Un centinaio di basiji iraniani si radunato davanti all'ambasciata italiana tentando un assalto ai rappresentanti diplomatici. Urlando slogan tipo "Morte all'Italia, morte a Berlusconi". Lo ha annunciato il Ministro degli esteri Franco Frattini al Senato, precisando che l'11, in occasione della manifestazioni per l'anniversario della rivoluzione islamica, l'Italia non invierà il proprio ambasciatore. Poi per distogliere l'attenzione e alleggerire le considerazioni dell'opinione pubblica si è giocato la carta del "mal comune mezzo gaudio" sottolineando che attacchi simili a quello avvenuto all'ambasciata italiana a Teheran ci sono stati anche davanti alle ambasciate francese e olandese. Tutto da verificare.
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martedì 9 febbraio 2010
venerdì 29 gennaio 2010
Italia: Un paese per vecchi con molte storie di ordinaria disoccupazione
Mentre il tasso di disoccupazione giapponese nel mese di dicembre è sceso con 470 mila nuovi lavoratori, noi in Italia superiamo un record, quello dei senza lavoro. Nel mese di dicembre il più alto degli ultimi sei anni con più di 300 mila posti lavorativi in meno, il livello più elevato da almeno gennaio 2004. Forse il Ministro della Pubblica Sfunzione quando preme sul far uscire da casa i tanto nominati bamboccioni, immagina di essere il famoso spadaccino Miyamoto Musashi grande samurai giapponese. Forse i ventenni come dice il Ministro Brunetta dovrebbero si andar via di casa, ma per lasciare questo paese. Questione di dignità e non per chissà quale psicologico risvolto interiore, ma per materiale necessità e spirito di sopravvivenza. Voglio citare Curzio Maltese, che scrive: “All’estero sarei sempre trattato meglio. Mentre qui si tratta di fare i bamboccioni per chissà quanto tempo. [...] Questo non è un Paese per giovani. Soprattutto se intelligenti, curiosi, originali“. E, dopo aver passato in rassegna le straordinarie opportunità offerte dal Belpaese a un/una ventenne, tra Grandi Fratelli, Veline o posti all’Europarlamento per ex-Veline, conclude: “Così funziona qui, ma il mondo per fortuna è vasto e meraviglioso. Che male c’è a volerlo conoscere?”
Questa è l’Italia: un Paese per vecchi gestito da retrogradi che tengono ben legata la fantasia all'ordine delle loro cose, non guardando al passato, ne al presente e chiudendo ogni strada accessibile al futuro.
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lunedì 25 gennaio 2010
Pensioni di anzianità: Brunetta e la contraddizione del diritto alla pensione dei parlamentari
Bastano sempre poche parole per trarre conclusioni sulle dichiarazioni del Ministro della Funzione Pubblica il quale definisce l'Italia un paese di ipocriti. La scorsa settimana ha proposto che i ragazzi italiani vadano «Tutti fuori casa a 18 anni per legge», poi è volato in Tunisia a commemorare Bettino Craxi senza interogarsi, piuttosto, riguardo i problemi insormontabili che la prima Repubblica ha consegnato ai nostri ragazzi. Ora non accetta le polemiche sulla sua proposta di dare 500 euro al mese ai giovani aggiustando il tiro delle pensioni d'anzianità, nonostante Palazzo Chigi con un comunicato ufficiale fa sapere che si tratta di una sua iniziativa personale. Si evidenziano ancora una volta contraddizioni. Mentre pensa di toccare le pensioni delle persone comuni spunta fuori il diritto alla pensione dei parlamentari, come lui, che la maturano dopo due anni e mezzo alla faccia di tutti gli altri cittadini. Sembra proprio il caso di dire che "dove son corna son quattrini".

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giovedì 21 gennaio 2010
Renato Brunetta: il ministro della funzione pubblica part-time
Silvio Berlusconi candida Brunetta a sindaco di Venezia.
Un ministro dell'Innovazione e della Funzione Pubblica che conduce una battaglia contro il doppio lavoro nella pubblica amministrazione e nei confronti delle incompatibilità lavorative dei dipendenti pubblici, per essere credibile, non dovrebbe candidarsi per un ulteriore incarico istituzionale. Dubbi sulla doppia poltrona nascono al momento che se, come dovrebbe, l'attività elettiva istituzionale è "a servizio dei cittadini e dunque della collettività ", ci piacerebbe che coloro che svolgono questo "servizio" lo facessero a tempo pieno, evitando di accumulare doppi e, in qualche caso, tripli incarichi elettivi o istituzionali.
Un ministro dell'Innovazione e della Funzione Pubblica che conduce una battaglia contro il doppio lavoro nella pubblica amministrazione e nei confronti delle incompatibilità lavorative dei dipendenti pubblici, per essere credibile, non dovrebbe candidarsi per un ulteriore incarico istituzionale. Dubbi sulla doppia poltrona nascono al momento che se, come dovrebbe, l'attività elettiva istituzionale è "a servizio dei cittadini e dunque della collettività ", ci piacerebbe che coloro che svolgono questo "servizio" lo facessero a tempo pieno, evitando di accumulare doppi e, in qualche caso, tripli incarichi elettivi o istituzionali.
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lunedì 18 gennaio 2010
Brunetta e bamboccioni: E se fosse colpa della prima Repubblica di Craxi?
Il Ministro Roberto Calderoli rimprovera "all'amico di averla fatta fuori dal vaso". Parliamo dell'ennesima proposta senza senso del Ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta «Tutti fuori casa a 18 anni per legge». Parla da privilegiato e sembra non comprendere che per andare via di casa a quei "bamboccioni" italiani serve il lavoro e non norme inutili ormai da troppo tempo annunciate. Un analisi la sua troppo semplicistica in un momento di crisi economica internazionale che non ha eguali. Non si può negare che i giovani abbiano difficoltà a trovare un lavoro, figuriamoci un alloggio per conto loro, e non li si può definire bamboccioni per questo. Questa non è una politica responsabile e chissà se Brunetta al ritorno dalla commemorazione di Hammamet si sia interrogato, piuttosto, riguardo il tipo d'Italia che la prima Repubblica di Bettino Craxi ha consegnato a questi ragazzi.

La discutibile lettera del Presidente Napolitano alla signora Craxi nel 10° anniversario della scomparsa di Bettino Craxi
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mercoledì 2 dicembre 2009
Ministro Zaia: assume yak stranieri nel bellunese
Se pensate che i leghisti siano poco tolleranti nei confronti degli stranieri che giungono in Italia vi state sbagliando. Il lavoro nei boschi del nord Italia, il nostro ministro del carroccio Luca Zaia lo toglie agli italiani per darlo aprite bene le orecchie, niente poco di meno che agli enormi bovini del Tibet.

Ordinati 25 grossi yak che avranno il compito di sostituire le mucche e le pecore nostrane per tenere puliti i boschi del bellunese. E cosi i nostri animali mangia erbaccie saranno disoccupati alla luce del "basta che lavorano sono tutti (quasi) accettati. Signor ministro speriamo che non chiedano anche loro un Buddha per pregare.
venerdì 23 ottobre 2009
I Ministri Maroni e Alfano pubblicizzano il gruppo "uccidiamo berlusconi"
E bravi i Ministri Maroni e Alfano che con i loro interventi faranno arrivare un piccolo gruppo di 10.000 persone a più di 100.000 o magari a 1 milione. A due giorni dall'entrata in scena dei due cacciatori di spettri, siamo quasi a quota ventimila e scommetto che presto, vista la pubblicità internazionale, ne vedremo delle belle. Facebook ha quasi 300.000.000 di utenti iscritti, di cui 6.000.000 in Italia. Un gruppo sulla piattaforma con 10.000 iscritti ha un traffico sulla pagina di qualche centinaio di persone al giorno forse meno, per questo si sono scomodati. Parliamo di persone, che per la maggior parte delle ipotesi, cliccano sul centinaio di "iscriviti al gruppo" per non rientrarvi mai più. Ora, grazie alla brillante idea dei nostri politici, ci sono rientrati tutti e qualche milione di persone nei prossimi giorni visualizzerà la pagina incriminata, che sicuramente è di cattivo gusto, ma avrà un successo strepitoso grazie ad Alfano e Maroni i due ministri internauti.
Gli amministratori di Facebook e la proprietà del network risiede a Palo Alto in California e non sarà facile oscurare le pagine e disporre delle informazioni che la procura richiede, anche nell'ipotesi di reato allargato all'istigazione a delinquere e in caso del probabile rifiuto la Procura potrebbe far ricorso alle rogatorie internazionali, portando i tempi e di conseguenza le pagine più in là di quanto sarebbero dovute andare. I ministri iternauti quando hanno dichiarato che avrebbero oscurato immediatamente le pagine, probabilmente, non sapevano le difficoltà a cui andavano incontro. A dimostrazione che non conoscono la rete non potendo prendersela con nessuno in tempi stretti, dichiarano che inquisiranno tutti gli iscritti. Bella trovata! Altra dimostrazione d'incompetenza visto che registrati, e ancor di più dai prossimi giorni, vi saranno un 50% di persone di altri paesi, così dovranno arrestare qualche migliaio tra cinesi e giapponesi.
'Abbiamo dato disposizioni perché il sito contenente minacce al premier apparso su Facebook venga subito chiuso e denunciati alla magistratura quelli che sono intervenuti', ha annunciato il ministro dell'Interno Roberto Maroni al telegiornale delle 20, non sapendo che chiedendo di chiudere il sito e non le pagine, chiede di chiudere Facebook. "E' un problema di cultura: se passa il concetto che uno può scrivere impunemente queste cose, c'è il rischio che poi a qualcuno venga in mente di metterle in atto", ha proseguito Maroni. Si forse grazie alla pubblicità che gli avete fatto. La cultura della rete sicuramente manca a queste vecchie persone che hanno paura di una cosa che non conoscono, perchè se l'avessero conosciuta quel gruppo sarebbe stato solo l'opera di due qualsiasi.
AGGIORNAMENTI DEL DEL GIORNO DOPO:
AGGIORNAMENTI DEL DEL GIORNO DOPO:
Questa è bella per ribadire quanto di web questi politici non ci capiscano nulla, il gruppo incriminato sta cambiando nome ogni ora, (opzione possibile). Come faranno i nostri ministri internauti a stabilire chi si è iscritto con il nome incriminato (Uccidiamo Berlusconi) o chi come me si è iscritto con il nome "Uccidiamo politicamente Berlusconi". La faccenda si fa interessante, e previsione non fu mai più azzeccata, ora la pagina ha avuto il successo mediatico che non meritava.
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martedì 20 ottobre 2009
Brunetta pubblico impiego e le dittature dei nostri giorni
Il Ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, si è detto pentito per avere tagliato l'orario di reperibilità ed ha annunciato correzioni; i fannulloni sono tornati alla carica. Impennata dell'assenteismo, che è salito del 20-22% in due mesi, tra agosto e settembre mette alla luce la poca comprensione della pubblica amministrazione da parte del Ministro, che pensa di risolvere un problema con la carota e il bastone. In realtà, già qualche giorno addietro il Ministro aveva dato segno di nervosismo. Ammonendo ''quei medici conniventi per quanto riguarda le false giustificazioni e le assenze''.
Lo stesso Brunetta, che in estate è tornato su suoi passi per quanto riguarda le fasce di reperibilità abrogando parte della sua riforma, farà di nuovo retromarcia riportando la reperibilità dalle 8 alle 13 e dalle 14 alle 20, niente poco di meno che usando lo stesso metodo altalenante che si usava per destabilizzare l’opinione pubblica nei paesi dell’est sotto dittatura.
E se meno di un mese fa il ministro parlava di risultati ''clamorosi e senza precedenti ,sono soddisfatto del comportamento più vigoroso dei medici'' oggi dichiarando ''ho voluto dare fiducia agli statali, mi devo correggere'' fa presagire che l’altalena continuerà a dondolare.
Ancora una volta il cane si morde la coda, si mette da parte il problema che nasce alla base del pubblico impiego, per meglio dire il 95% dei dirigenti pubblici non è mai riuscito a responsabilizzare i propri dipendenti, mostrando spesso il lato peggiore della struttura pubblica, pensando solo ai propri interessi.
Interessi quasi sempre appoggiati da quel ministero dal quale Brunetta lancia sentenze contro i lavoratori, che sicuramente non sono scusati per il loro comportamento, ma hanno l’attenuante di un Ministro della pubblica amministrazione incompetente.
Lo stesso Brunetta, che in estate è tornato su suoi passi per quanto riguarda le fasce di reperibilità abrogando parte della sua riforma, farà di nuovo retromarcia riportando la reperibilità dalle 8 alle 13 e dalle 14 alle 20, niente poco di meno che usando lo stesso metodo altalenante che si usava per destabilizzare l’opinione pubblica nei paesi dell’est sotto dittatura.
E se meno di un mese fa il ministro parlava di risultati ''clamorosi e senza precedenti ,sono soddisfatto del comportamento più vigoroso dei medici'' oggi dichiarando ''ho voluto dare fiducia agli statali, mi devo correggere'' fa presagire che l’altalena continuerà a dondolare.
Ancora una volta il cane si morde la coda, si mette da parte il problema che nasce alla base del pubblico impiego, per meglio dire il 95% dei dirigenti pubblici non è mai riuscito a responsabilizzare i propri dipendenti, mostrando spesso il lato peggiore della struttura pubblica, pensando solo ai propri interessi.
Interessi quasi sempre appoggiati da quel ministero dal quale Brunetta lancia sentenze contro i lavoratori, che sicuramente non sono scusati per il loro comportamento, ma hanno l’attenuante di un Ministro della pubblica amministrazione incompetente.

Le dittature dei nostri giorni si manifestano con forme assai diverse, ma quella dominante è il capitalismo di stato in cui il capo controlla la cosa pubblica destabilizzandola agli occhi delle gente. Non parlo della Russia di Putin o del Venezuela di Chavez: sto parlando dell’Italia di Berlusconi.
Leggi anche - Ancora liti nel Pdl - Brunetta attacca Tremonti
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