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lunedì 8 marzo 2010

Il Presidente della Repubblica e le dichiarazioni democratiche a metà



Napolitano ha risposto sul sito del Quirinale a due cittadini in rappresentanza dei milioni che si sono chiesti dove fosse finita la legalità.

"Erano in gioco due interessi o "beni" entrambi meritevoli di tutela: il rispetto delle norme e delle procedure previste dalla legge e il diritto dei cittadini di scegliere col voto tra programmi e schieramenti alternativi. Non si può negare che si tratti di "beni" egualmente preziosi nel nostro Stato di diritto e democratico. (....)".

Ora quello che mi domando è dove si trova il bene terzo? I diritti di quei cittadini che proprio tramite quel rispetto della legge avrebbero portato il loro candidato ad essere scelto e successivamente eletto, dove si trovano? Forse la tutela di cui parla Napolitano vale solo per alcuni e non per altri? Sono il numero delle tessere di partito a dare valore alla legalità? Signor Presidente lei garantisce, al di fuori della legge, il diritto di scelta di alcuni cittadini ma non il diritto di altri a beneficiare di ciò che la legge deve garantire.


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domenica 28 febbraio 2010

Berlusconi ed i sistematici insulti per assuefare il popolo italiano



Accuse pesanti esasperatamente polemiche quelle del Premier nei confronti dei Magistrati, accusati questa volta di essere "talebani". A poche ore di distanza dall'ennesimo attacco del premier Silvio Berlusconi ai magistrati, per quello che può servire, a scendere in campo è il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in una lettera al vice presidente del Csm Nicola Mancino.

"Anche la causa delle riforme necessarie per rendere più efficiente, al servizio dei cittadini, l'amministrazione della giustizia in un quadro di corretti rapporti istituzionali, non può trarre alcun giovamento - sottolinea Napolitano - da esasperazioni polemiche, da accuse quanto mai pesanti che feriscono molti e che possono innescare un clima di repliche fuorvianti: clima nel quale la magistratura associata apprezzabilmente dichiara di non voler farsi trascinare".

Dichiarazioni gravi queste rese dal Presidente Berlusconi sui giudici italiani. Parole che fanno capo una lunga lista ormai archiviata dai cittadini italiani. Sembra chiaro che ormai il compito di assuefare le menti degli elettori con sistematici insulti alle più alte istituzioni della Repubblica sta portando i suoi frutti. Se il premier voleva assoggettare l'opinione pubblica ai suoi inadeguati metodi poco conformi alla legge, sembra proprio che ci sia riuscito.

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giovedì 31 dicembre 2009

Avatar del Presidente della Repubblica - 2009 - Discorso di fine anno

Le parole che avremmo voluto sentire.


ascolta il discoso facendo click sull'immagine

Buonasera. La vigilia della fine di questo ultimo anno è stata caratterizzata dall'odio politico tra le opposizioni. Il governo non è riuscito ad affrontare la grave crisi che imperversa sul nostro paese. Gossip, scandali e leggi ad personam sono stati i maggiori temi di discussione in parlamento. La politica è finita con l'avvento dei new media. Milioni di persone ormai si informano tramite internet. Tv e giornali disinformano seguendo rispettive linee politiche e sfruttando il loro potere mediatico per ottenere consensi. Il processo che renderà libero il nostro paese è solo rallentato. Social networks e blogs presto riusciranno a cancellare quel sistema informativo ormai logoro. Un italia migliore ci aspetta. Augurandovi buon anno rivolgo un appello a tutti i dirigenti politici, insieme a me, a farsi da parte per facilitare il processo che ci porterà in una nuova era mediatica.

Vedi questo video su youtube.

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