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domenica 11 aprile 2010

martedì 6 aprile 2010

Un cittadino confuso è una persona che non ha conclusioni, attende e non chiede risposte.


L'Italia soffre i privilegi di pochi ma non si chiude in se stessa e affronta a viso aperto le leggi ad personam, l’appropriazione indebita dei fondi pubblici, la corruzione, la speculazione edilizia, il tentativo di privatizzare l'acqua. Lo fa fuori dai salotti bene, frequentati dalla casta politica. Si riunisce fuori dai palazzi del governo, nei circoli, a casa degli amici, nei pub, nelle sedi delle associazioni e dei movimenti popolari, in rete. Espressione massima della democrazia che cerca soluzioni purtroppo a lungo termine. Mentre non si vede l'ombra di una proposta nelle televisioni italiane si scopre la realtà. I programmi di approfondimento politico, oggi non mi convincono, portano il cittadino ad un punto di domanda, magari radicalizzano ma non sono portatori di riforme e cambiamento. Un cittadino confuso è una persona che non ha conclusioni, e non chiede risposte. La crisi per il politico e per la televisione è effimera, dura soltanto il giorno in cui la si scopre, dopo di che iniziano le opportunità.

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mercoledì 4 novembre 2009

Privatizzare l'acqua significa quotare la nostra vita in borsa

Siamo di fronte alla vittoria del mercato, della merce, del profitto. Ci resta ormai poco o nulla di comune, vince la politica delle privatizzazioni vince l'interesse. Oggi l’acqua è il bene supremo che andrà sempre più scarseggiando, sia per i cambiamenti climatici, sia per l’incremento demografico. Questa è la politica che nuota nel fango! Al senato si discute del l’articolo 23bis del decreto legge 112, di Tremonti approvato dal Governo Berlusconi. Questo articolo prevede che la gestione dei servizi idrici sarà sottomessa alle regole dell’economia capitalistica. L’acqua potrebbe non essere piu’ un bene pubblico, ma sara’ gestita privatamente da multinazionali internazionali. Quelle stesse multinazionali che attualmente gestiscono le acque minerali. L'acqua dunque è vita, privatizzarla significa mettere la nostra vita nelle mani di persone senza scrupoli, significa quotare la nostra vita in borsa. Chi controlla i bisogni primari, controlla la società e qualcuno vuole questo, il controllo. PDL e PD questo lo sanno bene e lo accettano. L'acqua non è una merce, è un diritto, come respirare, parlare, amare. Siamo fatti di acqua e di sangue.



Purtroppo non tutti accedono a questo diritto, proprio per questo io non avrei mai immaginato che si potesse arrivare a privatizzare l'acqua, come non potrei mai immaginare che un giorno si venda e si compri sangue, oggi ne sono un poco meno sicuro!

Entra nel sito del Senato e leggi il resoconto stenografico della seduta 272 del 04/11/2009 e troverai alcuni responsabili.


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