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martedì 9 marzo 2010

A rischio le vacanze di Pasqua dei parlamentari. Alzi la mano a chi dispiace!

Ancora una volta il governo ha posto la questione di fiducia sul decreto riguardante il legittimo impedimento all'esame dell' Aula del Senato. L'ha fatto in seguito all'ostruzionismo dell'opposizione che ha presentato circa 1700 emendamenti. Dal suo insediamento il governo ha chiesto la fiducia 30 volte. L'ultima risale solo a cinque giorni fa ed era stata posta sul decreto Enti locali alla Camera.
Si sono visti animi surriscaldati in aula già prima che il governo annunciasse di voler porre la fiducia. Qualcuno ha indossato una maglietta con su scritto "Etiam si omnes, ego no", "se anche tutti, io no". Motto dei giovani universitari tedeschi della rosa bianca usato come forma di protesta durante il nazismo per dire no a un sistema dittatoriale. Sembra salterà la settimana di pausa dei lavori parlamentari prima delle elezioni. Sono a rischio anche le vacanze di pasqua per i parlamentari. Alzi la mano a chi dispiace!

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domenica 14 febbraio 2010

L'Avatar nano di Berlusconi mi è uscito con la voce di Al Capone

Non so cosa è successo. Mio Padre dice che è normale, mentre mio nonno è rimasto di stucco. Lui si aspettava la voce di Mussolini.


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lunedì 8 febbraio 2010

Ciancimino, Forza Italia frutto trattativa Stato-mafia. Lo ha detto Massimo Ciancimino al processo di Palermo: "Me lo spiego' mio padre"

"Mio padre mi spiegò che Forza Italia era il frutto della cosiddetta trattativa tra Stato e mafia". Parole di Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo, Vito, deponendo al processo per favoreggiamento alla mafia a carico del generale del'Arma Mario Mori.

L'argomento affrontato dal teste nel corso di spiegazioni riguardo un pizzino, depositato agli atti del processo, e che secondo Ciancimino sarebbe stato indirizzato dal boss Bernardo Provenzano a Silvio Belusconi e Marcello Dell'Utri. Nel foglietto si parlava di un presunto progetto intimidatorio ai danni del figlio di Berlusconi. Si legge nel foglietto: "Intendo portare il mio contributo che non sarà di poco conto perché questo triste evento non si verifichi (si allude all'intimidazione di cui prima). Sono convinto che Berlusconi potrà mettere a disposizione le sue reti televisive".

"Mio padre - ha spiegato il testimone sventolando il biglietto - mi disse che questo documento, insieme all'immunità di cui aveva goduto Provenzano e alla mancata perquisizione del covo di Riina era il frutto di un'unica trattativa che andava avanti da anni. Con quel messaggio Provenzano voleva richiamare il partito di Forza Italia, nato grazie alla trattativa, a tornare sui suoi passi e a non scordarsi che lo stesso Berlusconi era frutto dell'accordo". In seguito alle dichiarazioni del testimone sarebbe sparita la prima parte del pizzino, che lui custodiva.

Dichiarazioni da prendere con le molle. Il duro scontro dei giorni passati e una così frettolosa approvazione del leggittimo impedimento, fanno presumere che qualcuno sapesse cosa bolliva in pentola. Il pranzo è servito, ma l'ospite d'onore non parteciperà alla festra in suo onore per impegni istituzionali

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giovedì 4 febbraio 2010

Legittimo impedimento: La volpe non la riconosce chi la vede, ma chi la spella.

Un giorno senza scrivere. Un giorno per riflettere. Politici o cosidetti politici, intelletuali e cosidetti intelletuali, gioiscono per il legittimo impedimento. E sono molto arrabiato. Dentro di me una rabbia, lucida, razionale. Una rabbia che m’impone di rispondergli con distacco ma prima di tutto di vomitargli addosso. Io gli vomito addosso. Arrabiarsi fa bene. Bersani critica duramente Berlusconi e a me viene finalmente un accenno di sorriso. Avrebbero potuto risolvere da tempo quando ne avevano la possibilità con il conflitto d’interessi e non hanno, chissà per quale intreccio politico, voluto farlo. Lo sanno bene loro di destra che se vuoi conoscere bene il tuo prossimo lo devi far infuriare.


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domenica 31 gennaio 2010

Legge ad personam. La terza volta, è quella buona.

Un emendamento del Pdl, spiana la strada al leggittimo impedimento. A certificarlo basterà un attestato della presidenza del Consiglio, ovvero Silvio Berlusconi qualora trovasse ulteriori ostacoli potrà rendere l'emendamento applicabile in quanto «l’impedimento è continuativo e correlato allo svolgimento delle funzioni». Il Popolo del raggiro delle Libertà va dunque verso la conclusione della prima parte dei pacchetti di leggi che proteggono Silvio Berlusconi dai guai giudiziari. Si tratterebbe di un ponte, così si legge nel testo «fino all’entrata in vigore della legge costituzionale recante la disciplina organica delle prerogative del presidente del Consiglio e dei ministri». C’è una modifica anche sostanziale direi quasi inquietante: il premier ed i ministri potranno sempre difendersi in un processo. Soltanto se verranno convocati in tribunale come imputati, e non più come parte offesa, potranno proteggersi con lo scudo del legittimo impedimento. Spediti verso l'esaltazione dell'impunità e del menefreghismo nei confronti dei cittadini e delle istituzioni . Una mossa che vale al Pdl il titolo di "furbacchioni". Daltronde lo sanno tutti, che la terza volta, è quella buona.


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sabato 30 gennaio 2010

Scripta manent, verba volant - le parole volano ma quello che è scritto rimane

Non commenterò questo documento. Il silenzio non è uno stato di quiete, ma una tensione, quella di un gorgo in cui i suoni si avvitano attratti verso il fondo. Carta canta!


Puoi ingrandire il documento con un click

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mercoledì 20 gennaio 2010

Processo breve e mozzarella di bufala: Scoperti ad "annacquare" la costituzione italiana

Approvata dal Senato la norma transitoria del ddl per il processo breve che prevede l'applicabilità della normativa a processi in corso. Migliaia di processi finiranno al macero grazie all'estinzione del processo, che non trova riscontri in europa. Lo scontro con la maggioranza e opposizione sembra che non fermerà lo scempio della giustizia italiana. Il parlamento viene piegato in questo caso agli interessi personali di una persona che facendo il presidente del Consiglio non vuole essere giudicato . Mentre Berlusconi è certo che il processo breve sarà firmato da Napolitino noi speriamo che tutti insieme appasionatamnete non siano colti in flagrante come il Presidente del Consorzio per le mozzarelle di bufale ad "annacquare" non il latte, ma la costituzione italiana.













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mercoledì 9 dicembre 2009

Processo breve: Commissione Csm lo dichiara incostituzionale

Sono tre i principi della Costituzione che violerebbe il ddl sul processo breve, compresa una convenzione internazionale dell'Onu contro la corruzione. Ma non finisce qui per i reati dei colletti bianchi si tradurrà in una "assoluta amnistia". Migliaia di processi finiranno al macero grazie all'estinzione del processo, che non ha riscontri in europa.
















La Sesta Commissione del Csm boccia il provvedimento voluto dalla maggioranza in pieno e con questo il primo firmatario Maurizio Gasparri rivelando ridicole e inopportune le ottimistiche previsioni sull'impatto previsto del ministro della Giustizia Alfano.


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lunedì 23 novembre 2009

Oltre 1 milione di procedimenti interrotti gzie ai "processi brevi" del governo

Il 50% dei procedimenti pendenti a Roma, Bologna e Torino saranno prescritti; mentre a Firenze, Napoli e Palermo, l'estinzione riguarderà una percentuale di procedimenti intorno al 25%. Eccoli, i numeri del disastro giudiziario, sono queste le percentuali dei procedimenti in fase di udienza preliminare e dei dibattimenti in primo grado già prescritti, o dei quali sarebbe imminente la prescrizione, nel caso che entri in vigore il disegno di legge sul processo breve.

Quello che ci chiediamo è come il Ministro della Giustizia Angelino Alfano, alla Camera ha potuto prevedere una prescrizione dell'1% dei procedimenti pendenti. Incompetenza da parte di una delle più autorevoli cariche dello stato, proprio nella materia trattata dal suo ministero. La rilevazione è stata compiuta nei tribunali capoluogo dei maggiori distretti, su un campione particolarmente significativo e rappresentativo, perché proveniente dai tribunali delle grandi città. Circa 3 milioni e 300 mila i processi pendenti una media del 33% fa oltre un milione processi che verranno interrotti allo stato attuale. Certamente i numeri sono legati alle residue possibilità di prevedere risorse e stanziamenti adeguati al rilancio della giustizia. Se non arrivassero tali risorse sarà difficile da parte dei giudici e pubblici ministeri, ma anche gli organi di polizia giudiziaria svolgere serenamente e con impegno il proprio lavoro, sapendo che la metà della loro attività sfumerà certamente entro il primo grado di giudizio.


















Ancora una volta il governo sembra aver fatto i conti senza controllare se esiste un'effettiva copertura finanziaria. Le perplessità che a nostro avviso ci sembrano evidenti, sono legate ai tempi necessari per mettere in moto la nuova macchina giudiziaria che nell'Italia che conosciamo non saranno brevi come i processi.

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sabato 14 novembre 2009

Processi brevi: Non è accettabile aprire a scenari devastanti.

Il Pdl e la Lega preseno al Senato il testo del ddl per il cosiddetto processo breve. Illustrato ai giornalisti dal presidente e il vice presidente dei senatori Pdl, Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello. Il ddl, che porta il titolo 'Misure per la tutela dei cittadini contro la durata indeterminata dei processi', è composto da tre articoli e prevede, tra l'altro, la prescrizione dei processi in corso in primo grado per i reati "inferiori nel massimo ai dieci anni di reclusione" se sono trascorsi più di due anni a partire dalla richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero senza che sia stata emessa la sentenza.



LE MIE PERPLESSITA':
Il reato si prescrive dopo due anni dalla data di rinvio a giudizio vuol dire che per reati molto seri non si ultimeranno i processi: penso ai processi come Cirio e Parmalat.
Snellire il sistema giustizia va bene ma non facendo saltare i processi in corso più importanti, non è accettabile aprire a scenari devastanti.

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giovedì 29 ottobre 2009

Berlusconi alla carica con il lodo Ghedini: Bossi e Fini frenano

Istituzioni sempre più in affanno. Bossi e Fini contro Ghedini per le perplessità sulle norme ad personam studiate in quel di Padova dall'avvocato del Cavaliere. E stavolta il Guardasigilli Alfano dopo avergli dato il suo nome ne vuole rimanere fuori. Proprio così, tant'è che ieri sera, durante la riunione della Consulta del Popolo delle Libertà per la giustizia, un accordo sembrerebbe stato già preso, dunque "niente passi da palazzo Chigi". Allora via al lodo Ghedini che secondo il mio modesto parere ha delle evidenti sconvenienze, in quanto, se da un lato i processi verranno trasferiti a Roma, dall'altro il premier non potrà accampare impegni da spendere come legittimi impedimenti.

LE MIE PERPLESSITA’: Si aprono scenari di trattativa con l'opposizione, non vorrei che Bersani trovi spunti per una tregua fatta di compromessi sul futuro lodo. Se così fosse si sarebbero spese parole inutili.


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giovedì 8 ottobre 2009

Tutti i lodi arrivano al pettine

"Il lodo Alfano è illegittimo" così si è pronunciata la Consulta, spiegando che la legge che impedisce di processare il Premier viola la costituzione. D'altra parte il Primo Ministro parla di giudici policitizzati e con un intervento non tollerabile, durante la trasmissione Porta a Porta di ieri sera, ribadisce le accuse al Presidente della Repubblica considerandolo di parte. Ora è chiaro che ricominceranno i processi di Milano rerlativi al caso Mills e diritti tv, considerati i più pesanti. Ci sembra che a distanza di quindici anni non sia cambiato nulla, anzi le cose sembrano peggiorare per colpa di una politica di destra, ma anche di sinistra che non è stata capace di risolvere il conflito di interessi trascurando la possibilità di riformare la giustizia. La bagarre continua ed invece dei problemi del paese si continuerà a parlare delle vicende private del Premier.




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martedì 6 ottobre 2009

Berlusconi corresponsabile di corruzione di questa enormità giuridica?


ELENCHIAMO I FATTI:

1989 Mario Formenton erede della famiglia Mondadori e Carlo Mondadori si accordano per la vendita della casa editrice in difficoltà ormai da tempo.

1990 Alla morte di Formenton i figli rinnegano l’accordo con De Benedetti a vantaggio di Berlusconi

1991 I giudici danno ragione a Berlusconi. Fininvest e De Benedetti si accordano per la spartizione della Mondadori

2007 La cassazione dopo tre gradi di giudizio stabilisce che la sentenza fu originata da corruzione in questo caso del giudice Metta da parte di Cesare Previti avvocato di Silvio Berlusconi. Condannati a 2,9 anni di carcere Metta e 1,6 anni Previti



Berlusconi non poteva non sapere in qualità di presidente di Fininvest quello che stava succedendo. Nonostante la dura reazione del Premier che si dice allibito e parla di enormità giuridica, non sembra che la vicenda debba essere considerata contorta. Certo non è il solo problema per il Premier che si trova stretto nella morsa che va dal lodo Mondadori con suoi 750 milioni di euro di risarcimento allo scudo processuale che avrà oggi la sentenza della Corte Costituzionale. Se il lodo Alfano risulterà essere incostituzionale si apriranno di certo nuovi scenari e qualcuno parla già di elezioni anticipate.

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