
D'alema si dovrà trovare un’altra maschera da indossare. Bersani perde colpi e dichiara che il partito democratico non ha perso. Vuole coprire il declino iniziato per lui molto tempo prima delle elezioni. Berlusconi intanto approda su Facebook e con un discorso registrato comunica al popolo del più famoso social network dietro una sua fotografia sorridente. Deve aver sentito puzza di bruciato. Raiperunanotte, la trasmissione inventata da Santoro per protestare contro la chiusura dei talk show durante il mese che precedeva le elezioni, arriva nelle case di milioni di italiani grazie al tam tam della rete. Beppe Grillo con il suo Blog mette in piedi un movimento serio fatto di giovani che con solo quattro regioni raccogli quasi mezzo milioni di voti. La rete potrebbe consegnargli una bella fetta di elettori alle prossime elezioni del 2013 e il popolo delle libertà comincia a masticare malvolentieri i dati pervenuti riguardo la rete in questi ultimi tempi. Sono trascorsi solo pochi mesi da quando i ministri Alfano e Maroni volevano chiudere Facebook e oggi ci si accorge che la rete non può essere fermata ma solo cavalcata. Se in precedenza i baluardi delle libertà vigilate hanno sottovalutato la rete oggi dovrebbero comprendere che in rete non c’è spazio per le mistificazioni politiche. La rete è interazione da parte dei singoli individui che premiano le idee sulle basi di reali informazioni a loro volta giudicate da altrettanti cittadini. Noi tutti produciamo gli anticorpi che fanno di una notizia falsa, una notizia falsa. Le piazze virtuali sono monitorate e i dati e le statistiche sono visibili a tutti.








