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mercoledì 6 gennaio 2010

Umar Faruk Abdulmutallab: Esplosivo nascosto nelle mutande fa saltare il sistema di sicurezza













La preoccupazione per i falliti attentati terroristici tiene banco nel sistema informativo. Umar Faruk Abdulmutallab arrestato per il fallito attentato dei giorni scorsi, è stato in grado di salire a bordo dell'aereo Usa con esplosivo nascosto nelle mutande, e avrebbe potuto causare la morte di centinaia di persone. Risulta evidente che la sicurezza ha fallito in maniera disastrosa. Se da una parte ci si spende per smantellare le reti terroristiche una volta per tutte, dall'altra si dovrebbe spendere risorse adeguate per la prevenzione e la sicurezza dei cittadini. Scoprire gli errori commessi e correggerli al più presto per evitare che si possano ripetere nuovi attacchi è l'unica politica auspicabile.

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domenica 8 novembre 2009

Il Ministro Maroni scopre solo oggi il pericolo jihadista

Il Ministro Maroni scopre il pericolo jihadista, dichiarandolo a tutta la Stampa estera. Dopo l’attentato verificatosi ad una caserma dell’esercito a Milano, il quadro della minaccia del terrorismo in Italia «è cambiato e pensiamo che ci possano essere cellule che si formano, si finanziano e si addestrano per fare attentati in Italia». Ora il Ministero avrà sicuremente fonti particolari, ma non sembra dire niente di nuovo.

Al Qaeda attraverso pubblicazioni su internet, invita i simpatizzanti del gruppo terroristico presenti in Occidente a entrare in azione ormai da anni. Nell'ultimo messaggio si parla della necessità di compiere un attentato: «Non avete bisogno di un grande sforzo e nemmeno di molti soldi per fabbricare decine di piccole bombe». E ancora: «Si può fare tutto nella cucina di vostra madre», evocando in qualche modo l'episodio di Mohammed Game, il fallito kamikaze di Milano.



Signor Ministro Maroni, scongiuriamo simili avvenimenti e auguriamoci una presenza costante da parte dello Stato che ci garantisca una maggiore sicurezza, ma se dovesse sapere qualcosa in più la dica, altrimenti farebbe meglio a non seminare ulteriri paure.


















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giovedì 5 novembre 2009

Abu Omar - Interpretazione anomala di giustizia

I fatti: Il Direttore del Sismi (servizi segreti) Pollari, alcuni suoi uomini e i 26 agenti della Cia erano accusati di aver prelevato il religioso islamico Abu Omar, indagato dalla Procura di Milano per terrorismo internazionale, nel febbraio del 2003. Abu Omar fu poi portato in Egitto, dove fu torturato, tanto da subire lesioni permanenti.
Il giudice Oscar Magi, nel processo milanese per il sequestro dell'ex imam di Milano Abu Omar, non ha condannato proprio tutti.

Analizziamo le condanne:

Condannati per favoreggiamento due ex agenti del Sismi, Pio Pompa e Luciano Seno.

Non luogo a procedere per esistenza del segreto di Stato per l'ex direttore del Sismi Nicolò Pollari.

Condannati buona parte degli agenti Cia accusati di aver preso parte al sequestro di Abu Omar.

Assolto l'ex responsabile della Cia in Italia Jeff Castelli.











Le mie perplessità: una sentenza che non fa pagare il responsabile di un organizzazione e non giudica il direttore di un'altra travolgendo solo i loro agenti mi sembra un interpretazione anomala di giustizia.

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mercoledì 28 ottobre 2009

Bin Laden è vivo? Inquadrato in un video di bassa qualità

Alcuni fotogrammi mostrano un uomo che assomiglia al fondatore di Al Qaeda. Ma la qualità dei fotogrammi è pessima



















Alcune immagini sfocate che ritraggono un presunto Bin Laden sono emerse da un video girato in occasione della festa Eid Al Fitr. A intercettare i frammenti è stata Intelcenter una «società» americana che si occupa di propaganda islamista. Se le immagini fossero davvero quelle di Osama andrebbero a smentire le insistenti voci che lo davano morto.

LE MIE PERPLESSITA': Ma se lo sceicco era davvero nella folla che seguiva il discorso di uno dei principali esponenti del movimento jihadista, non sta facendo la vita del topo rintanato in un bunker. E se partecipa ai comizi perché non lo si vede in filmati di qualità databili, che abbiano una risonanza mediatica e propagandistica eccezionale.

Proprio ora che l’amministrazione Usa deve decidere sulle sorti dell' Afghanistan, sembra che vivo o morto non faccia differenza. Rimangono particolari irrilevanti di fronte al fatto che le argomentazioni precedentemente esposte dimostrano che potrebbe essere morto.

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lunedì 19 ottobre 2009

Italia accusata di pagare i talebani per moderare gli attacchi

Come al solito i giornali nazionali confondono quando l’informazione va al di la delle linee politiche che rischiano di fare una pessima figura con gli elettori.



















Il Punto:

La notizia è fresca di giornata: il Governo degli Stati Uniti ha riconosciuto che lo scorso anno, è stato discusso il versamento di somme di denaro ai talebani da parte degli italiani.

Sembrerebbe che in un momento di difficoltà a fermare gli attacchi talebani al contingente italiano in Afganistan siano state le mazzette nazionali.

Un comandante dei talebani e due alti funzionari afgani confermarono che le forze italiane strinsero accordi per prevenire attacchi contro le loro truppe. Un alto funzionario francese gli disse che gli italiani avevano pagato i talebani per moderare gli attacchi dimenticandosi di rendere noto l’accaduto.

In una dichiarazione ufficiale il primo Ministro italiano dichiara di non aver consentito alcuna forma di pagamento verso i membri della rivolta talebana.

Il Ministro della Difesa Ignazio La Russa, dopo le richieste esplicative sul caso giudicato molto grave da parte dell’opposizione francese, ha definito le accuse spazzatura.

Hervé Morin ministro della Difesa francese, ha ribadito che il pagamento di somme di denaro ai talebani vìola ogni dottrina militare. Ha poi aggiunto: "Non ho ragione di dubitare della parola del Governo italiano".

Conclusioni:

Non penso che si arriverà ad una conclusione veritiera sull’accaduto, di certo i nostri ragazzi meritano il rispetto e l’attenzione che si deve a chi rischia la propria vita per un futuro migliore nel nome di una democrazia che suscita sempre più perplessità nei modi, perlomeno, in cui la si vuole promuovere. Una politica generale, poco chiara, che pretende che gli si creda ad occhi chiusi, non riempie il bicchiere che rimane ancora una volta, mezzo vuoto o mezzo pieno.


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mercoledì 7 ottobre 2009

Partecipiamo alla battaglia per la liberazione dei cinque cubani detenuti da 11 anni nelle prigioni degli Stati Uniti

Quello che Hugo Chávez, il Presidente Venezualano chiama l’impero degli Stati Uniti, dopo aver combattuto una battaglia, condotta almeno in parte per la presunta minaccia che rappreseta l'Iraq, non può essere credibile quando dichiarando guerra al terrorismo e incarcera chi lo combatte. Gli Stati Uniti hanno ammesso di aver cercato di assassinare il capo dello stato cubano, Fidel Castro, almeno 11 volte, hanno invaso il territorio cubano, ed hanno diffuso sostanze tossiche nei campi e tra gli animali allevati.



I FATTI:

Cinque nazionalisti cubani sono stati imprigionati a Miami, con l'accusa di spionaggio.

Quei cinque, mentre operavano attivamente per detenere gli atti di terrorismo che gli esiliati cubani di Miami organizzavano contro Cuba, scoprirono un complotto che si stava organizzando contro l'isola ed informarono la loro popolazione dell'accaduto.

Il Governo cubano avvisò quello statunitense per scongiurare ulteriori attentati terroristici 8oltre 3000 morti per attentati terroristici)

La risposta degli Stati Uniti alle relazioni presentate dal governo cubano non si fece aspettare: accusarono i Cinque di spionaggio.

I cinque cubani vennero condannati per aver scoperto uno dei tanti atti terroristici verso Cuba, ricevendo condanne dai 15 anni sino a due ergastoli.

Gli Stati Uniti hanno colpito una nazione che ritenevano responsabile di atti terroristici, come l’Iraq, ma si sono opposti al fatto che altri abbiano difeso il proprio paese da eventi simili.

Da 11 anni i cinque cubani sono rinchiusi nelle prigioni degli Stati Uniti, senza aver violato nessun segreto militare, e solo per aver raccolto informazuioni per difendere il loro paese e salvare vite umana, sventando almeno 170 azioni di terrorismo. Solo per questo sono stati imprigionati nei gulag dei nordamericani.

I Rabiblancos, come vengono chiamati i più rabbiosi nemici di Castro, sono coloro che organizzano il terrore contro Cuba e sembra evidente che vengono appoggiati indirettamente dagli Usa. Libertà per i cinque!

Vedi anche Antiterroristas.cu
Associazione Italia Cuba


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