Trattano argomenti dall'alto che non hanno senso, incomprensibili, dalle loro televisioni e dai loro giornali. I politici che dovrebbero ritornare a parlare con la gente rienpono gli stadi televisivi, invece di guardare in basso qui dove si lascia una luce accesa in comune a mezzogiorno. Un monito in un video girato con il telefonino oggi conferma che devono stare attenti anche ad accendere la luce.
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martedì 20 aprile 2010
L'informazione nei Municipi
L’informazione è la linfa della democrazia. Se il controllo dell’informazione è in mano a poche persone il cittadino vive la democrazia a metà. Se l’azione dei comuni hanno come riferimento i gruppi di potere economico, l’informazione sarà sempre tendente al risultato finale sotto forma di propaganda elettorale. Le persone non solo devono conoscere per tempo i progetti per territorio ma dovranno essere parte di un sistema informativo partecipato per tornare finalmente a decidere.
_____________________________________________________
1. Accesso alla rete gratuito per ogni cittadino e introduzione dei ripetitori Winmax per l’accesso mobile e diffuso alla rete (wifi)
2. Educazione al web per tutti, in sede e nelle scuole del territorio.
(La rete non va combattuta o censurata. Internet per la sua struttura interna, ha mutato i nostri comportamenti in poco più di un decennio. Molti sono stati presi di sorpresa da questa rapidità trovandosi impreparati all'uso, e aggiungerei alla comprensione, di queste nuove tecnologie che garantiscono trasparenza nei contenuti. Spesso si mette a rischio la propria privacy, a volte la propria incolumità. Le politiche e i politici nel nostro paese non hanno favorito il processo di comprensione del mezzo. Il web risulta essere scomodo per chi ha costruito la propria forza sull'incompetenza e l'ignoranza delle persone. Il popolo deve rimanare ignorante. Volutamente, a mio avviso, si trascura ciò che sta portando e porterà ancora per molto, una ventata di sana democrazia nel nostro paese.)
3. Istituzione di un portale indipendente per il XIII Municipio dove consultare tutte le determinazioni dirigenziali con un archivio delle notizie di facile consultazione.
Informazioni e contenuti a cui dare particolare rilevanza nel portale web:
* In evidenza il calendario del Consiglio Municipale
* Sportello di conciliazione online (per le prime informazioni)
* Ricerca avanzata degli atti e ricerca modulistica
* Particolare rilevanza e visibilità per i bandi di concorso e resoconto dettagliato delle assegnazione di ogni singolo bando di gara consultabile per il download in formato (PDF)
* Elenco delle concessioni demaniali sul territorio con relative informazioni di carattere amministrativo e relative scadenze
* Sistemi di diffusione audio dei contenuti del portale (Audio Player) (ascolta) e versione per visitatori non vedenti. Implementazione di risorse per facilitare l'accesso alla cultura e all'informazione online da parte delle persone con ridotte capacità visive, ma anche per sensibilizzare la collettività sui temi legati alla minorazione della vista. Progetto per l'utilizzo delle future risorse connesse al motore di ricerca Accessible Web Search for the Visually Impaired di Google
* Creazione di una newsletter dove il cittadino può iscriversi scegliendo quali informazioni ricevere:
1. Convocazioni del consiglio del Municipio
2. Bandi di concorso
3. Determinazioni dirigenziali
4. News locali
* Associazione divulgazione delle statistiche alle graduatorie in genere e schema comparativo (semplificato) degli ultimi 10 anni.
* Istituzione di sondaggi in rete per decidere eventuali proposte.
* Istituzione di un forum dove il cittadino può trattare argomenti connessi al territorio.
* Circuito live e on demand che trasmetta in streaming tramite webcam tutte le convocazioni ordinarie e straordinarie del Consiglio Municipale.
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sabato 17 aprile 2010
Uno sguardo da vicino (Roma Municipio XIII)
Sono 14 i km di arenile che caratterizzano il litorale del XIII Municipio di Roma, un patrimonio naturale inestimabile. Sottoposto a consistenti fenomeni di erosione a metterlo in pericolo sono sopratutto industrie, costruzioni abusive, porti turistici, stabilimenti balneari che invadono le nostre coste. È fatto obbligo ai titolari di concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito per il raggiungimento della battigia antistante l'area compresa nella concessione, anche al fine della balneazione. Ma la sua applicazione lascia molto a desiderare. E se la spiaggia occupata da lettini e ombrelloni nel litorale romano risulta essere la metà, nella zona di Ostia (90mila abitanti) raggiunge più del 90% rendendo le spiagge sempre più inaccessibili a chi non è disposto a pagare per godere di un bene comune come il mare. Da alcuni anni la crescita del numero delle cabine è impazzita, fino a inghiottire gli ultimi centimetri di spiaggia. Si è strutturato il business dei chioschi, delle discoteche e dei ristoranti incentivando così lo sfruttamento delle aree adiacenti agli stabilimenti che vengono subaffittate a prezzo d’oro dai padroni del mare, nonostante spesso risultino essere abusive. Le uniche spiagge attrezzate, che teoricamente dovevano offrire un servizio di ombrelloni e sdraio solo su richiesta, sono diventate di fatto delle postazioni permanenti. Non ultima la notizia del sequestro di un noto stabilimento nelle mani della malavita organizzata.
Nel sito del Comune (XIII Municipio) un ottica sfocata descrive il disagio mettendolo in vetrina come fosse motivo di vanto, e forse lo è per gli occhi di chi non vuole e non deve vedere.
Parte del testo sito web Comune Di Roma XIII Municipio: (Vai al sito e documentati la rete te lo permette)
"Il territorio del XIII Municipio si caratterizza per essere comprensivo del litorale di Roma. Sono circa 14 km d'arenile, di cui il 15% a spiagge libere o libere attrezzate, mentre il rimanente 85% organizzato in stabilimenti in concessione per la balneazione. Tra le spiagge libere attrezzate le più belle ed importanti sono quella di Castel Porziano (concessa dal Presidente della Repubblica ai bagnanti romani nel 1965), con i suoi 7 cancelli d'ingresso lungo la Via Litoranea e Capocotta (rientrante nel territorio della Riserva Statale del Litorale Romano), con i suoi 5 ingressi.
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martedì 6 aprile 2010
Il livello di verità al di là dei fatti
Secondo Tiziano Terzani non si è mai obiettivi perché scegli quello che vedi. Io sostengo che sicuramente esistono forzature giornalistiche. Vale pena fare ancora giornalismo e vale pena rincorrere l’informazione ma "con il coraggio di farlo come si vuole e non come ti viene imposto". Continua lo scrittore: "eppure, secondo me manca, tornerà a mancare, se in questo momento non se ne sente il bisogno, questa partecipazione di uno che va per conto tuo portando il suo naso, ma annusando per te, i suoi occhi, ma guardando per te, delle realtà che sono lontane a cui tu non hai accesso". Ci sforzeremo in questo senso per darvi un informazione sempre vicina alla verità "al di là dei fatti" per un nuovo modo di informare i cittadini nella piena consapevolezza che ciò che è vero non può risiedere in un solo contesto, lasciando da parte qualsiasi presunzione giornalistica.
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venerdì 19 marzo 2010
Google Search chiude in Cina il 10 aprile 2010
Google, proprietaria di uno dei più popolari motori di ricerca su internet, chiuderà il 10 aprile le sue operazioni in Cina. Ad affermarlo è il giornale China Business News. Il giornale non specifica se Google chiuderà solo Google.cn o anche altre delle sue iniziative nel paese. Sarà lunedì prossimo, secondo il giornale il giorno in cui verrà annunciata la notizia da parte dell'azienda. Google ha denunciato in gennaio degli attacchi informatici contro i conti di posta elettronica di alcuni suoi clienti, in larga parte dissidenti cinesi. Sostenendo che gli attacchi provenivano dalla Cina, il colosso californiano ha minacciato di smettere di usare i "filtri" richiesti dalla censura cinese e di chiudere il suo sito web in cinese se non fosse stata messa in grado di garantire la sicurezza ai suoi clienti. Le autorità cinesi esercitano uno stretto controllo su Internet e dalla Cina sono inaccessibili i siti politicamente sgraditi a Pechino ma anche le cosiddette "reti di comunicazione sociale" come YouTube, Facebook e Twitter.
Avevamo scritto: "Se Google chiuderà le sue attività in Cina perdera milioni di dollari. Brin e Page gli azionisti di maggioranza e inventori del famoso motore di ricerca sembrano decisi a farne a meno. Google che fa paura dimostrando alla politica, con questo precedente, di essere fuori dal gioco controverso, calcolatore e monopolista delle parti". Meditate gente. Meditate!
Aggiornamenti del 23.03.2010
Google dice basta alla censura in Cina per i servizi di Google Search, Google News e Google Images. E lo fa via Hong Kong aggirando così i paletti imposti da Pechino: i navigatori cinesi di Google.cn verranno da subito dirottati sul sito Google di Hong Kong (google.com.hk) che offrirà loro risultati non "filtrati". Ma Mountain View non intende lasciare la Cina "tout court": la società prevede infatti di tenervi le proprie attività di ricerca e sviluppo e delle vendite così da poter approfittare della crescita del mercato cinese. In serata le autorità cinesi, citate dall'agenzia Xinhua, hanno reagito dicendo che Google ha "completamente sbagliato" ad aggirare la censura "rompendo" così una promessa. Pechino ha espresso indignazione per quelle che ha chiamato "accuse irragionevoli" di Google e criticando la "politicizzazione" di temi commerciali. da parte sua la Casa Bianca ha espresso "delusione" per il fatto che Google e il governo cinese non siano stati in grado di raggiungere un accordo che consenta a Google di continuare le sua attività di ricerca in Cina con il sito google.cn". Fonte Ansa
Aggiornamenti del 23.03.2010
Google dice basta alla censura in Cina per i servizi di Google Search, Google News e Google Images. E lo fa via Hong Kong aggirando così i paletti imposti da Pechino: i navigatori cinesi di Google.cn verranno da subito dirottati sul sito Google di Hong Kong (google.com.hk) che offrirà loro risultati non "filtrati". Ma Mountain View non intende lasciare la Cina "tout court": la società prevede infatti di tenervi le proprie attività di ricerca e sviluppo e delle vendite così da poter approfittare della crescita del mercato cinese. In serata le autorità cinesi, citate dall'agenzia Xinhua, hanno reagito dicendo che Google ha "completamente sbagliato" ad aggirare la censura "rompendo" così una promessa. Pechino ha espresso indignazione per quelle che ha chiamato "accuse irragionevoli" di Google e criticando la "politicizzazione" di temi commerciali. da parte sua la Casa Bianca ha espresso "delusione" per il fatto che Google e il governo cinese non siano stati in grado di raggiungere un accordo che consenta a Google di continuare le sua attività di ricerca in Cina con il sito google.cn". Fonte Ansa
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lunedì 8 marzo 2010
Il Presidente della Repubblica e le dichiarazioni democratiche a metà
Napolitano ha risposto sul sito del Quirinale a due cittadini in rappresentanza dei milioni che si sono chiesti dove fosse finita la legalità.
"Erano in gioco due interessi o "beni" entrambi meritevoli di tutela: il rispetto delle norme e delle procedure previste dalla legge e il diritto dei cittadini di scegliere col voto tra programmi e schieramenti alternativi. Non si può negare che si tratti di "beni" egualmente preziosi nel nostro Stato di diritto e democratico. (....)".
Ora quello che mi domando è dove si trova il bene terzo? I diritti di quei cittadini che proprio tramite quel rispetto della legge avrebbero portato il loro candidato ad essere scelto e successivamente eletto, dove si trovano? Forse la tutela di cui parla Napolitano vale solo per alcuni e non per altri? Sono il numero delle tessere di partito a dare valore alla legalità? Signor Presidente lei garantisce, al di fuori della legge, il diritto di scelta di alcuni cittadini ma non il diritto di altri a beneficiare di ciò che la legge deve garantire.
"Erano in gioco due interessi o "beni" entrambi meritevoli di tutela: il rispetto delle norme e delle procedure previste dalla legge e il diritto dei cittadini di scegliere col voto tra programmi e schieramenti alternativi. Non si può negare che si tratti di "beni" egualmente preziosi nel nostro Stato di diritto e democratico. (....)".
Ora quello che mi domando è dove si trova il bene terzo? I diritti di quei cittadini che proprio tramite quel rispetto della legge avrebbero portato il loro candidato ad essere scelto e successivamente eletto, dove si trovano? Forse la tutela di cui parla Napolitano vale solo per alcuni e non per altri? Sono il numero delle tessere di partito a dare valore alla legalità? Signor Presidente lei garantisce, al di fuori della legge, il diritto di scelta di alcuni cittadini ma non il diritto di altri a beneficiare di ciò che la legge deve garantire.
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giovedì 25 febbraio 2010
martedì 23 febbraio 2010
Travaglio Marco il cittadino informatore comune
Ci sono aspetti di Marco Travaglio che giudico negativi: ma in quanto a quelli positivi bastano per stare al suo fianco per una vita. Chi lo critica per le sue vicinanze a Beppe Grillo non critica il sentimento dell’antipolitica, non ci prendano per il culo, ma l'avvento di un cambiamento che si appresta a spazzare via quel giornalismo ormai destinato a perdere potere in favore della rete e del Cittadino Informatore Comune. Travaglio è tutt'altro che un uomo di sinistra. Chi lo critica per le sue presenze annozeriane non critica il giornalista di parte, ma il modo diretto con cui affronta le questioni, troppo diretto per rientrare nei canoni giornalistici della casta. Non ci faranno passare per qualunquisti, la delegittimazione preventiva messa in atto dal governo va combattuta a colpi di macete e non di fioretto. Combattere il giornalista Travaglio? Certo si può, ma combattere la rete rischia di essere un clamoro autogoal e forse non vi conviene.
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venerdì 19 febbraio 2010
La legge è uguale per tutti gli straccioni.
I nostri giovani ritengono interessante ciò che è strano, ed è loro indifferente che esso sia vero o falso. Questo permette ai politici incoerenze che non vengono giudicate dalla maggior parte dell'opinione pubblica. Un sistema immorale dove il Leader ordina come si deve agire, dove manca la conoscenza di come si agisce, ma tutti ritengono di averla. Quindi si può arrivare a delegittimare la costituzione, le leggi e chi deve farle rispettare. Nel nome del consenso popolare tagliano le redaci dello stato alla base delle sue più alte moralità. Lo Stato come esprime etimologicamente il suo nome, rappresenta l'immobilità. Lo Stato qualcosa che non si muove, qui in Italia sembra non avere più radici. Ecco spuntare fuori lo spettro di una nuova tangentopoli. Sembra proprio che tutti gli uomini si possono corrompere: è solo questione di prezzo.
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giovedì 11 febbraio 2010
Google testa una linea internet cento volte più veloce. Se la tv passa sul web, inizia la vera liberalizzazione informativa.
L'azienda di Mountain View annuncia la fornitura sperimentale di connessioni in fibra ottica da 1 gigabit al secondo. Il servizio sarà testato in un numero limitato di località negli Stati Uniti.
Sta per suonare l’ultima ora. Forniranno connessioni internet a una velocità oltre 100 volte maggiore rispetto a quella attuale. Google ha svelato l'intenzione di entrare nel settore della connettività a banda larga, un passo destinato a portare scompiglio nel mercato degli internet service provider, e panico tra i padroni della tv tradizionale. Progettano di costruire e testare una serie di reti broadband ultra-veloci in un limitato numero di località negli Stati Uniti fornendo connessioni in fibra ottica da 1 gigabit al secondo a prezzi competitivi. L'azienda spera di trovare anche nuovi sistemi di produrre e posare i cavi in fibra ottica, condividendo i risultati con industria e ricercatori.
Ma il punto chiave di cui poco si parla è il passaggio della tv ad alta definizione su internet. Con una simile tecnologia ci si potrebbe sbilanciare affermando che le frequenze, per dirne una, di Canale 5 entro pochi anni potrebbero non valere più nulla. Non a caso Google si è garantita la proprietà di Youtube, che già oggi potrebbe abbattere gli ascolti televisivi del digitale terrestre. Mentre Murdoch di Sky compra per non rimanere fuori Myspace, il nostro governo rallenta il processo bloccando la banda larga, criminalizzando internet e cercando con la legge Romani di censurare Youtube. Paura.
Considerazioni si devono fare sulla partita, non da poco, dei pacchetti pubblicitari per la televisione, che sul web acquisirebbero un valore totalmente superiore per Google. Allo stato attuale un azienda paga percentuali prestabilite basate sui probabili acquirenti di un determinato audience, in quanto si possono conoscere solo statisticamente le loro esigenze. Google grazie al database delle tue intenzioni, raccolte dal suo motore di ricerca e associate al tuo indirizzo IP, potrebbe niente poco di meno trasmettere pubblicità mirata alle specifiche esigenza di un singolo individuo.
In poche parole, dopo che tu e il tuo vicino di casa avete cercato rispettivamente sul motore di ricerca di Google informazioni su pannolini e su di un probabile viaggio a Barcellona, durante la visione di Porta a Porta, si fa per dire, uno vedrà la pubblicità dei Pampers e l’altro quella di Alitalia. Il gigante di Mountain View così potrebbe offrire alle aziende pacchetti pubblicitari con il 100% di possibili acquirenti. Tradotto in ricavi una valanga di dollari, e un ridimensionamento dei poteri attuali nell’ambito dei media tradizionali. Ci rassicura il fatto che non riusciranno a fermare il processo di liberalizzazione che ormai è in atto. Dovranno rassegnarsi al fatto che il potere mediatico e l’informazione sono destinati a passare nelle mani di chi fa della sua forza la condivisione di informazioni e di contenuti, per lo più provenienti da comuni cittadini.
Sta per suonare l’ultima ora. Forniranno connessioni internet a una velocità oltre 100 volte maggiore rispetto a quella attuale. Google ha svelato l'intenzione di entrare nel settore della connettività a banda larga, un passo destinato a portare scompiglio nel mercato degli internet service provider, e panico tra i padroni della tv tradizionale. Progettano di costruire e testare una serie di reti broadband ultra-veloci in un limitato numero di località negli Stati Uniti fornendo connessioni in fibra ottica da 1 gigabit al secondo a prezzi competitivi. L'azienda spera di trovare anche nuovi sistemi di produrre e posare i cavi in fibra ottica, condividendo i risultati con industria e ricercatori.
Ma il punto chiave di cui poco si parla è il passaggio della tv ad alta definizione su internet. Con una simile tecnologia ci si potrebbe sbilanciare affermando che le frequenze, per dirne una, di Canale 5 entro pochi anni potrebbero non valere più nulla. Non a caso Google si è garantita la proprietà di Youtube, che già oggi potrebbe abbattere gli ascolti televisivi del digitale terrestre. Mentre Murdoch di Sky compra per non rimanere fuori Myspace, il nostro governo rallenta il processo bloccando la banda larga, criminalizzando internet e cercando con la legge Romani di censurare Youtube. Paura.
Considerazioni si devono fare sulla partita, non da poco, dei pacchetti pubblicitari per la televisione, che sul web acquisirebbero un valore totalmente superiore per Google. Allo stato attuale un azienda paga percentuali prestabilite basate sui probabili acquirenti di un determinato audience, in quanto si possono conoscere solo statisticamente le loro esigenze. Google grazie al database delle tue intenzioni, raccolte dal suo motore di ricerca e associate al tuo indirizzo IP, potrebbe niente poco di meno trasmettere pubblicità mirata alle specifiche esigenza di un singolo individuo.
In poche parole, dopo che tu e il tuo vicino di casa avete cercato rispettivamente sul motore di ricerca di Google informazioni su pannolini e su di un probabile viaggio a Barcellona, durante la visione di Porta a Porta, si fa per dire, uno vedrà la pubblicità dei Pampers e l’altro quella di Alitalia. Il gigante di Mountain View così potrebbe offrire alle aziende pacchetti pubblicitari con il 100% di possibili acquirenti. Tradotto in ricavi una valanga di dollari, e un ridimensionamento dei poteri attuali nell’ambito dei media tradizionali. Ci rassicura il fatto che non riusciranno a fermare il processo di liberalizzazione che ormai è in atto. Dovranno rassegnarsi al fatto che il potere mediatico e l’informazione sono destinati a passare nelle mani di chi fa della sua forza la condivisione di informazioni e di contenuti, per lo più provenienti da comuni cittadini.
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martedì 9 febbraio 2010
venerdì 5 febbraio 2010
giovedì 28 gennaio 2010
Shoah: Non si può stare in silenzio quando ci si trova davanti il dovere della memoria
Non si può stare in silenzio quando ci si trova davanti il dovere della memoria. Non solo ricordare ma riflettere per prenderne coscienza. Non a caso affrontiamo il tema il giorno successivo le celebrazioni in ricordo di tutte le vittime di quei crimini così efferati, mentre alcuni riflettori cominciano a spengersi i nostri si accendono. Se da Auschwitz il mondo non ha imparato si ha comunque oggi il dovere morale di trovare la soluzione perché la terra guarisca da un male orribile come l'antisemitismo. L'attenzione non molli la presa su le azioni dei gruppi neonazisti e su chi ancora oggi ha il coraggio spregiudicato di negoziare sull'Olocausto, cercandone un ridimensionamento. Attenzione particolare si deve avere per i paesi sovrani come l'Iran, che negano pericolosamente l'esistenza dello Stato di Israele.
Onore a tutti quelli che a rischio della propria vita hanno protetto gli ebrei perseguitati, opponendosi alla follia omicida di quelle persone per cui, anche guardando nel più profondo del mio essere, non riesco a trovare alcuna pietà.

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martedì 26 gennaio 2010
Cosa pensi dello sbavante deputato dinanzi al suo scandalaso stipendio?
La sfiducia nei politici di oggi, a mio parere, deriva dal fatto che invece di pensare all'interesse di tutti sembrano avere tutti lo stesso interesse. Qualcuno sostiene siano cifre impressionanti, ma più impressionante è il fatto che gli stipendi dei Parlamentari sono loro stessi a stabilirli. Devo ammettere che legiferando appunto in materia risulta emergere una forma molto strana di democrazia. Classificati come una casta, i politici quelli con le tasche sempre più piene, meno preparati ma sempre più pagati. Onorevoli da 144 mila euro (più spese) all'anno, tra i più pagati in Europa. Entrano in politica da poveri perché sanno che si tratta di un affare, e visto che due deputati su tre restano in Parlamento per più d’una legislatura, diventano politici anche i ricchi che curano gli affari migliori quelli particolari che vengono fuori alla lunga. La prima delle tante voci del trattamento economico del politico in questione è l'indennità, quella che nel linguaggio comune viene chiamata "stipendio", e viene corrisposta per 12 mensilità. L'importo mensile è pari a 5.941,91 euro, al netto delle ritenute previdenziali. Riceve anche una diaria che viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma e ammonta a 4.003,11 euro mensili. Percepisce rimborsi a titolo forfetario per le spese inerenti al rapporto tra eletto e elettore che se avesse saputo cosa gli sarebbe costato probabilmente non l'avrebbe mai votato. Gli viene attribuita una somma mensile di 4.190 euro, erogata tramite il gruppo parlamentare di sua appartenenza. Seguono le spese accessorie di viaggio e per spostamenti all’estero. Possiede una tessera per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale. Percepisce 3.323,70 euro ogni tre mesi per i trasferimenti dal luogo di residenza all'aeroporto più vicino e tra l'aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio. Dispone di una somma annua di 3.098,74 euro per le spese telefoniche ma deve comprasi il telefonino. Cazzo! Ha comunque diritto all'assistenza sanitaria integrativa che eroga rimborsi secondo quanto previsto da un tariffario. A fine mandato gli arriva un assegno che si aggira intorno ai 50 mila euro, rilasciato per il suo operato a favore di cittadini che potremmo definire a questo punto già spennati. Ciliegina sulla succulenta torta che è dinanzi allo sbavante deputato, un bel vitalizio. Dati pubblicati sul sito della Camera dei Deputati

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giovedì 21 gennaio 2010
Renato Brunetta: il ministro della funzione pubblica part-time
Silvio Berlusconi candida Brunetta a sindaco di Venezia.
Un ministro dell'Innovazione e della Funzione Pubblica che conduce una battaglia contro il doppio lavoro nella pubblica amministrazione e nei confronti delle incompatibilità lavorative dei dipendenti pubblici, per essere credibile, non dovrebbe candidarsi per un ulteriore incarico istituzionale. Dubbi sulla doppia poltrona nascono al momento che se, come dovrebbe, l'attività elettiva istituzionale è "a servizio dei cittadini e dunque della collettività ", ci piacerebbe che coloro che svolgono questo "servizio" lo facessero a tempo pieno, evitando di accumulare doppi e, in qualche caso, tripli incarichi elettivi o istituzionali.
Un ministro dell'Innovazione e della Funzione Pubblica che conduce una battaglia contro il doppio lavoro nella pubblica amministrazione e nei confronti delle incompatibilità lavorative dei dipendenti pubblici, per essere credibile, non dovrebbe candidarsi per un ulteriore incarico istituzionale. Dubbi sulla doppia poltrona nascono al momento che se, come dovrebbe, l'attività elettiva istituzionale è "a servizio dei cittadini e dunque della collettività ", ci piacerebbe che coloro che svolgono questo "servizio" lo facessero a tempo pieno, evitando di accumulare doppi e, in qualche caso, tripli incarichi elettivi o istituzionali.
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martedì 19 gennaio 2010
Banda larga elettrica in ritardo: Qualcuno non vuole un popolo informato
La tecnologia c'è, in altri Paesi migliaia di utenti possono avere Internet veloce anche se non coperti da ADSL, in Italia i fondi sono andati al vecchio digitale terrestre.

Stiamo condannando l'Italia di domani a scontare ritardi infrastrutturali di oggi. I fondi che il Governo dovrebbe stanziare per colmare il digital divide, portando Internet a 20 Mb al 96% della popolazione ancora non ci sono. Sappiamo che ogni euro investito nella banda larga ne produce almeno due di aumento di attività economica e di Pil. Questa politica impaurita da internet non non può rimandare questi interventi e condannare l'Italia di domani a pagarne il conto. Qualcuno non vuole la diffusione della rete, qualcuno non vuole un popolo informato. Non dare ulteriore spazio a new media sembra essere prioritario per i centri di potere che vedrebbero con la banda larga sfilarsi graduatamente il potere mediatico dei mezzi di comunicazione. Il settore in Italia è vittima di un paradosso, quindi: la tecnologia è già pronta, ottimale per superare il digital divide anche grazie al Wi-Fi; ma la volontà dei politici e degli imprenditori, ognuno per i propri interessi, impedisce di metterne in atto le potenzialità. Da noi Enel è insieme il principale proprietario della rete e il massimo produttore di energia è non dovrebbe campare scuse e spiegare quali sono le ragioni dei ritardi accumulati, in modo da convincerci che qualcuno non trami impedimenti al processo di liberalizzazione e di verità che la rete sta portando in tutti i paesi.
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martedì 5 gennaio 2010
Video Berlusconi ribambarimbambero - Napoleone
Premier-imperatore non solo per quelle quattro statue romane, da trasferire dal Museo delle Terme di Diocleziano a Palazzo Chigi, richiesta presentata da Silvio Berlusconi al ministero dei Beni Culturali, ma anche per le sue dichiarazioni. «Solo Napoleone ha fatto più di me. È così, è così...» Non si mette la mano tra giacca e camicia, all’altezza dello stomaco. Non si infila il mignolo nell’orecchio. Però finalmente, vezzi napoleonici e paragoni rivelano chi è il suo alter ego.
L'autore dl testo e delle musiche della canzone Napoleone è Daniele Gabriele
danielegabriele.it
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giovedì 31 dicembre 2009
Avatar del Presidente della Repubblica - 2009 - Discorso di fine anno
Le parole che avremmo voluto sentire.
ascolta il discoso facendo click sull'immagine

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Buonasera. La vigilia della fine di questo ultimo anno è stata caratterizzata dall'odio politico tra le opposizioni. Il governo non è riuscito ad affrontare la grave crisi che imperversa sul nostro paese. Gossip, scandali e leggi ad personam sono stati i maggiori temi di discussione in parlamento. La politica è finita con l'avvento dei new media. Milioni di persone ormai si informano tramite internet. Tv e giornali disinformano seguendo rispettive linee politiche e sfruttando il loro potere mediatico per ottenere consensi. Il processo che renderà libero il nostro paese è solo rallentato. Social networks e blogs presto riusciranno a cancellare quel sistema informativo ormai logoro. Un italia migliore ci aspetta. Augurandovi buon anno rivolgo un appello a tutti i dirigenti politici, insieme a me, a farsi da parte per facilitare il processo che ci porterà in una nuova era mediatica.
Vedi questo video su youtube.
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lunedì 28 dicembre 2009
Updates on Protests and Clashes in Iran
Injured members of Iran’s security forces were protected by opposition supporters after clashes with protesters in Tehran on Sunday.



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Teheran: Informati la rete te lo permette.
TEHERAN - Il giorno dopo i gravi incidenti avvenuti ieri in Iran tra migliaia di oppositori e forze di sicurezza, non si riesce a stabilire il numero dei morti. La televisione di Stato in lingua persiana ha detto stamane che almeno 15 persone sono rimaste uccise a Teheran. Ma il tam tam della rete fa presagire un bilancio drasticamente maggiore.
Diversi riformisti e collaboratori di Mir Hossein Mussavi, considerato il leader dell'opposizione, e alcuni giornalisti sono stati arrestati oggi in Iran, secondo quanto riferiscono vari siti. Il sito conservatore Tabnak riferisce che è stato arrestato anche Hossein Mussavi-Tabrizi, un religioso sciita riformista a capo della Associazione degli istruttori e ricercatori del seminario di Qom. In precedenza il sito riformista Jaras aveva dato notizia dell'arresto, la scorsa notte, di Ebrahim Yazdi, ex ministro degli Esteri e leader dell'organizzazione dissidente Movimento per la liberazione.
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televisione di stato iraniana in lingua inglese PressTv
entra nel sito del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
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