo stato di emergenza vieti gli assembramenti di più di cinque persone nei luoghi pubblici. L’esercito cerca di controllare la folla e impedisce ai media di diffondere notizie. Una vera e propria dichiarazione di guerra da parte del leader della protesta Arisman Pongruangrong.

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martedì 6 aprile 2010

Il livello di verità al di là dei fatti



Secondo Tiziano Terzani non si è mai obiettivi perché scegli quello che vedi. Io sostengo che sicuramente esistono forzature giornalistiche. Vale pena fare ancora giornalismo e vale pena rincorrere l’informazione ma "con il coraggio di farlo come si vuole e non come ti viene imposto". Continua lo scrittore: "eppure, secondo me manca, tornerà a mancare, se in questo momento non se ne sente il bisogno, questa partecipazione di uno che va per conto tuo portando il suo naso, ma annusando per te, i suoi occhi, ma guardando per te, delle realtà che sono lontane a cui tu non hai accesso". Ci sforzeremo in questo senso per darvi un informazione sempre vicina alla verità "al di là dei fatti" per un nuovo modo di informare i cittadini nella piena consapevolezza che ciò che è vero non può risiedere in un solo contesto, lasciando da parte qualsiasi presunzione giornalistica.

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venerdì 2 aprile 2010

Il Tempo della disinformazione è finito

“I soldi trasformano la politica in una montagna di merda. Il MoVimento 5 Stelle RIFIUTA ogni contributo elettorale in caso di elezioni. I soldi devono rimanere alla comunità. La nostra campagna elettorale è stata finanziata da contributi spontanei. La spesa sostenuta in ogni Regione è stata di circa 15.000 euro più il lavoro immenso e non retribuito di tante persone. Se venisse eletto in Regione un candidato, lo Stato dovrebbe versare al MoVimento 2/300 mila euro. Questi soldi non li vogliamo. Non li vogliono i nostri candidati. Se verranno eletti, riceveranno uno stipendio per la loro attività, se il MoVimento avrà bisogno di finanziare delle iniziative nelle singole Regioni li chiederà ai cittadini attraverso la Rete”. Questo scriveva Beppe Grillo sul suo Blog il 27 marzo 2010 alle 12:45. (vai all'articolo)

Questo scrive il 1 aprile 2010 Fabrizio dell'Orefice sul IlTempo.it "Grillo si piglia i soldi", seguito da sottotitolo: " Ha combattuto il finanziamento pubblico, ora gli spettano due milioni. E Beppe si guarda bene dal gridare che li restituirà allo Stato. E ora? Che fa? Che fa Beppe Grillo? Se li piglia o no questi maledetti soldi pubblici? E già il comico genovese accederà al finanziamento pubblico ai partiti. ... il movimento di Grillo che si chiama Cinque Stelle dovrebbe ottenere circa 1,7 milioni per la prossima legislatura (circa 340mila euro all'anno). E ora che fa? Riscuote l'assegno o lo restituisce?... Sui rimborsi elettorali va detto che è sempre stato piuttosto ambiguo. Beppe, per esempio, ha condotto campagne molto aggressive contro il finanziamento pubblico all'editoria. Battaglia che fu l'asse centrale del V-day seconda versione. Ma proprio sui fondi ai partiti o ai movimenti il leader del movimento anti-casta è sempre stato piuttosto vago. A tratti ambiguo. Non altrettanto i suoi... E adesso che faranno?" ( vai all'articolo )

Questo scrivevo ieri sul mio blog riguardo l’impossibilità di mentire in rete: “La rete è interazione da parte dei singoli individui che premiano le idee sulle basi di reali informazioni a loro volta giudicate da altrettanti cittadini. Noi tutti produciamo gli anticorpi che fanno di una notizia falsa, una notizia falsa. Le piazze virtuali sono monitorate e i dati e le statistiche sono visibili a tutti”.

Come potete vedere la conferma è arrivata in tempo record. Non c’è posto per l’informazione spazzatura in rete. Il Movimento 5 Stelle ha rinunciato a 1,7 milioni di euro di soldi pubblici per i finanziamenti ai partiti e Beppe grillo ha chiesto tramite i suoi avvocati al direttore de Il Tempo una rettifica immediata. ( leggi la lettera ) Noi invitiamo i nostri lettori a scrivere un email di protesta al direttore del quotidiano invitandolo a non diffondere tramite il giornale di cui è responsabile informazioni false.

Scrivi un email di protesta al direttore del Il Tempo m.sechi@iltempo.it

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sabato 27 marzo 2010

NESSUN DORMA

Il popolo oggi non può essere un soggetto storico come lo è stato nel 1968. Allora grandi movimenti di massa spontanei attraversarono quasi tutti i paesi del mondo con la loro carica contestativa e sembrarono far vacillare governi e sistemi politici in nome di una trasformazione radicale della società. All’epoca esisteva un conflitto tra due specifiche volontà e gli interessi di un operaio non erano quelli del suo padrone. Per questo ci fu uno scontro. Oggi operai e padrone sono la stessa cosa. Oggi non ci sarà nessuna rivoluzione perché non c’è nessuno con cui prendersela. Le decisioni che contano vengono prese altrove. Padrone e operaio sottostanno al mercato e allo stato attuale combattere il mercato è cosa impossibile. I nostri uomini politici in genere sono tutti strettamente collegati ai vari padroni del mercato e giocano un ruolo marginale ma importante tramite il governo nel cercare di prevenire che i cittadini abbiano, sappiano e si ribellino.

LA LIBERTA’ VIGILATA
Il governo mantiene l’ordine e vigila sulle risorse disponibili e sul potere economico del singolo cittadino, consapevole che nella nostra società il lavoro che si tramuta in potere d’acquisto per un cittadino e sinonimo di libertà.

L’INFORMAZIONE CONTROLLATA
Il controllo dei mezzi di comunicazione di massa, il controllo dell’informazione e la divulgazione delle idee. L’uomo non può che giudicare sulla base delle informazioni che possiede. Nascondere e divulgare, confondere e sistematicamente smentire.

IL CONTROLLO CELEBRALE
La droga e l’alcol spengono le coscienze dei giovani dandogli l’illusione di vivere in un mondo per cui non vale la pena perdere tempo a cercare un futuro socialmente migliore.

IMBARBARIMENTO CULTURALE
Il controllo delle risorse per l’istruzione gioca un ruolo fondamentale in quanto solo un popolo ignorante può essere manipolato e controllato. Non da meno l’intento di rendere i singoli individui simili l’uno con l’altro eliminando tutti i principi nobili e rendendo i più giovani estimatori di modelli vuoti ma allo stesso tempo irraggiungibili.

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venerdì 26 marzo 2010

Le disastrose conseguenze dell'autolesionismo Rai



Lo hanno chiamato autolesionismo. Disastrose le conseguenze per il servizio pubblico e per gli italiani privati di trasmissioni traino, lasciando il campo libero alla concorrenza. La storia fatta di masochismo parte il 9 febbraio scorso quando Marco Beltrandi, (consigliere in quota Pd) firma un provvedimento che passa in Commissione di vigilanza: i programmi di approfondimento politico, da Porta a Porta ad Annozero, dovranno adottare i rigidi paletti della par condicio o verranno fermati. Primo effetto bumerang che lascia campo libero alla concorrenza delle emittenti private. Meno talk show, meno lavoro, meno denaro in entrata. Santoro decide che le regole anticostituzionali possono essere aggirare, in barba alla censura, e se Annozero non può andare in onda si inventa un nuovo modo di fare televisione coinvolgendo piazza, internet, radio e televisioni libere. Il «popolo day» va in onda dappertutto: 50 televisioni, 40 radio, 200 maxischermi nelle piazze, e poi blog, siti web, social network ed emittenti concorrenti: Repubblica tv, Youdem, Current Tv ma soprattutto Sky. Un embargo censorio non soltanto giustamente violato ma un’audience amplificata, ingigantita, amplificata a dismisura che si contorce contro Benito-Berlusconi con esiti inimmaginabili. Internet batte tutti i record di accessi unici nello stesso momento consacrando Raiperunanotte come il più grande evento del web italiano di sempre. Un accelerata al processo che sta cambiando il modo di informare. Tutto a gratis, poi, senza nemmeno guadagnarci un euro se non addirittura perdendoci. E il Popolo a finanziare l’evento con sottoscrizioni per ottenere quella che il canone Rai dovrebbe garantire a tutti gli italiani e che negli ultimi anni viene sempre meno tutelata. La democrazia

Vi lasciamo ai dati Auditel di due settimane fa che parlavano di un calo degli ascolti dell’8 per cento circa per il servizio pubblico. Mentre Canale 5 e Rai 1 vengono multate dall' Agicom per aver dato spropositate attenzioni sotto forma di spot elettorali ai loro padroni, godiamoci la notizia che Santoro con la sua trasmissione a giocato lo stesso in uno stadio tutto esaurito.

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Perdono e responsabilità. Video-Riflessioni



Dare sentenze immediate non è sicuramente consigliabile, in special modo quando si tocca la sensibilità di milioni di persone profondamente credenti. Proprio queste persone dovrebbero capire che i fatti se accertati non vogliono mettere a rischio la buona fede di chi crede e pratica il cristianesimo. Se un Dio esiste può esistere anche senza la chiesa. Dovessimo cadere nel tranello istintivo che notizie sconvolgenti come queste trasportano non potremmo considerarci liberi. Rimane pur certo che se i documenti dovessero risultare credibili gli stessi credenti non avrebbero motivo di riporre la propria fede nel modello vaticano che da sempre ha fatto e continua a fare acqua da tutte le parti.

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giovedì 25 marzo 2010

The New York Times: Il Vaticano avrebbe nascosto gli abusi su 200 bambini sordi.



Padre Murphy un sacerdote americano negli anni '50 abusò di almeno 200 bambini sordi: non fu mai sanzionato né punito. La Santa Sede dichiara di essere stata informata 20 anni dopo., mentre il New York Times dice di essere in possesso della corrispondenza tra Padre Murphy e il cardinale Joseph Ratzinger, attuale Papa Benedetto XVI. La corrispondenza interna da vescovi del Wisconsin spedita direttamente al Cardinale Joseph Ratzinger mostrerebbe che, la massima priorità fosse quella di proteggere la chiesa dal scandalo. Dalla corrispondenza emergerebbe che otto mesi più tardi il suo numero due, il cardinale Tarcisio Bertone, che oggi è il segretario di stato Vaticano, istruì i vescovi del Wisconsin di avviare un processo canonico segreto che avrebbe potuto portare all'allontanamento di padre Murphy. Dunque questo processo, scrive il NYT , fu fermato dallo stesso cardinale Bertone dopo che Padre Murphy scrisse al cardinale Ratzinger sostenendo che non doveva essere processato in quanto pentito e in precarie condizioni di salute. Nel dossier, ottenuto dal New York Times, non c'é traccia di una eventuale riposta di Ratzinger. Padre Murphy non ricevette mai punizioni, ma fu trasferito in segreto in varie parrocchie. Il New York Times ha ottenuto la documentazione, che la Chiesa ha combattuto per mantenere segreta, da Jeff Anderson e Mike Finnegan, gli avvocati di cinque uomini che hanno affrontato quattro cause contro l'arcidiocesi di Milwaukee. Il dossier include lettere tra i vescovi e il Vaticano, dichiarazioni giurate delle vittime, le note manoscritte di un esperto di disturbi sessuali che ha intervistò Padre Murphy e il verbale di una riunione finale sul caso in Vaticano.

In questi giorni Papa Ratzinger ha accolto le dimissioni di mons. John Magee, vescovo di Cloyne, in Irlanda, coinvolto in un' inchiesta su presunti casi di pedofilia. Il presule aveva presentato le sue dimissioni all'inizio di marzo 2009. Il vescovo di Cloyne era stato chiamato in causa da un "Comitato nazionale per la salvaguardia dei bambini" che lo aveva accusato di non aver adottato alcuna sanzione ecclesiastica contro alcuni sacerdoti di cui era stata accertata la colpevolezza. Altri quattro vescovi hanno presentato le loro dimissioni dopo l'esplosione dello scandalo pedofilia in Irlanda. A fatti accertati forse il Papa potrebbe presentare anche lui a qualcuno le sue dimissioni. Magari le potrebbe mettere le mani del signore.

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martedì 23 marzo 2010

Raiperunanotte Video Spot Al Gore su Currente TV


"Current racconta le storie che altri non raccontano. Ecco perché siamo orgogliosi di diffondere tramite la nostra televisione un importante programma d'informazione come Annozero, specie nel momento in cui altri canali non lo fanno". Queste sono le dichiarazioni dell’ex vicepresidente americano Al Gore che trasmetterà la trasmissione sulla tv da lui fondata. (Current tv) Raiperunanotte verrà trasmessa alle ore 21 di giovedì 25 marzo su sky canale 130. Potrai seguire la trasmissione anche su internet dal sito raiperunanotte.it Organizzata da Michele Santoro contro la censura imposta ai programmi di approfondimento Rai, la trasmissione risulta essere una vera lezione per chi ha una visione distorta della libertà d'informazione.

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In onda anche su:
Skytg24, Current tv, Repubblica tv, Rainews24,
Youdem, Tele Lombardia, Napoli Tv, Antenna Sud, Tele
Studio, Quinta e Sesta Rete, Canale 6, Antenna Tre, E’T v,
Rete sette, Tv centro Marche, Tele regione, Tvr Voxson

In onda anche su Radio Popolare, Radio Città Futura, Radio Nostalgia e Radio Città Aperta
In diretta anche su

venerdì 19 marzo 2010

Google Search chiude in Cina il 10 aprile 2010

Google, proprietaria di uno dei più popolari motori di ricerca su internet, chiuderà il 10 aprile le sue operazioni in Cina. Ad affermarlo è il giornale China Business News. Il giornale non specifica se Google chiuderà solo Google.cn o anche altre delle sue iniziative nel paese. Sarà lunedì prossimo, secondo il giornale il giorno in cui verrà annunciata la notizia da parte dell'azienda. Google ha denunciato in gennaio degli attacchi informatici contro i conti di posta elettronica di alcuni suoi clienti, in larga parte dissidenti cinesi. Sostenendo che gli attacchi provenivano dalla Cina, il colosso californiano ha minacciato di smettere di usare i "filtri" richiesti dalla censura cinese e di chiudere il suo sito web in cinese se non fosse stata messa in grado di garantire la sicurezza ai suoi clienti. Le autorità cinesi esercitano uno stretto controllo su Internet e dalla Cina sono inaccessibili i siti politicamente sgraditi a Pechino ma anche le cosiddette "reti di comunicazione sociale" come YouTube, Facebook e Twitter.

Avevamo scritto: "Se Google chiuderà le sue attività in Cina perdera milioni di dollari. Brin e Page gli azionisti di maggioranza e inventori del famoso motore di ricerca sembrano decisi a farne a meno. Google che fa paura dimostrando alla politica, con questo precedente, di essere fuori dal gioco controverso, calcolatore e monopolista delle parti". Meditate gente. Meditate!

Aggiornamenti del 23.03.2010

Google dice basta alla censura in Cina per i servizi di Google Search, Google News e Google Images. E lo fa via Hong Kong aggirando così i paletti imposti da Pechino: i navigatori cinesi di Google.cn verranno da subito dirottati sul sito Google di Hong Kong (google.com.hk) che offrirà loro risultati non "filtrati". Ma Mountain View non intende lasciare la Cina "tout court": la società prevede infatti di tenervi le proprie attività di ricerca e sviluppo e delle vendite così da poter approfittare della crescita del mercato cinese. In serata le autorità cinesi, citate dall'agenzia Xinhua, hanno reagito dicendo che Google ha "completamente sbagliato" ad aggirare la censura "rompendo" così una promessa. Pechino ha espresso indignazione per quelle che ha chiamato "accuse irragionevoli" di Google e criticando la "politicizzazione" di temi commerciali. da parte sua la Casa Bianca ha espresso "delusione" per il fatto che Google e il governo cinese non siano stati in grado di raggiungere un accordo che consenta a Google di continuare le sua attività di ricerca in Cina con il sito google.cn". Fonte Ansa

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sabato 13 marzo 2010

Le nuove avventure della Banda Bassotti


Svelato il vero volto del direttore del tg1 perlomeno per chi ancora non nutriva sospetti. Coinvolto anche un consigliere dell’Agicom ma ormai anche questo fa poco effetto. A muovere i fili è Berlusconi che guarda caso voleva usarli per chiudere alcune trasmissioni tra cui Annozero. Televisioni e giornali sono saturi di escrementi della società. Gente come Fede e Minzolini non è degna di essere chiamata giornalista. Uomini che si prostituiscono per il loro padrone a volte pagati con soldi pubblici. Personaggi come Bel Pietro, De Bortoli e Feltri non sono altro che tappetini all’occorrenza. Spauracchi stile Fabio Fazio che a una domanda scomoda ne mettono subito una riparatrice, inquinano l'informazione. Siamo in piena era idiotacomunicativa tutto passa, e se lascia un segno presto si cancella. Non ci sono sostituti. Non toccate Minzolini non ci provi Di Pietro, lasci al suo posto quello che più di tutti senza ritegno è capace a mostrarsi spudoratamente di parte per ovvi motivi fini a se stesso e al suo burattinaio. Questo Bersani o D’alema che dir si voglia, lo sanno bene. I direttori dell’informazioni sembrano assomigliare sempre di più al Grande Fratello, merce da quattro soldi ma di gran voga.

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giovedì 11 marzo 2010

Per il PdL, ma in generale per i politici, non è accettabile ricevere domande impreviste, per cui confondere indipendenza con provocazione è facile.


Sono bastate solo alcune domande da parte di un giornalista a far scatenare l'ira di Berlusconi e del Popolo della Libertà. Ma l’oscar delle celebrità va a Ignazio La Russa che mai come in queste ultime ore è riuscito a portare la sua immagine così rapidamente in giro del mondo, "un giornalista malmenato dal ministro della Difesa", così titola uno dei maggiori organi di informazione francese. Si tratta di Rocco Carlomagno un giornalista senza testata, quelli che vengono chiamati free lance, ed è anche un ‘cittadino attivo’, aderente al Coordinamento nazionale contro i siti di stoccaggio nucleare ed al Coordinamento ‘Aiutiamo l’Abruzzo’. Sull’accaduto il Pdl ha rilasciato una nota che a dir poco imbarazzante, definendo il reporter come "una persona non nuova a simili gesti provocatori", ovvero abituato fare domande non addomesticate, definendolo inoltre "un soggetto che ha ripetutamente dato in escandescenza e che provocatoriamente ha più volte disturbato e interrotto la conferenza stampa". Per il Popolo delle Libertà, ma in generale per i politici, non è accettabile ricevere domande impreviste, per cui confondere indipendenza con la provocazione è facile. Ancora una volta metterei sulla graticola l’ordine dei giornalisti, una creatura tutta italiana. I reporter di altri paesi lavorano con credenziali rilasciate dalle proprie testate, mentre i free lance si qualificano come tali e vengono ugualmente ammessi. Per riassumere quei momenti di tensione propongo la frase pronunciata dal giornalista nei confronti del ministro La Russa. "Lei è un picchiatore fascista".

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mercoledì 10 marzo 2010

Internet for pace: un premio Nobel per ognuno di noi


La rete vincerà il premio Nobel per la pace ne siamo certi. Internet è molto più di un collegamento tra computer. Internet siamo noi provenienti da ogni angolo del globo che ci dirigiamo spediti verso un nuovo tipo di società. In rete prospera il dialogo la discussione ed il consenso dato dai singoli cittadini. La candidatura è già di per se un monito a chi nel nostro paese ha provato o sta provando a frenare un così grande processo di democratizzazione. Lo si spieghi a questi signori che il contatto reciproco è stato e sarà sempre il migliore antidoto contro l'odio e il conflitto e che i loro interessi non possono prevalere sulla volontà del popolo di cambiare. Un premio Nobel alla gente comune. Uno per ognuno di noi.

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martedì 2 marzo 2010

Video - Beppe Grillo parla della rete. La bocca della verità

"...e se automatismi sembrano portare l’Italia sempre di più verso una politica controllata e dominata dai media, sostengo che la rete riscatterà la nostra voglia di giustizia e legalità".



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martedì 23 febbraio 2010

Travaglio Marco il cittadino informatore comune

Ci sono aspetti di Marco Travaglio che giudico negativi: ma in quanto a quelli positivi bastano per stare al suo fianco per una vita. Chi lo critica per le sue vicinanze a Beppe Grillo non critica il sentimento dell’antipolitica, non ci prendano per il culo, ma l'avvento di un cambiamento che si appresta a spazzare via quel giornalismo ormai destinato a perdere potere in favore della rete e del Cittadino Informatore Comune. Travaglio è tutt'altro che un uomo di sinistra. Chi lo critica per le sue presenze annozeriane non critica il giornalista di parte, ma il modo diretto con cui affronta le questioni, troppo diretto per rientrare nei canoni giornalistici della casta. Non ci faranno passare per qualunquisti, la delegittimazione preventiva messa in atto dal governo va combattuta a colpi di macete e non di fioretto. Combattere il giornalista Travaglio? Certo si può, ma combattere la rete rischia di essere un clamoro autogoal e forse non vi conviene.


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sabato 20 febbraio 2010

Augusto Minzolini l'Emilio Fede del servizio pubblico

Il 9 giugno Augusto Minzolini diviene il nuovo direttore del tg1. La prima promessa del nuovo arrivato fu quella di offrire un servizio pubblico obiettivo e imparziale ai telespettatori. Informare i cittadini su tutti i fatti che avverranno in Italia fu il suo slogan. Le promesse sembravano buone, alla luce delle parole uscite dalla bocca di Augusto Minzolini in tempi non sospetti.

"Oggi penso che se noi avessimo raccontato di più la vita privata dei leader politici forse non saremmo arrivati a tangentopoli"

"un politico è un uomo pubblico in ogni momento della sua giornata e che deve comportarsi e parlare come tale"

"La distinzione fra pubblico e privato è manichea: ripeto, un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico"

Oggi non la pensa più così. Del resto come sarebbe potuto arrivare al posto di direttore del TG1 se non strisciando ai piedi di Silvio Berlusconi negli ultimi tre o quattro anni. La sua una nomina per meriti sul campo che lo marchia come l'Emilio Fede del servizio pubblico, e non è di certo un complimento.



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mercoledì 17 febbraio 2010

Silvio Berlusconi e il passato che a volte ritorna

Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, l'uomo più ricco del paese è il primo ministro rimasto in carica più a lungo, con il precedente governo, dalla caduta del dittatore fascista Benito Mussolini. Dichiarazioni come "Solo un uomo aveva potere ed era Mussolini. Tutti gli altri hanno solo avuto problemi" o ancora la minaccia di una nuova Marcia su Roma "Se non otteniamo le elezioni, penso che milioni di persone andranno a Roma a chiederle" fanno del Premier la figura più compatibile con il Duce. Rapporti con Ciarrapico che indica il ritratto del Duce come "una bella cosa" e con Alessandra Mussolini, che ricorda "senza il Duce non vi sarebbero stati i salari fissi, le assicurazioni nazionali ed i diritti per le donne. Nessuna grande opera architettonica e nessuna bonifica delle paludi", mi fanno venire in mente quello che scrisse il famoso sceneggiatore William Faulkner " Il passato non è morto e sepolto. In realtà non è neppure passato ".




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sabato 13 febbraio 2010

La mia storia d'amore con l'italia è in crisi

La mia storia d’amore con l’Italia è in crisi. Una visione di un paese razzista, di destra e corrotto affievolisce le mie passioni. Il nostro è un paese dove c'è tepore al posto del freddo, luce al posto del buio, passione al posto di repressione. Negli ultimi anni mi sono interessato alla lingua, all’arte e, ovviamente, alla storia del nostro paese, ma non me la sono fatta raccontare, io me la sono andata a cercare, nascosta. Una storia per libri che non si sarebbero mai venduti.

Rimasi affascinato anche dalla politica. Mi viene in mente la Bologna città moderna impeccabile, attiva e straordinaria della sinistra italiana colta e acuta allo stesso tempo. Non esiste ormai più la combinazione accattivante tra socialismo e stile. Dio mi è testimone che non voglio scaricare tutte le responsabilità su Berlusconi che, nonostante mi ritrovi spesso a scrivere di lui, rimane a me indifferente. E se automatismi sembrano portare l’Italia sempre di più verso una politica controllata e dominata dai media, sostengo che la rete riscatterà la nostra voglia di giustizia e legalità. La storia degli ultimi 150 anni con le sue catastrofi e l'alternanza di governi di destra, può farci pensare che il bel paese non è mai stato quel paradiso liberale di cui si illudono a volte i progressisti europei. Un paese il nostro molto più corrotto, depravato, razzista e anarchico di quanto possiate immaginare. Qual è la mia Italia dunque? Semplice. E' un Italia seria, dignitosa, coraggiosa, un Italia meritevole di rispetto, quel rispetto che nemmeno mezzo secolo di democrazia è riuscita a guadagnarsi. Quando si vuole deconcentrare l'attenzione su qualcosa di sporco basta crearne in successione tante altrettanto sporche. Sveglia dunque si aprano gli occhi dinanzi al totalitarismo che non può che sminuire i singoli pregi di un paese che culturalmente merita di più.

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giovedì 11 febbraio 2010

Google testa una linea internet cento volte più veloce. Se la tv passa sul web, inizia la vera liberalizzazione informativa.

L'azienda di Mountain View annuncia la fornitura sperimentale di connessioni in fibra ottica da 1 gigabit al secondo. Il servizio sarà testato in un numero limitato di località negli Stati Uniti.

Sta per suonare l’ultima ora. Forniranno connessioni internet a una velocità oltre 100 volte maggiore rispetto a quella attuale. Google ha svelato l'intenzione di entrare nel settore della connettività a banda larga, un passo destinato a portare scompiglio nel mercato degli internet service provider, e panico tra i padroni della tv tradizionale. Progettano di costruire e testare una serie di reti broadband ultra-veloci in un limitato numero di località negli Stati Uniti fornendo connessioni in fibra ottica da 1 gigabit al secondo a prezzi competitivi. L'azienda spera di trovare anche nuovi sistemi di produrre e posare i cavi in fibra ottica, condividendo i risultati con industria e ricercatori.

Ma il punto chiave di cui poco si parla è il passaggio della tv ad alta definizione su internet. Con una simile tecnologia ci si potrebbe sbilanciare affermando che le frequenze, per dirne una, di Canale 5 entro pochi anni potrebbero non valere più nulla. Non a caso Google si è garantita la proprietà di Youtube, che già oggi potrebbe abbattere gli ascolti televisivi del digitale terrestre. Mentre Murdoch di Sky compra per non rimanere fuori Myspace, il nostro governo rallenta il processo bloccando la banda larga, criminalizzando internet e cercando con la legge Romani di censurare Youtube. Paura.

Considerazioni si devono fare sulla partita, non da poco, dei pacchetti pubblicitari per la televisione, che sul web acquisirebbero un valore totalmente superiore per Google. Allo stato attuale un azienda paga percentuali prestabilite basate sui probabili acquirenti di un determinato audience, in quanto si possono conoscere solo statisticamente le loro esigenze. Google grazie al database delle tue intenzioni, raccolte dal suo motore di ricerca e associate al tuo indirizzo IP, potrebbe niente poco di meno trasmettere pubblicità mirata alle specifiche esigenza di un singolo individuo.

In poche parole, dopo che tu e il tuo vicino di casa avete cercato rispettivamente sul motore di ricerca di Google informazioni su pannolini e su di un probabile viaggio a Barcellona, durante la visione di Porta a Porta, si fa per dire, uno vedrà la pubblicità dei Pampers e l’altro quella di Alitalia. Il gigante di Mountain View così potrebbe offrire alle aziende pacchetti pubblicitari con il 100% di possibili acquirenti. Tradotto in ricavi una valanga di dollari, e un ridimensionamento dei poteri attuali nell’ambito dei media tradizionali. Ci rassicura il fatto che non riusciranno a fermare il processo di liberalizzazione che ormai è in atto. Dovranno rassegnarsi al fatto che il potere mediatico e l’informazione sono destinati a passare nelle mani di chi fa della sua forza la condivisione di informazioni e di contenuti, per lo più provenienti da comuni cittadini.

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venerdì 5 febbraio 2010

LA DEMOCRAZIA - Peppino De Filippo


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