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martedì 2 marzo 2010

Il Presidente del Senato assolve la politica medievale dei principianti che non riescono nemmeno a candidarsi

Trattative, forti pressioni, minacce, e telefonate a non finire per decidere i nomi dei candidati di una lista da presentare alle regionali. Liste di candidati che vengono cambiate all’ultimo momento per togliere un nome scomodo o inserirne un altro. Questo accade solitamente all'interno dei partiti nei giorni e nelle ore che anticipano la consegna delle liste. Questa è la democrazia che vi servono i vostri politici. E così, negli ambienti romani del popolo delle pressioni minacce e libertà, si fanno sempre più insistenti le voci di una telefonata arrivata all’ultimo minuto in Tribunale per togliere alcuni candidati che non dovevano stare in lista. Alcuni bravi ragazzi, che erano lì a controllare che al loro padrone candidato non venisse fatto lo sgambetto dell’ultimo minuto, accorgendosi che il fatto stava per accadere, hanno movimentato quegli attimi già concitati facendo scordare una firma che tramite l'ufficio centrale elettorale della Corte d'appello di Roma, ha decretato l'esclusione del listino di cui è capolista la candidata Renata Polverini. Mentre la lista di Roberto Formigoni non viene ammessa alle elezioni regionali lombarde per le irregolarità riscontrate dalla corte d'appello di Milano su 514 firme.

Intanto il Presidente del Senato Renato Schifani chiede fortemente che possa essere garantito il diritto sacrosanto di voto, previsto dalla Costituzione, chiedendo che prevalga la sostanza sulla forma quando la forma non è essenziale. La sua una presa di posizione a favore dei politici e della politica degli amatori. Una dichiarazione chiara esplicita che rende legittima questa forma medievale di scontro che consegna i gravi problemi dei cittadini italiani in mano a principianti che non riescono nemmeno a candidarsi.


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mercoledì 16 dicembre 2009

Secondo il coordinatore del club delle libertà Tartaglia non sarebbe stato solo: Meno male che Andrea di Sorte c'è

Andrea Di Sorte coordinatore dei club della Libertà che domenica pomeriggio era a Milano accanto al premier nel momento dell'aggressione è stato contattato dalla polizia che ascolterà la sua versione dei fatti in seguito alle sue dichiarazioni: "Poco prima che l'aggressore scaraventasse contro il presidente la statuetta ho visto che c'è stato dietro... come se lui si stesse dimenando per prendere qualcosa da qualcuno che ovviamente non ho visto. Mi è sembrato di vedere proprio questo gesto che lui stesse prendendo qualcosa e questo l'ho visto perchè avevo degli amici che erano lì alla sbarra e mi stavo preoccupando che potessero salutare il presidente del Consiglio. E poi mi è sembrato di vedere un nylon - prosegue Di Sorte - come se questa cosa fosse avvolta in un nylon. Quando poi è stato catturato dalla polizia e dal servizio d'ordine, la cosa che mi ha fatto tornare in mente quello che avevo visto poco prima è stato il fatto che lui ha detto, appena catturato: sono solo, sono solo, non c'è nessuno dietro di me'. Io invece ho avuto la percezione che qualcuno gli stesse passando qualcosa".



Un agguato si premeditato, dettato probabilmente solo dalla instabilità psichica di Massimo Tartaglia che a nostro modesto parere, difficilmente potrebbe essere stato armato del duomo di Milano da persone che non si sarebbero potute fidare proprio di quella istabilità psichica ormai accertata. Dichiarazioni inopportune di chi cerca un poco di pubblicità.

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giovedì 12 novembre 2009

Lo scudo mediatico di Berlusconi

Perchè i giornali non si chiedono se Berlusconi farà il test antidroga? Dovrebbe essere, come Capo del Governo, il primo a dimostrare che non fa uso di sostanze stupefacenti e d'altra parte l'occasione per dare un affondo a quella che chiama informazione spazzatura, per uno pulito, sarebbe ghiotta. La domanda deve essere fatta ma i giornalisti sono in silenzio stampa. Sfogliando i media cartacei e virtuali di questi giorni in evidenza c'è il nulla.

Eppure i sospetti sulla cocaina ai festini del Premier, frequentati da escort, sono finiti per settimane in prima pagina su alcuni giornali.























Dopo il fallimento provvisorio del lodo Alfano Silvio sembra aver trovato uno scudo mediatico.

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