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giovedì 15 aprile 2010

La parabola dei media sofferenti: “Guarda e leggi senza interferire, così che io possa rimanere credibile agli occhi dei miei lettori “



“Guarda che è vero l’ha detto la televisione” questo urlavano gli italiani del dopo guerra. Questo pensano, senza dirlo, gli italiani del nuovo millennio. Ma la rete ci salverà e a sostenerlo sono gli illuminati della nuova era mediatica che ruota vertiginosamente intorno a internet. La televisione impone canoni e ci rende tutti uguali annullando le differenze, contro tutti i principi democratici lobotomizza le menti. Senza differenze non c’è scambio di cultura non c’è confronto. Dal confronto nascono le idee. Le battaglie televisive tra "politicanti" servano a distogliere le attenzioni dai problemi effettivi e a vendere libri. Oggi il consenso lo si usa per il mantenimento delle poltrone e del potere. Il confronto deve ritornare alle origini e l’eletto deve essere la voce degli elettori che devono ritrovare trasparenza e potere decisionale. La carta stampata serve i partiti e incassa milioni di euro disinformando con notizie di parte. Soldi pubblici. Nulla esce dai giornali che abbia una coerenza o un’attinenza con la realtà, fosse solo per il fatto che essa non può essere la stessa per tutti. La manipolazione sistematica delle notizie serve il padrone che paga i suoi servi prelevando i soldi dalle tasche degli italiani.

La rete rende liberi da questo mal costume e permette l’interazione e lo scambio di idee che sono il sale della democrazia. L’informazione sul web è un bene comune a cui DEVONO AVERE ACCESSO. Qui io sono l’uno e l’altro, informatore e informato, giudice e giudicato, cittadino e politico. Le informazioni in rete sono soggette al giudizio delle persone che rendono una proposta degna di essere chiamata tale. Se non sei attendibile gli utenti affondano ogni tua speranza di prosperità sul web, mentre se la struttura delle tue argomentazione e ben supportata da ulteriori informazioni (links) e dal consenso degli utenti (commenti) il tuo contenuto beneficerà della viralità che la rete per natura contiene.

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martedì 6 aprile 2010

Un cittadino confuso è una persona che non ha conclusioni, attende e non chiede risposte.


L'Italia soffre i privilegi di pochi ma non si chiude in se stessa e affronta a viso aperto le leggi ad personam, l’appropriazione indebita dei fondi pubblici, la corruzione, la speculazione edilizia, il tentativo di privatizzare l'acqua. Lo fa fuori dai salotti bene, frequentati dalla casta politica. Si riunisce fuori dai palazzi del governo, nei circoli, a casa degli amici, nei pub, nelle sedi delle associazioni e dei movimenti popolari, in rete. Espressione massima della democrazia che cerca soluzioni purtroppo a lungo termine. Mentre non si vede l'ombra di una proposta nelle televisioni italiane si scopre la realtà. I programmi di approfondimento politico, oggi non mi convincono, portano il cittadino ad un punto di domanda, magari radicalizzano ma non sono portatori di riforme e cambiamento. Un cittadino confuso è una persona che non ha conclusioni, e non chiede risposte. La crisi per il politico e per la televisione è effimera, dura soltanto il giorno in cui la si scopre, dopo di che iniziano le opportunità.

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mercoledì 31 marzo 2010

La televisione viene prima della politica



La politica come bene di consumo non più dialogo argomentato dal confronto delle idee a volte contrastanti. Le opinioni, per i nostri politici, non possono essere modificate. I mezzi di comunicazione di massa, quelli che Pasolini già allora spiegava in modo eccellente, hanno imposto lo scenario dello spettacolo agli attori della politica italiana e al pubblico pagante. Ci si affaccia ancora oggi puntualmente al balcone per parlare agli italiani, maniaci dell’immagine e poco professionali. Non si compete come prima con le idee ma con le presenze mediatiche. La politica si compra al supermercato a prezzi stracciati. Si entra così in relazione anche con persone altrimenti non contattabili o non disponibili all’ascolto di questo o quel personaggio. E allora ecco spuntare nuove professioni e nuovi consulenti con lo specifico compito di far risaltare sempre il meglio di quanto espresso dal proprio Leader. Per ritornare al principio della democrazia, a mio avviso, il primo passo da compiere spetta alla cittadino che può oggi trovare una maggiore azione interattiva. lasciamoci alle spalle la perdita del rapporto faccia a faccia, per ritrovare l’istinto dello scambio che impone per avere una determinata cosa quello di darne un'altra.

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martedì 2 febbraio 2010

Decreto Romani: Il modo di mettere in fila dietro giornali e televisioni, per un equa manipolazione, anche la rete.

Vorrebbero mettere un filtro generalizzato su internet restringendo le libertà informative, roba da dittatura Cinese. Ribadiamo le nostre più forti perplessità alla regolamentazione prevista dal decreto Romani in materia di web. Il Decreto, guarda caso, taglierà la pubblicità a Sky, mettendo a rischio YouTube in Italia, in quanto l'AgCom diventerebbe il controllore ufficiale, mentre l'upload di spezzoni televisivi su YouTube verrà messo sotto sorveglianza più stretta. Vogliono di fatto obbligare l'informazione online a comportarsi come i mezzi informativi tradizionali, quelli da loro controllati. Il presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Corrado Calabrò, dichiara: "Un filtro generalizzato su internet da una parte è restrittivo, come nessun paese occidentale ha mai accettato di fare, dall'altra è inefficace perché è un filtro burocratico a priori". Aggiungerei non degno di una democrazia. "Il problema internet esiste ma si dovrebbe discutere prima di educazione alla rete. Certo che interventi posteriori nel caso un sito delinqua sono necessari e dovuti, mentre un filtro a priori non è solo una cosa puramente burocratica, ma il modo di mettere in fila dietro giornali e televisioni, per un equa manipolazione, anche la rete.

Questo blog se verrà approvato il decreto farà disubbidienza civile. In caso di oscuramento del blog o di censura delle notizie il suo beckup verrà inserito in rete ad oltranza cambiando url. Aggiungeremo numeri crescenti alla parola analisicompleta. Es.
http://analisicompleta1.blogspot.com - http://analisicompleta2.blogspot.com

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domenica 24 gennaio 2010

Canone Rai: una delle tasse più odiate dagli italiani

In questi giorni, vi sarà arrivato a casa il bollettino del Canone Rai, una delle tasse più evase dagli italiani: ma anche una delle più odiate. La tassa che paghiamo ogni anno per poter usufruire dell’utilizzo della televisione. Sono 109 euro, è un’imposta che gli italiani pagano sul possesso dell’apparecchio televisivo. Questa classifica che vi vogliamo proporre non è una novità, ma oggi risulta essere di estrema attualità.

















Scopriamo allora quali sono le tasse più odiate dagli italiani (fonte contribuenti.it)

1. Accise su benzina: è stato calcolato che il 70 per cento del prezzo finale di un litro di benzina è rappresentato proprio dalle accise.
2. Canone Rai: al secondo posto di questa classifica, ecco comparire il canone Rai. Una tassa di possesso che oltre a non piacere agli italiani sembra insensata.
3. Tarsu / Tia: la tassa per lo smaltimento dei rifiuti o la tariffa di igiene ambientale. Pagare per la nostra immondizia non ci va giù. Più raccolta differenziata potrebbe risolvere parte del problema!
4. Canone depurazione acque reflue: questa tassa è per la depurazione delle acque di scarico.
5. Ticket sanitari: A determinare le antipatie per questa imposta deve essere stato l'altalenarsi della presenza di questa tassa nell'ultimo decennio.

Gli italiani odiano maggiormente le tasse indirette, quelle che vengono pagate senza fare un calcolo in base al reddito pro capite. Della serie le tasse sono uguali per tutti ma solo in alcuni casi, stessa somma per qualsiasi livello di reddito annuale. La rete si è già attivata come solo lei sa fare e Facebook propone il gruppo "Cancelliamo il canone Rai" . Sono 246 mila iscritti che sperano che il 2009 cancelli dalla classifica la tassa per il tanto odiato canone televisivo.

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giovedì 21 gennaio 2010

Vauro - Annozero: I cult tornano sempre di moda



















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mercoledì 25 novembre 2009

L'Italia s'è desta: Sempre meno interesse per il Grande Fratello e Silvio Berlusconi

Gli italiani prendono coscienza. Ebbene si statistiche alla mano il Grande Fratello perde lentamente ascolti e Silvio Berlusconi piace sempre meno agli italiani. Gli ascolti di lunedì premiano nonno Libero più vero e vicino ai problemi reali, e bocciano l'ingresso nella casa di Belen acronimo di berlusconismo, quello delle puttane e dei calendari, delle tette di tutto ciò che svende dignità e pudore, prototipo lontano dagli affanni dell'italiano medio. Il nulla nel nulla. Berlusconi è il Grande Fardello nelle palestre televisive sempre più lontano dalle persone stanche dell'uno e dell'altro prodotto.
















Un sospiro breve, di sollievo che non ci permette di tenere bassa la guardia, perché se è vero che a volte anche i morti ritornano, figuriamoci chi ancora...

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lunedì 26 ottobre 2009

Silvio Berlusconi pùo tirare un sospiro di sollievo, grande fratello, primarie e attentati terroristici tengono occupata la stampa ribelle

Mentre si esalta la soddisfazione per la grande affluenza alle primarie del Partito Democratico, che trova il suo segretario in Pier Luigi Bersani, trapela la notizia che Piero Marrazzo autosospeso Governatore della regione Lazio, si dimetterà per le sue debolezze. Alta anche l'attenzione sui media per Baghdad che vede salire a 135 il bilancio delle vittime della strage che questa mattina ha colpito la capitale irachena. Tutti pronti, lunedì partirà la tanto attesa decima edizione del Grande Fratello che avrà nel cast un transessuale. Quella di questa'anno è stata definita niente poco di meno che "celebrativa", nonche no-limits. Una vendemmia!

Silvio Berlusconi può tirare un sospiro di sollievo, per il momento, tra tutte queste distrazioni le sue escort e i suoi pensieri legali sono passati in secondo piano. I problemi del paese speriamo che vengano trattati durante il Porta a Porta di Natale quando si accorgeranno che il cenone sarà molto più magro di quello che si pensava.


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mercoledì 14 ottobre 2009

Terremoto: Troppo opportunismo politico in tv



La gente dell’Aquila lo sapeva che l’inverno sarebbe arrivato presto, e così è stato. Le montagne imbiancate fanno da scenario intorno alle tende, alcune divelte dal vento forte di questi giorni. Se da una parte, solo ieri, si è dato notevole risalto alla consegna delle prime 100 case antisismiche ai terremotati dell’Aquila, dall’altra, oggi, migliaia di persone sono al freddo sotto una tenda.

Ci sarà una nuova Berlusconiana puntata di Porta a Porta, o si è trattato solo di propaganda politica da parte del servizio pubblico? Magari ci smentiranno stasera ma attenti! Una puntata senza il Presidente non vale!

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giovedì 8 ottobre 2009

Baarìa: animalisti si scagliano contro Tornatore per un bovino macellato col punteruolo

Voglio paparlare del regista Tornatore che nel suo ultimo film Baaria ha rappresentato in una scena a dir poco raccapricciante, l'uccisione di un bovino con un punteruolo. La scena tanto criticata dagli animalisti, è stata girata in Tunisia senza alcun effetto speciale. Dura la reazione della lega antivivisezione (Lav) nei confronti del regista e della nota casa di produzione (Medusa). Penso che più controlli sui set cinematografici sarebbero auspicabili, rimane comunque la delusione non tanto riguardo l'operato della produzione, ma bensì per la mancata accortezza di un regista che comunque rimane di notevole spessore.




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