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lunedì 12 aprile 2010

Tremate dal basso nasce la consapevolezza


Il mio terzo occhio oggi è il presupposto dell'intuito e della "chiaroveggenza". Non solo il mio ma quello di molte persone che finalmente si rendono consapevoli di come brutalmente i politici per loro prendono decisioni. Ho attivato il sesto chakra che comporta l'emancipazione dell'intuito personale. L'intuizione è la capacità di captare una verità senza l'uso della logica mentale. Essa fa parte della sfera irrazionale dell'uomo. Una forte intuizione porta alla "divinazione". Un essere in evoluzione passa dall'iniziale intuizione alla piena attivazione dei sensi e così alla veggenza. Quando il terzo occhio è totalmente aperto è possibile fare dei check-up particolareggiati. Oggi vedo altre realtà, oltre a quella fisica, come ad esempio le entità disincarnata del Premier che cerca la consacrazione della sua immagine, e vedo l'aura dei giovani che presentano liste civiche per scardinare il sistema corrotto della politica italiana. Rivivo in pieno la mia vita passata, ma allo stesso tempo vedo quella degli altri. Ma non resto, però, nella più completa discrezione come prevede lo stato spirituale che mi avvolge. Purtroppo no! Potrei fare un volo astrale o praticare la magia nera contro le lobby dei partiti, lanciare il malocchio all'avvocato Ghedini, sperimentare fatture su D'Alema, indirizzare malefici verso Calderoli o ricorrere alla stregoneria per persuadere a non firmare il Presidente emerito della Repubblica italiana. Nella simbologia la veggenza è la sfera di cristallo, dove guardando dentro si vedono cose lontane e segrete. Daltronde anche nel Vangelo vi è un accenno al terzo occhio. "La lucerna del tuo corpo è il tuo occhio. Se il tuo occhio è sano, tutto il tuo corpo sarà luminoso. Ma se il tuo occhio è malato, tutto il tuo corpo sarà nelle tenebre. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande e nera sarà la tenebra!" (Matteo 6,22-23)

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mercoledì 31 marzo 2010

La televisione viene prima della politica



La politica come bene di consumo non più dialogo argomentato dal confronto delle idee a volte contrastanti. Le opinioni, per i nostri politici, non possono essere modificate. I mezzi di comunicazione di massa, quelli che Pasolini già allora spiegava in modo eccellente, hanno imposto lo scenario dello spettacolo agli attori della politica italiana e al pubblico pagante. Ci si affaccia ancora oggi puntualmente al balcone per parlare agli italiani, maniaci dell’immagine e poco professionali. Non si compete come prima con le idee ma con le presenze mediatiche. La politica si compra al supermercato a prezzi stracciati. Si entra così in relazione anche con persone altrimenti non contattabili o non disponibili all’ascolto di questo o quel personaggio. E allora ecco spuntare nuove professioni e nuovi consulenti con lo specifico compito di far risaltare sempre il meglio di quanto espresso dal proprio Leader. Per ritornare al principio della democrazia, a mio avviso, il primo passo da compiere spetta alla cittadino che può oggi trovare una maggiore azione interattiva. lasciamoci alle spalle la perdita del rapporto faccia a faccia, per ritrovare l’istinto dello scambio che impone per avere una determinata cosa quello di darne un'altra.

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lunedì 29 marzo 2010

Tu metteresti la faccia accanto a quella di Gheddafi?

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Questo video è stato inserito nel suo Blog da Beppe Grillo

I nuovi passaporti per i cittadini libici avranno con ogni probabilità l'immagine in filigrana di Muammar Gheddafi e Silvio Berlusconi. I due sono immortalati mentre si stringono la mano al momento della firma dell'Accordo di Amicizia e Cooperazione fra Italia e Libia nell'agosto del 2008 a Bengasi. Dunque cominciano finalmente a delinearsi compiutamente i contorni della stupefacente “operazione” di recupero del dittatore libico Gheddafi. È tempo di chiarire che tipo di politica estera sta conducendo il governo; è tempo che la Farnesina chiarisca e spieghi la portata reale degli accordi stipulati con Tripoli; è tempo che il parlamento ne sia informato e che l’opposizione finalmente, esiga di sapere come stanno le cose, ed esca dalle infelici ambiguità che da sempre lo caratterizzano. Rapporti ambigui che vengono da lontano: non dimentichiamo l’impunità concessa ai killer di Gheddafi che uccidevano in Italia i dissidenti libici, e impuniti venivano rimpatriati; non dimentichiamo i corsi di addestramento a piloti libici in Italia e da parte di addestratori italiani in Libia, anche negli anni in cui massima era la tensione tra la Libia e la comunità occidentale. Ma oggi si è raggiunto il vertice di questa ambiguità e di questa ipocrisia, costituito dalle fotografie e i video che immortalano in abbracci fraterni e baciamano Gheddafi e Berlusconi.

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Gli italiani votano meno e per la politica non è primavera.


Gli italiani votano meno e per la politica non è primavera. Ad influire sui dati che prospettano un calo di 9/10 punti ci sono vari fattori. Anche non politici. La stupenda giornata primaverile sostenuta dall’ora legale ha reso svogliati i probabili elettori? Forse la rovinosa caduta si può addebitare alla disaffezione dalla politica? Magari la colpa è dell’odio seminato dalla sinistra antidemocratica del paese? Come direbbe Silvio Berlusconi. La sentenza che dovrebbe trovare conferma in alcuni regioni accentua la vittoria della sinistra, in altre quella della destra, anche se in media la prima sarà più avvantaggiata dall'astensione. Vedo come responsabile il peggioramento del clima sociale e la non curanza da parte della politica riguardo i temi del lavoro e della crisi, una politica che dovrebbe smettere di occuparsi di giustizia, di intercettazioni, di Radio Televisione Italiana, o di liste escluse. Cerchino un sistema che porti via dal parlamento corrotti e corruttori e ripristino in questo paese un esempio di legalità. Se una responsabilità oggettiva esiste, la si può trovare esclusivamente nel soggetto politico che invece di farla la politica si affanna a cercare sistemi che salvino il suo modo di fare politica. Per i politici non entra entra l'ora legale e le giornate rimangono più corte. Prendiamo, comunque, l’astensionismo come un segno di viva protesta che ci fa sperare che un giorno gli italiani torneranno a votare.

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sabato 27 marzo 2010

NESSUN DORMA

Il popolo oggi non può essere un soggetto storico come lo è stato nel 1968. Allora grandi movimenti di massa spontanei attraversarono quasi tutti i paesi del mondo con la loro carica contestativa e sembrarono far vacillare governi e sistemi politici in nome di una trasformazione radicale della società. All’epoca esisteva un conflitto tra due specifiche volontà e gli interessi di un operaio non erano quelli del suo padrone. Per questo ci fu uno scontro. Oggi operai e padrone sono la stessa cosa. Oggi non ci sarà nessuna rivoluzione perché non c’è nessuno con cui prendersela. Le decisioni che contano vengono prese altrove. Padrone e operaio sottostanno al mercato e allo stato attuale combattere il mercato è cosa impossibile. I nostri uomini politici in genere sono tutti strettamente collegati ai vari padroni del mercato e giocano un ruolo marginale ma importante tramite il governo nel cercare di prevenire che i cittadini abbiano, sappiano e si ribellino.

LA LIBERTA’ VIGILATA
Il governo mantiene l’ordine e vigila sulle risorse disponibili e sul potere economico del singolo cittadino, consapevole che nella nostra società il lavoro che si tramuta in potere d’acquisto per un cittadino e sinonimo di libertà.

L’INFORMAZIONE CONTROLLATA
Il controllo dei mezzi di comunicazione di massa, il controllo dell’informazione e la divulgazione delle idee. L’uomo non può che giudicare sulla base delle informazioni che possiede. Nascondere e divulgare, confondere e sistematicamente smentire.

IL CONTROLLO CELEBRALE
La droga e l’alcol spengono le coscienze dei giovani dandogli l’illusione di vivere in un mondo per cui non vale la pena perdere tempo a cercare un futuro socialmente migliore.

IMBARBARIMENTO CULTURALE
Il controllo delle risorse per l’istruzione gioca un ruolo fondamentale in quanto solo un popolo ignorante può essere manipolato e controllato. Non da meno l’intento di rendere i singoli individui simili l’uno con l’altro eliminando tutti i principi nobili e rendendo i più giovani estimatori di modelli vuoti ma allo stesso tempo irraggiungibili.

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domenica 21 febbraio 2010

Il festival politico della canzone italiana diventa la succursale di Mediaset

Il festival di Sanremo sembra essere proprio lo specchio dell'Italia in cui viviamo. La Rai diventa per una settimana la succursale di Mediaset. In sostanza in mancanza d'illuminazione e incapace di mettere sù un festival, ormai in via di estinzione, la Rai si è svenduta e sottomessa allo staff di Mediaset per due anni di seguito. Proviamo ad immaginare che Mediaset nel 2009 sotterra l’ascia di guerra della concorrenza nel periodo del festival di Sanremo, sospende le trasmissioni che in quella settimana possono dare fastidio, a condizione che la conduzione dell’Ariston, organizzazione compresa, venga affidata al bipartisan Bonolis di Canale 5 e agli interventi della valletta Maria De Filippi, unica condizione che vinca un concorrente di Amici dell' R.T.I. (acronimo di Reti Televisive Italiane) S.p.A. di cui Mediaset è proprietaria al 100%. Stessa storia per il 2010 dove questa volta vediamo spuntare Maurizio Costanzo.

Niente di più facile basta il televoto. I concorrenti Carta nel 2008 e Scanu nel 2009 per mesi su giornali e tv durante la loro partecipazione ad Amici hanno usufruito di un ottima campagna elettorale. Personaggi che per un intera stagione sono in prima serata in diretta tv non lasciano nessuna possibilità, durante un televoto, a cantanti che raramente si intravedono attraverso le televisioni principali. Figuriamoco quando a votare sono, senza dubbio, i più giovani armati di telefonino fin dalle appassionate serate passate in compagnia della De Filippi (Amici). Per non parlare della possibilità di truccare il tutto acquistando traffico telefonico a dismisura o sim in quantità visto che per dirne una Vodafone non mette limiti ai numeri che si possono intestare ad una persona. Sanremo sembra essere sempre più simile alla politica. Politico e corrotto il festival concede un secondo posto al cantante ballerino nonché rampollo Savoia. A lui che agli italiani chiedeva la restituzione di beni per milioni di euro, tra cui la tenuta di Castelporziano, più che un secondo posto avrei dato un nuovo esilio. Ma come avevo detto in un articolo precedente i nostri giovani ritengono interessante ciò che è strano, ed è loro indifferente che esso sia vero o falso. Buon canone Rai a tutti.

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sabato 13 febbraio 2010

La mia storia d'amore con l'italia è in crisi

La mia storia d’amore con l’Italia è in crisi. Una visione di un paese razzista, di destra e corrotto affievolisce le mie passioni. Il nostro è un paese dove c'è tepore al posto del freddo, luce al posto del buio, passione al posto di repressione. Negli ultimi anni mi sono interessato alla lingua, all’arte e, ovviamente, alla storia del nostro paese, ma non me la sono fatta raccontare, io me la sono andata a cercare, nascosta. Una storia per libri che non si sarebbero mai venduti.

Rimasi affascinato anche dalla politica. Mi viene in mente la Bologna città moderna impeccabile, attiva e straordinaria della sinistra italiana colta e acuta allo stesso tempo. Non esiste ormai più la combinazione accattivante tra socialismo e stile. Dio mi è testimone che non voglio scaricare tutte le responsabilità su Berlusconi che, nonostante mi ritrovi spesso a scrivere di lui, rimane a me indifferente. E se automatismi sembrano portare l’Italia sempre di più verso una politica controllata e dominata dai media, sostengo che la rete riscatterà la nostra voglia di giustizia e legalità. La storia degli ultimi 150 anni con le sue catastrofi e l'alternanza di governi di destra, può farci pensare che il bel paese non è mai stato quel paradiso liberale di cui si illudono a volte i progressisti europei. Un paese il nostro molto più corrotto, depravato, razzista e anarchico di quanto possiate immaginare. Qual è la mia Italia dunque? Semplice. E' un Italia seria, dignitosa, coraggiosa, un Italia meritevole di rispetto, quel rispetto che nemmeno mezzo secolo di democrazia è riuscita a guadagnarsi. Quando si vuole deconcentrare l'attenzione su qualcosa di sporco basta crearne in successione tante altrettanto sporche. Sveglia dunque si aprano gli occhi dinanzi al totalitarismo che non può che sminuire i singoli pregi di un paese che culturalmente merita di più.

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domenica 6 dicembre 2009

La riscossa dei politici italiani

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lunedì 9 novembre 2009

Banali i giornalisti, banale è politica, banali gli strumenti del potere espressione di persone e personaggi che si alternano nei ruoli

In un editoriale il direttore del tg1 definisce l'abolizione dell'immunità un diritto da sanare dichiarando la politica sottomessa alla magistratura. A giornalisti e politici la riforma della giustizia sfugge di mano, ma non le inutili polemiche televisive.

Parla di ripristinare l'equilibrio tra potere politico e potere giudiziario alterato dall'abolizione dell'immunità parlamentare, il direttore del Tg1 Augusto Minzolini, lo fa in un editoriale, lo fa in televisione nell'edizione di fine serata, «...i gruppi parlamentari sono affollati di magistrati e ci sono addirittura partiti fondati dai magistrati». Anche questa sera il direttore del Tg1 ha dettato agli italiani la linea sulla giustizia. Ancora una volta Minzolini cerca di difendere il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non rispettando il suo ruolo di giornalista e direttore di testata.

La politica non è da meno e interviene perdendo l'occasione di stare in silenzio, ancora una volta, per non cadere in contraddizione. Daniele Capezzone portavoce del Pdl replica «Siamo alle solite. Il Pd, attraverso la neopresidente Bindi, vorrebbe censurare e ridurre al silenzio Minzolini. Ma come? Fanno le manifestazioni per la libertà di informazione e poi - conclude - tentano di imbavagliare un giornalista "colpevole" di essere libero».

Rosy Bindi, presidente dell'Assemblea nazionale Pd, osserva: «Siamo esterrefatti! Il direttore del Tg1 deve smettere di spiegare agli italiani che il presidente del Consiglio ha ragione. Non è questo il ruolo dei giornalisti del servizio pubblico, men che meno di un direttore di testata. Il Parlamento sarà anche pieno di magistrati ma la Rai - osserva - è soffocata dai portavoce di Berlusconi».



Banali i giornalisti, banale è politica, banali gli strumenti del potere espressione di persone e personaggi che si alternano nei ruoli del caso nella feroce e banalissima televisione.

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martedì 3 novembre 2009

Politici - indecisioni - crocifissi - il paese attende risposte vere

Le autorità politiche esistono per garantire al paese riforme strutturali che abbiano il fine di essere utili al paese, oggi si vuole far partire una riforma della giustizia iniziando dal fatto che questa può servire al governo più che al paese. La politica deve uscire dal fango e Silvio Berlusconi risponde nel libro di Bruno Vespa dicendo di non essere ricattabile. La politica dichiara il taglio dell'irap, poi prende tempo e boccia tecnicamente la proposta, manca la copertura. Il Partito Democratico inverte la rotta e cerca un accordo sullo scudo fiscale, serve comunque al paese. Rutelli e Casini lavorano sulle perplessità di Montezemolo sul grande centro. Mentre nel paese i poveri sono in aumento, lo dicono le statistiche, la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo dichiara con una sentenza il crocefisso appeso nelle aule scolastiche una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni e della libertà di religione degli alunni.
















La settimana è appena cominciata e l'idignazione dei politici per quest'ultima sentenza sul crocefisso mi sembra un ottimo argomento per coprire le ultime indecisioni di destra, di sinistra e di centro.

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Il grande centro non è una follia - lo è aver discusso alcuni anni di bipolarismo per trovarci al punto di partenza.

Rutelli lascia il Pd e già si ipotizza quanti deputati e senatori riuscirà a trascinarsi dietro. Una cosa è sicura, il Partito Democratico perde centristi, si ritrova a fare un passo indietro tornando alle vecchie abitudini, per così dire quelle Piddiessine.
Ma Rutelli sarà in grado di spostare molti voti? La vecchia Margherita aveva circa l'11% di preferenze alle ultime consultazioni a cui ha partecipato. Sembra chiaro dunque che una metà Rutelli potrebbe sicuramente attirarla. Vedo un centro di stampo francese, costituito da Rutelli e Casini. L'incombere del terzo polo mi lascia perplesso, quando negli ultimi anni si sono spese moltissime energie per portare il paese al bipolarismo.





















Il gioco delle parti continua. Attendiamo le notizie dei prossimi giorni, di sicuro Rutelli dovrà essere più determinato. A chi dice che il terzo polo non sarà in grado di esprimere potenzialità, ricordo che l'asso nella manica potrebbe essere Luca Cordero di Montezemolo.
l'italiano è volubile e il clima intorno al Cavaliere e sempre più infuocato, la chiesa spinge e le sorprese sono alla porta.

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giovedì 29 ottobre 2009

Si naviga in acque torbide: il paese è pieno di contraddizioni

Siamo il paese delle contraddizioni, e le telefonate in diretta del Presidente del Consiglio non riescono a trovare un valore. Corona si fa 130 giorni di carcere, mentre l'agenzia fotografica milanese che ha trattato il caso Marrazzo non viene nemmeno sfiorata. Bruno Vespa dice "chi rifiuta un intervento telefonico del presidente del Consiglio è matto". Giovanni Floris dice che chi lo accetta dimostra di essere un giornalista libero. Mentre il telefono di Annozero risulta essere sempre occupato.

Si naviga in acque torbite, daltronde Marazzo avrebbe potuto ammettere naturalmente la passione per i transessuali, trovandosi nella condizione di vittima, un pò come il Presidente del Consiglio con le sue escort. Andare con puttane o transessuali non dovrebbe essere oggetto di differenze, a confermare tale teoria chiamerei in causa il Presidente della Regione Puglia dichiaratamente omosessuale ed ancora al suo posto.

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domenica 18 ottobre 2009

La politica non esiste più esistono solo uomini di spettacolo

Week end caratterizzato dalle solite polemiche, e dalle uscite strampalate dei nostri politici infrasettimanali che cercano a tutti i costi di fare notizia. Si discute ancora una volta di ora di religione islamica a scuola, dei calzini turchesi del Giudice Mesiano, che ha pronunciato la sentenza Mondadori, e di Inno Nazionale usato per pubblicizzare delle calze. Mentre a Firenze il degrado viene video documentato da telecamere per la sicurezza, un albergatore per arginare la maleducazione dei nostri giovani espone un cartello che chiede, perlomeno, di non urinare sulla porta finestra. I rapporti tra Stati Uniti e Iran sono sempre più compromessi e migliaia di persone al freddo aspettano la casa del post terremoto.

Messaggio in codice: Se oggi fa freddo rinfranchiamoci perchè dopo la pioggia dei prossimi giorni le previsioni dicono che tornerà il sole.


















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